1 Maggio: il Fatto Quotidiano auspica più uomini disoccupati.

Per le donne si registrano appunto 443mila occupate in più rispetto ad aprile 2008 mentre per gli uomini si segnano 480mila occupati in meno, con il tasso passato dal 70,4 al 68%.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/30/istat-disoccupazione-giovani-ai-minimi-dal-2011-a-marzo-60mila-lavoratori-crescono-i-dipendenti-stabili/5144244/

480mila posti di lavoro IN MENO tra gli uomini, più 432mila donne occupate.

Io questo non lo chiamo “progresso generale” ma semplicemente “politiche volte a promuovere l’occupazione di alcune persone a scapito di altre persone“.

Ben diverso sarebbe stato se all’incremento dell’occupazione femminile di 423mila unità si fosse accompagnato un incremento dell’occupazione maschile più ridotto, diciamo meno della metà, diciamo + 200mila posti di lavoro per gli uomini: in questo caso avremmo potuto parlare, e rallegrarci, di un aumento generale dell’occupazione, rilevando come l’incremento dell’occupazione femminile fosse stato più che doppio rispetto all’incremento maschile.

Ma non è finita, perché il giorno successivo, 1 maggio, il Fatto Quotidiano pensa bene di suggerire che “non è abbastanza”, “abbiamo bisogno che ancora più uomini siano forzati a farsi da parte”, e di trasformare quella che è “La Festa di tutti i lavoratori” nella “giornata della richiesta di privilegi occupazionali femminili”.

E lo fa citando quella bufala sessista e misandrica che è il Global Gender Gap Report del WFE, una delle prime cose che questo blog ha smentito, ma che continua ad essere citato come un mantra da chiunque abbia a cuore la promozione di una narrativa fallata ed a senso unico, volta unicamente alla cancellazione dal pubblico discorso dei problemi che affliggono le persone che hanno la sfortuna di nascere con un pene anziché con la vagina:

Le madri che continuano a lavorare spesso sono costrette al part time, così i redditi medi delle donne sono inevitabilmente più bassi di quelli dei loro compagni: 25mila euro annui contro 45mila, secondo il Global Gender Gap Report 2018 del World economic forum.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/05/01/primo-maggio-piu-donne-al-lavoro-ma-italia-penultima-in-ue-investire-i-soldi-di-quota-100-in-asili-nido-partendo-dal-sud/5144897/

Sulla base del meccanismo del Global Gender Gap Report, partorita dagli scienziati sessisti del WEF al termine di una gravidanza travagliata accompagnata da depressione post partum che è degenerata in aborto retroattivo (conosciuto anche come infanticidio), è matematicamente impossibile raggiungere la parità tra uomini e donne sulla base di tale meccanismo: facciamo la prova scambiando i numeri donne-uomini, è facilissimo, si danno agli uomini tutti gli “svantaggi” dei valori femminili, ed alle donne tutti i “vantaggi” dei valori maschili, e…rullo di tamburi…le donne risultano ancora svantaggiate rispetto agli uomini!!!

https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2018/10/25/gli-archivi-di-gargamel/

L’articolo prosegue, con la misandrica Saraceno che lamenta come non vi sia stata sinora sufficiente discriminazione ai danni degli uomini, che pure hanno perso 480mila posti di lavoro:

l’unico intervento messo in campo è la concessione di una mensilità aggiuntiva di reddito di cittadinanza alle imprese che assumo un percettore donna

E’ a questo punto importante notare come la maternità sia pura retorica che viene utilizzata meramente come specchietto per le allodole: INFATTI in realtà si chiedono e si ottengono privilegi “in quanto donne” e non “in quanto madri”.

INFATTI tutte le donne SENZA FIGLI hanno sempre e comunque i favoritismi legalizzati riservati alle donne “in quanto donne”, come la suddetta mensilità aggiuntiva del reddito di cittadinanza per l’assunzione di donne (A PRESCINDERE se siano madri o meno) e gli incentivi all’occupazione femminile (“in quanto donne”, A PRESCINDERE se siano madri o meno).

E per finire, il tocco “di classe” misandrico:

Come la pensione anticipata con Quota 100, che “privilegia i maschi con buone carriere”

“Maschi”, non “uomini”…

Secondo la misandrica Saraceno, come pure secondo chi le da’ spazio in prima pagina, non è giusto che gli uomini (“maschi”) pur vivendo meno a lungo delle femmine, possano andare in pensione anticipata.

Come mai Chiara Saraceno non si lamenta di “Opzione Donna”, che consente UNICAMENTE alle femmine, che pure vivono più a lungo, di andare in pensione anticipata?

Eppure è proprio questo tipo di mentalità che rende le donne anziane un PESO per la società rispetto agli uomini, come abbiamo già analizzato qui:

https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2019/04/17/uomini-sacrificabili-o-femmine-peso-per-la-societa/

PRIMO: la vita degli uomini è più a rischio di quella femminile – non è una questione biologica di durata media della vita, altrimenti non si spiegherebbe la maggiore incidenza della mortalità maschile tra 0 e 30 anni.

SECONDO: in conseguenza di quanto sopra, la vita degli uomini, nella nostra società, è generalmente più difficile di quella femminile.

TERZO: le donne non sono sempre maggioranza, in realtà sono MINORANZA sino a 39 anni, e diventano una maggioranza veramente rilevante solo intorno ai 60 anni.

QUARTO: le donne rappresentano un peso maggiore per la società, perché meno presenti nelle età più produttive, cioè tra i 20 ed i 40 anni, e molto più presenti nelle età che richiedono assistenza, cioè dopo i 60 anni. E, come se tutto ciò non fosse già abbastanza, tale MAGGIORANZA di femmine ultrasessantenni, pur vivendo in media più a lungo, viene mandata in pensione prima (“opzione donna”) di coloro i quali vengono progressivamente ridotti da maggioranza a minoranza a causa di condizioni più dure di vita.

QUINTO: tutto questo non viene generalmente recepito, né preso minimamente in considerazione, dalla politica come dai mass-media, perché gli uomini sono considerati sacrificabili rispetto alle femmine.

BUON PRIMO MAGGIO AI LAVORATORI UOMINI.

BUON PRIMO MAGGIO AI DISOCCUPATI UOMINI.

Taggato “Discriminazione” e “Misandria”.



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2 thoughts on “1 Maggio: il Fatto Quotidiano auspica più uomini disoccupati.

  1. alla faccia, pure tu emuli D., chiedendo la donazione? 😀
    ma voi mascolinisti dovete per forza chiedere l’obolo – ai vostri lettori – per comprarvi il caffè?

    ah ah ah! queste castronate le volete fare anche pagare agli sfortunati lettori che si imbattono in voi 😉
    dovreste essere voi a pagare noi, visto che facciamo lo sforzo, titanico, di leggervi 🙂 dopo esserci ingoiati l’antiemetico 😉 sai com’è, si rischia di rigettare sulla tastiera del pc… 😉

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    1. Il blog è gratuito, e lo sarà per sempre.
      La donazione la fa chi la vuole fare, mica è obbligatoria.

      In un secondo tempo faremo poi passare una legge secondo la quale chi ha letto più di 10 articoli di un blog è tenuta a mantenere il blogger a vita “secondo il tenore di vita in costanza di lettura del blog”.
      La chiameremo “divorzio paritario dal blog” 😀
      Si applicherà anche a chi non è follower, proprio come il DDL Cirinnà parte 2 si applica anche se non ti sposi 😀

      Il caffè al bar lo prendo solo ginseng, il caffè classico italiano non mi è mai piaciuto.

      Liked by 1 person

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