La mascolinità è stata ufficialmente dichiarata una malattia dalla American Psychology Association.

La American Psychology Association ha ufficialmente dichiarato, con la guida datata agosto 2018, la mascolinità (nel documento si parla SIA di “mascolinità tradizionale” SIA di “mascolinità” tout court) come una malattia da curare.

Il documento, assolutamente terrificante, è chiaramente scritto dal punto di vista dell’ideologia FEMMINISTA RADICALE, ed invece di configurarsi come una guida per la pratica psicologica (quale afferma di essere) è in pratica una lunga invettiva contro la mascolinità: inizialmente descritta con aggettivi “tradizionale” o “egemonica” o “sessista” ma, man man che si va avanti nel documento, più spesso descritta unicamente come “mascolinità” tout court, senza bisogno di aggettivi: come a voler sottolineare che la mascolinità è sempre, inerentemente, una cosa negativa.

Gli uomini con valori tradizionali sono ritratti nel documento come dei veri e propri condensati di negatività, senza alcun tratto positivo, ed i loro valori culturali sono associati unicamente a termini negativi, a volte anche in maniera palesemente falsa, a solo scopo denigratorio – ad esempio nel documento si afferma che gli uomini che hanno valori tradizionali sarebbero:

Incapaci di stringere amicizie sincere e profonde.

Incapaci di risolvere i problemi in maniera non violenta.

Promiscui.

Tradendo lo scopo apparentemente prefissato per il documento, che, ripetiamolo, dovrebbe essere semplicmenete una guida per gli psicologi che debbono trattare pazienti di sesso maschile, la guida, in più punti, esorta gli psicologi ad azionarsi contro la “mascolinità” e contro il “privilegio maschile”!!!

Ancor più grave, nel documento i valori culturali tradizionali sono la causa attribuita al declino della salute maschile: in sostanza si da’ colpa agli uomini per il loro malessere, qualcosa che essendo del tutto contrario alla pratica psicologica rivela il vero scopo della guida: asservire gli uomini in cerca di aiuto alla causa femminista, renderli utili per le donne, questo infatti è l’unico scopo delle vite degli uomini secondo l’ideologia femminista: essere utili alle donne.

TUTTI gli uomini: infatti anche se apparentemente la “guida” attacca solo gli uomini più tradizionalisti non si deve dimenticare che la “guida” attacca anche la “mascolinità” senza alcun aggettivo, e persino comportamenti maschili del tutto contrari alla “tradizione”, come ad esempio la promiscuità sessuale), anche a costo di andare contro tutti i principi che guidano la pratica psicologica.

Estremamente rivelatrici del vero scopo del documento queste frasi:

When working with boys and men, psychologists can address issues of privilege and power related to sexism in a developmentally appropriate way to help them obtain the knowledge, attitudes, and skills to be effective allies and potentially live less restrictive lives. Male privilege tends to be invisible to men, yet they can become aware of it through a variety of means, such as education (Kilmartin, Addis, Mahalik, & O’Neil, 2013) and personal experience (O’Neil, 2015; O’Neil, Egan, Owen, & Murry, 1993

Indeed, awareness of privilege and the harmful impacts of beliefs and behaviors that maintain patriarchal power have been shown to reduce sexist attitudes in men (Becker & Swim, 2012) and have been linked to participation in social justice activities (e.g., White, 2006)

La guida della APA per sottomettere gli uomini al femminismo radicale è consultabile qui:

9 thoughts on “La mascolinità è stata ufficialmente dichiarata una malattia dalla American Psychology Association.

  1. Sono così pieno di privilegio maschile che domattina, invece di andare a lavorare come tutti i santi giorni, me ne resto a letto a dormire e mando mia moglie a prendere lo stipendio. Sono un otre di privilegio.

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    1. E’ la mentalità giusta con cui affrontare queste cose 🙂
      D’altronde se abbiamo il privilegio è giusto prenderne coscienza e goderselo, no?
      E se poi risulta impossibile goderne, allora vuol dire che non esiste…

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  2. non riesco a trovare nulla su questo Rabinowitz, sul sito dell’APA risultano solo due sue pubblicazioni:
    Deepening Group Psychotherapy With Men: Stories and Insights for the Journey
    Deepening Psychotherapy With Men

    dov’è che ha parlato di circoncisione?

    se è ebreo osservante è scontato che la approvi, ma vorrei leggere se ha scritto cose su questo argomento, con pubblicazioni dell’APA o meno.

    tu dove le hai lette?

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    1. E’ ebreo osservante e non ha scritto nulla sulla circoncisione. Si è limitato a farla praticare sulla prole.

      Anche la Franzoni e Pacciani non hanno mica pubblicato niente sulla filosofia e sulle dinamiche della pratica omicidiaria.

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      1. va bene l’avevo intuito, se è ebreo osservante era ovvio che fosse a favore della circoncisione su di lui e sui suoi figli.
        però sembrava che ci avesse scritto un trattato d’apologia, una cosa così, insomma, da come scrivevi tu

        comunque, è inutile che fai passare la circoncisione come “cosa che predicano le femministe\l’hanno inventata loro\gli uomini femministi la praticano per far contente le femministe”

        è un problema inerente le superstizioni religiose di religioni alquanto tenaci e totalitarie e che hanno resistito per secoli e secoli, invece di sparire come fece il culto a Mitra o il culto a Zeus o pratiche abominevoli come i sacrifici umani nelle religioni mesoamericane.

        perciò prenditela con i maschi della religione in questione, non con le femministe.

        Non è stata “una Banotti” ad inventare quella roba, non è “una Stella”.
        dipendesse da me, sarebbe illegale in un secondo visto che ha a che vedere con la mancanza di consenso (diverso è se uno si vuole tagliuzzare il pene a 18 anni per sua scelta).
        idem dicasi per roba tipo velo, battesimo nelle chiese cristiane ecc.
        sono tutte cose che andrebbero fatte esclusivamente da adulti, esprimendo il proprio consenso.
        non sui bambini e bambine (tra l’altro forse sai che molti ragazzini figli di testimoni di geova sono morti per aver rifiutato le trasfusioni, visto che per loro è proibito)

        ma io “non sto al potere”, e quelle persone che comunque ci stanno e hanno tentato di vietarla sugli infanti, vengono criticate e accusate di razzismo, islamofobia e antisemitismo.
        tra l’altro se segui un po’ il dibattito, ormai accusano di “islamofobia” qualsiasi persona (atea o meno) che osi esternare anche mezza critica sull’islam.

        perciò non dare la colpa alle donne, anzi alle femministe, per roba che hanno inventato i maschi di millenni fa su indicazioni di maschi di millenni fa tipo abramo, mosè e compagnia (non che io creda all’esistenza storica di personaggi del genere, ma appunto, ci credono i personaggi che tagliuzzano i peni dei neonati).

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  3. più che Rabinowitz, che ha parlato di “depressione negli uomini”, non “virilità tossica”,
    forse è questo qui che ha scritto di “crisi della mascolinità”
    https://www.apa.org/pubs/books/4317207

    Beyond the Crisis of Masculinity:
    A Transtheoretical Model for Male-Friendly Therapy
    By Gary R. Brooks, PhD

    ma sembra che critichi gli approcci terapeutici “standard” che non funzionano con gli uomini:

    “Standard therapeutic models don’t work for men, Brooks argues, so therapists must be eclectic—transtheoretical—in negotiating therapeutic goals and tasks with their troubled male clients. The central tenets of multicultural counseling and therapy figure prominently in the transtheoretical model, as they allow the therapist to separate out and tackle peculiarly male problems that span different cultural and socioeconomic contexts.”

    infatti dice di tenere conto del diverso contesto socio-culturale di ciascun uomo

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    1. No cara mia. Dice anche che pure gli uomini poveri e di razza non bianca e gay hanno privilegio maschile.

      Se il privilegio maschile sta nel dominare le donne, specificamente averne una che ti serve in casa, mi spieghi come fa un gay o un single ad avere privilegio maschile?

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      1. penso che intenda che il gay o il single hanno più forza fisica delle donne, in media.
        te l’avevo già spiegato in un altro commento… se si parla di “privilegio maschile” ha senso intenderlo così (comunque si potrebbe osservare che al giorno d’oggi la forza fisica non è più così importante: non viviamo più nella giungla con le bestie feroci in agguato… resta importante solo per difendersi da altri esseri umani, magari… e in tal senso le femmine sono svantaggiate, a meno che una non giri con una beretta e abbia un’ottima mira… ma non è il mio caso)

        aggiungo anche: per la religione ebraica la donna è inferiore e non farmi dire nulla sulle cose dell’antico testamento in vigore nella loro “legislazione” ordinata dal loro dio, da farsi alle “donne non più vergini” o donne mestruate che hanno fatto sesso, quindi non farmi passare l’ebraismo come femminismo. 😀

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        1. C’è una setta ebraica dove le donne lavorano e mantengono gli uomini a casa: il prestigio sociale maschile e della famiglia è dato dall’essere esperti del Talmud, e quelli stanno a casa studiare il Talmud.

          E’ un esempio di come vi si possa infinocchiare utilizzando la vostra ipergamia per farvi trottare al posto nostro.

          Peccato solo che quasi certamente sono arrivati a quella situazione lì per caso fortuito, non per calcolo.

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