“Bambino transessuale”: una contraddizione in termini.

Questo blog nasce con il semplice scopo di condividere con qualcuno che non ha niente di meglio da fare alcuni miei spunti e riflessioni sul tema dei rapporti tra i sessi nella società odierna.

Per questo, ad esempio, non trovate articoli che parlano del macinato di tacchino cotto nel latte di capra e… la ricetta si interrompe qui, non è il tema di questo blog (e oltretutto non ho la minima intenzione di rivelarla a chi non mi paghi, mentr einvece i contenuti del blog sono ovviamente gratuiti).

Né trovate articoli che parlano della prima volta che ho baciato una persona del sesso opposto, all’età di 10 anni, perché non è un blog dove si parla di rapporti tra bambini e bambine ma tra uomini e donne.

E questo non è neppure un blog che parla di diritti dell’infanzia.

Oggi però, avendo appreso una notizia che non si può che definire inquietante, ho deciso di fare uno strappo alla regola, e dedicare un articolo ai diritti dell’infanzia.

E non è un articolo che riguarda solo i bambini maschi, ai quali a Torino viene asportato il prepuzio a partire dall’età di 6 mesi (ovviamente senza il loro consenso: non si può dare il consenso informato a 6 mesi, e neppure a 6 anni) per la gioia dell’assessorA alle cosiddette “Pari Opportunità” Monica Cerutti, che a mio giudizio meriterebbe di subire un’analoga mutilazione genitale (ovviamente senza il suo consenso)
http://www.monicacerutti.com/attivita/pace-opportunita-e-diritti/la-regione-interviene-sulla-circoncisione-si-puo-fare-al-maria-vittoria/

Sarebbe una sorta di giustizia morale, ma non si può fare, perché mutilare alcuni tipi di bestie è un crimine: i cani e la Cerutti non si possono mutilare, è contro la legge.

Ma non divaghiamo.

E partiamo quindi con una serie di domande:

Un bambino maschio di età pre-pubescente, è un uomo? Ovviamente no, è un bambino.

Una bambina di età pre-pubescente, è una donna? Ovviamente no, è una bambina.

Un bambino di età pre-pubescente può sentirsi a disagio a causa dell’eccesso di peli sul suo corpo provocato dallo sviluppo? Certo che no, non ha ancora avuto alcuno sviluppo.

Una bambina di età pre-pubescente può sentirsi a disagio a causa del suo seno enorme, gonfiatosi sino a raggiungere la sesta misura a seguito dello sviluppo? Certo che no, non ha ancora sviluppato.

Un bambino di età pre-pubescente può sentirsi a disagio nel suo corpo di maschio adulto? No, è una contraddizione in termini, potrà eventualmente sentirsi a disagio solo QUANDO avrà il corpo di un uomo, e questo avviene solo A SEGUITO della pubertà, non PRIMA della pubertà.

Una bambina di età pre-pubescente può sentirsi a disagio nel suo corpo di femmina adulta? No, è una contraddizione in termini, potrà eventualmente sentirsi a disagio solo QUANDO avrà il corpo di una donna, e questo avviene solo A SEGUITO della pubertà, non PRIMA della pubertà.

Pertanto i bambini pre-pubescenti transessuali non esistono, è una pura contraddizione in termini, un ottimo esempio di fallacia logica: non si può desiderare di transizionare da un sesso all’altro se non si sa ancora come ci si sentirà nel proprio corpo adulto.

E’ mia opinione che, compatibilmente con l’economia ed i conti dello Stato, le transizioni di sesso dovrebbero essere interamente a carico del SSN, ma che solo gli adulti possano decidere per sé e solo gli adulti possano dare l’indispensabile consenso informato. E’ una delle ragioni per cui, ad esempio, non possiamo praticare una clitoridectomia all’assessorA Cerutti: se lo facciamo senza ottenere prima il suo consenso informato, sarebbe una violazione della sua libertà e autonomia personale, dei suoi diritti umani, e commetteremmo un crimine. E lo stesso si applica a Giulia Grillo, che ha autorizzato l’inserimento del medicinale TRIPTORELINA tra quelli erogabili a totale carico del SSN, ALLO SCOPO DI BLOCCARE LA PUBERTA’ DEI BAMBINI CHE “POTREBBERO ESSERE TRANSESSUALI”.

Ma che non possono esserli, MAI, perché i bambini transessuali non esistono, sono una contraddizione in termini.

Quella sopra è un’immagine della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, datata 25 febbraio 2019.

Ma la colpa di questa situazione non ricade ovviamente solo sulle incapaci spalle di Giulia Grillo, che probabilmente ci capisce poco o nulla, e che, se andiamo a guardare bene, non ha neppure peggiorato la situazione rispetto a com’era prima del 25 febbraio 2019 – semplicemente, non l’ha migliorata in maniera significativa. Forse per timore di scalfire il mito nascente dell’incompetenza grillina (inteso come Movimento 5 Stelle, non come Giulia Grillo).

Infatti:

http://bioetica.governo.it/it/documenti/pareri-e-risposte/in-merito-alla-richiesta-di-aifa-sulla-eticita-dell-uso-del-farmaco-triptorelina-per-il-trattamento-di-adolescenti-con-disforia-di-genere-dg/

Il CNB in risposta ad un quesito dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), ha elaborato un parere sulla eticità dell’uso del farmaco triptorelina per il trattamento di adolescenti affetti da disforia di genere (DG). Si tratta di una condizione frequentemente accompagnata da patologie psichiatriche, disturbi dell’emotività e del comportamento, con autolesionismo ed elevata incidenza di suicidio.

La prescrizione di questo farmaco per la DG è attualmente
possibile secondo la modalità delle “indicazioni diverse da quelle autorizzate” (off label). In base a questa classificazione, salvo che le singole autorità locali non dispongano diversamente, la decisione terapeutica, la predisposizione e l’assunzione del consenso informato sono affidati esclusivamente alla responsabilità del singolo medico, senza la verifica da parte di un Comitato etico.
Il documento dopo avere delineato in sintesi i benefici e rischi dell’uso, senza entrare nel merito della ricostruzione storico-sociologica e della discussione filosofica del gender, avanza alcune raccomandazioni, ispirate alla cautela e alla valutazione caso per caso, richiamando la necessità che la diagnosi e la proposta di trattamento provengano da una équipe multidisciplinare e specialistica, che il trattamento sia limitato a casi ove gli altri interventi psichiatrici e psicoterapeutici siano risultati inefficaci, che il trattamento preveda un consenso espresso in modo libero e volontario e con la consapevolezza delle informazioni ricevute nelle specifiche condizioni fisiche e psichiche dell’adolescente. Il Comitato inoltre sottolinea l’importanza di una adeguata formazione del pediatra, della rete socio-sanitaria di base e delle istituzioni scolastiche coinvolte su questi temi e raccomanda la predisposizione di studi di sicurezza, efficacia e follow-up fisico-psichico sui casi trattati e la previsione di una politica di accesso equo e omogeneo alla triptorelina.
Infine il Comitato raccomanda ad AIFA di regolamentare le particolari condizioni di somministrazione del farmaco nella diagnosi della DG in adolescenza.

Anche il Comitato Nazionale per la Bioetica non ha ben chiare due cose:

Primo: che non esistono i bambini transessuali – però su questo ammettono di “non entrare nel merito”

Secondo: che gli adolescenti in età pre-pubescente non sono in grado di dare il consenso informato, per cui non ci può essere proprio alcuna “libertà” né “volontà”da parte loro.

E’ la ragione per cui non consentiamo loro di votare, né di comprare un pacchetto di sigarette.

COSA è potenzialmente più pericoloso, per un ragazzino o una ragazzina in età pre-pubescente che “potrebbe” essere un transessuale, ma che poi si scopre non lo sarà in futuro?

Fumare sigarette o assumere farmaci che bloccano la pubertà?

Da padre trovo decisamente pericolose entrambe le cose, ma molto più la seconda.

E voi?

Taggato “Transgrillismo Incompetente”

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7 thoughts on ““Bambino transessuale”: una contraddizione in termini.

  1. 1-Perchè a Torino a tutti i bambini viene tolto il prepuzio? Sono tutti ebrei?
    Non capisco bene, quando avverrebbe questa pratica? In ospedale? E quali medici ordinano tale operazione?
    2-una ragazzina in età pre pubescente con un seno sesta misura si sente a disagio eccome! Te lo dico io che ho avuto questo sviluppo.
    3- esistono bambini che già da piccoli hanno un disagio nel percepire il proprio corpo come non appartenente a loro. Ossia per esempio guardano un bambino con dei genitali maschili e si chiedono perchè loro non li hanno. In alcuni casi la scoperta di questa differenza crea un trauma. Comunque la cosa la si può notare solo lavorando coi bambini.
    4-la somministrazione di questa medicina in alcuni casi la trovo necessaria ma in altri casi no. Intanto bisogna fare un’attenta analisi del comportamento e delle emozioni del bambino prima di dare un farmaco del genere. Non si può darlo così alla leggera. Ma temo che diventerà un pericolo visto che già gli psicofarmaci per esempio negli US vengono somministrati a bambini piccoli con molta leggerezza.
    4-Inoltre visto che ogni farmaco ha effetti collaterali mi chiedo che tipo di effetti avrà questa medicina. Se si blocca poi il naturale svilupoo del fisico umano non si sa che conseguenze si potrebbero avere.

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    1. 1- Non viene tolto il prepuzio a tutti i bambini a Torino, solo a quelli i cui genitori fanno richiesta, per motivi di stupidità dei genitori, non religiosi.
      INFATTI: i bambini debbono avere almeno 6 mesi – questo esclude tutti gli ebrei perché la circoncisione si fa prima. Esclude inoltre i musulmani intelligenti: il Corano non obbliga alla circoncisione, molti imam la raccomandano ma specificando però sempre che non è obbligatoria per la religione, ed alcuni imam dicono che è indifferente. Restano i musulmani più ignoranti, o più stupidi, e qualche americano.
      Nessun medico ordina l’operazione, i medici la eseguono su richiesta dei genitori.

      2- lo so, ed è pure un problema per fare certi sport.

      3 e 4:
      I bambini e i ragazzi a 12, 14 e spesso pure a 16 anni sono piuttosto confusi, per questo è necessario aspettare che siano adulti.
      Considera una cosa: non ci si può sposare prima di 18 anni – al massimo lo si può fare a 16 e ci vuole l’autorizzazione di un giudice, non si può comprare un pacchetto di sigarette prima dei 18 anni, né dei liquori, neppure della birra.
      Quindi trovo che sarebbe folle consentire l’utilizzo di un farmaco il cui unico scopo è bloccare il naturale sviluppo del fisico umano.

      Sai perché questa cosa sta prendendo piede? Guadagno e ipocrisia umana.
      Guadagno delle case farmaceutiche e delle cliniche che fanno tali trattamenti, ipocrisia di moltissime trans: non è vero che una persona di 15-16 anni che inizia a realizzare di poter essere trans si suiciderebbe sapendo che deve aspettare sino a 18 anni. E’ vero invece che più presto si transiziona e migliori sono i risultati a livello estetico: una transizione a 14-15 anni trasformerebbe un maschio in qualcosa di assolutamente indistinguibile da una donna, mentre se fatta a 30 anni i risultati sono molto peggiori, infinitamente peggiori. Resta però il fatto che che a 14-15 anni una persona non può veramente decidere, è troppo giovane per dare un consenso informato su una decisione così drastica. E si deve poi considerare che in un sistema che funziona, ma senza abusi, quelle davvero convinte potrebbero iniziare subito, allo scoccare dei 18 anni, e avere una transizione completa prima dei 20: in questo caso i risultati estetici anche se non 100% perfetti sono molto più vicini al primo caso che al secondo, molto più vicini: non è assolutamente indistinguibile da una donna ma diventa difficile capire la differenza per la maggior parte della gente.

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  2. 1-Ma questi genitori che fanno eseguire questa operazione ai loro figli non per motivi religiosi che motivi hanno?
    È una tradizione storica, occulta, igienista,…? Non capisco davvero che motivo hanno di far fare una cosa simile ad un figlio. E per quale motivo i dottori eseguono una tale operazione che non ha funzione meduca curativa di qualcosa.
    2- Io sono contraria anche all’intervento della chirurgua estetica prima dei 18 anni eppure molte ragazzine, complici le madri stupide, si fanno interventi già a 14 anni. Medici e case farmaceutiche sono i padroni di mezzo mondo. Ma di più il motivo sempre presente ( anche nel caso delle trans) è la bellezza. E la causa di tutto questo è data dalla supremazia dei gusti maschili che nella tradizione vede solo la donna bella come stereotipo valido di donna.
    Purtroppo gli uomini non parlano mai di donne valorizzandole per quello che sanno fare ma solo per il culo o il seno che hanno. Secoli di civiltà ed evoluzione e discorsi sempre uguali. Se un ragazzo si fa fidanzato la prima domanda che gli fanno gli amici è questa:” ma lei è bella?”
    Poi magari lei può esser uno stecco di legno a letto ( infatti molti tengono la fidanzata bella e frigida e l’amante brutta e maiala) ma l’importante è che di fronte agli altri venga presentata la Barbie di turno.
    Se lei non è bella allora gli amici divono: “allora ha i soldi almeno?”.
    Ho avuto molti amici maschi, ragazzi e uomini di tutte le età, e questa è la verità.
    Ci sono state persino simulazioni fatte con video a scopo sociologico in cui una ragazza chiede a dei ragazzi di darle un bacio oppure uscire insieme. Se la ragazza è truccata e vestita da gnocca allora tutti son ben felici di fare qualsiasi cosa.
    Se la ragazza si presenta in tuta, senza trucco e spettinata allora scappano tutti e la prendono per folle.
    Dunque se una persona deve stare in questa società e non vuole venire emarginata deve mostrarsi almeno carina altrimenti non trova lavoro, non viene considerata e valorizzata e magari viene presa per lesbica solo perchè non si trucca ( è capitato a qualche mia collega d’università).
    Quindi capisco il motivo per cui le trans vogliono mostrarsi al meglio il prima possibile.
    Ci sono ragazzi e uomini e che fanno restrizioni anche per l’età. Alcuni infatti si fissano con una certa età ed escludono tutte le altre ( poi si lamentano che rimangono da soli). Questo alimenta la chirurgia estetica del ringiovanimento e di certe operazioni anche rischiose.
    Le donne devono farsi belle per piacere ai maschi ed è assurdo questo. Eppure adesso è normale. Tante operazioni sono considerate normali pure a 14 anni.

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    1. 1- I musulmani lo fanno per tradizione e cultura, spacciandola per religione (in realtà l’Islam non prevede l’obbligo della circoncisione), gli americani perché a suo tempo il signor Kellog (quello dei cereali) lanciò la moda per prevenire la masturbazione (la circoncisione fa diminuire la sensibilità, quindi si suppone che essendovi meno piacere il ragazzo tenda a masturbarsi meno) e ora negli USA è una pratica commerciale su cui parecchi medici campano.

      2- è un discorso lungo, in parte è dovuto anche al fatto che l’iniziativa spetta sempre all’uomo – è ovvio che chi si deve dare da fare ha una fortissima influenza su chi aspetta di essere approcciata.

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      1. 1- trovo che sia una cosa atroce e da condannare questa pratica. E se è fatta persino per diminuire il piacere è una specie di mutilazione. Questi medici andrebbero arrestati e pure i genitori. Credo che siano da ergastolo! Perchè non si deve togliere a nessuno il diritto al piacere ed è una cosa terribile,come l’infibulazione femminile.
        Queste persone sono da giustiziare. Genitori assassini.

        2-E se ti dicessi che invece le donne adesso non aspettano di essere approcciate perchè si danno piacere da sole o con le amiche? Se ti dicessi che spesso si sposano e dopo hanno tranti trombamici? Oppure rimangono single e lavorano e si divertono come vogliono?
        Il matrimonio non è più una meta per molte donne. Specialmente per quelle che hanno visto naufragare il natrimonio dei propri genitori, cosa ormai frequentissima.
        Infatti quelle poche che si sposano lo fanno nell’età molto adulta. Invece le giovani si ttastullano, narcisisticamente, e usano molti uomini solo per ottenere dei regali e cose costose. Io condanno queste giovani ragazze materialiste e dal cuore vuoto. Non mi sono mai piaciute queste maliziose smorfiosette. Invece agli uomini piacciono eccome e si fanno trattare come zerbini e fanno i cagnolini e spesso gli danno pure soldi a palate.

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      2. 1 concordo su tutto, tranne sul fatto che siano da giustiziare, sono contro la pena di morte.

        2 lo so, come dice il proverbio “chi non mangia a casa è perché ha già mangiato fuori”: ovverosia, adattato alla situazione di cui stiamo parlando “se una si lamenta che tutto è molestia/stupro, è perché si soddisfa in altro modo.”
        Siamo destinati a una società composta in prevalenza da single, ma il vero problema è che non ci sono posti di lavoro per tutti, e con l’automazione vanno a diminuire. Se le prospettive future fossero di una società con piena occupazione e buoni stipendi, non sarebbe una tragedia.

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