Svezia: paradiso del sesso libero? Neanche un po’…

Anzitutto la fonte:

https://www.folkhalsomyndigheten.se/publicerat-material/publikationsarkiv/s/sexuell-och-reproduktiv-halsa-och-rattigheter-i-sverige-2017/

Si tratta del più vasto sondaggio sul tema svoltosi in Svezia negli ultimi 20 anni, conclusosi nella scorsa primavera, che ha coinvolto 14.500 svedesi di età compresa tra i 16 e gli 84 anni.

E’ in svedese ma la tradurrò nei punti fondamentali e lo commenterò passo passo – se non vi fidate usate un traduttore.

Nella pagina c’è anche il link allo studio più nel dettaglio, ma il sommario è più che sufficiente.

Resultaten visar att den sexuella hälsan generellt sett är god i befolkningen, men skillnader i sexuell och reproduktiv hälsa och rättigheter finns mellan grupper utifrån kön, ålder, utbildningsnivå och sexuell identitet. De största könsskillnaderna ses i utsatthet för sexuella trakasserier och våld, erfarenhet av att betala eller ge annan ersättning för sex, pornografianvändning samt en rad upplevelser kring sexlivet.

Några resultat från rapporten:

  • Sexuella trakasserier och övergrepp är vanligt förekommande, särskilt bland kvinnor. 42 % av kvinnor och 9 % av män upplevt sexuella trakasserier någon gång (exempelvis fått oönskade brev, telefonsamtal, sms, mail, sexuellt förtal, sexuella inviter eller blottare). 39 % av kvinnor och 9 % av män har någon gång varit utsatta för någon annan form av sexuellt övergrepp (exempelvis blivit smekt, kysst, kladdat på eller fått dig att mot din vilja röra vid någons kropp på ett sexuellt sätt).

Il 9% degli uomini intervistati (uno su 11) e il 42% delle donne intervistate (quasi la metà) affermano di essersi sentiti molestati sessualmente.

Il 9% degli uomini intervistati (uno su 11) e il 39% delle donne intervistate (quasi la metà) affermano di essere stati vittima di abusi sessuali.

DEDUZIONE: i casi sono due, o le donne svedesi sono abusate sessualmente più degli uomini svedesi, oppure le donne svedesi tendono a ritenere abusiva una più vasta gamma di comportamenti rispetto agli uomini svedesi. Oppure entrambe le ragioni, che incidono in misura differente (quanto per ciascuna delle due ragioni, non è ovviamente possibile saperlo).

  • Majoriteten är nöjd med sitt sexliv, tycker att sex är viktigt och har haft sex under det senaste året. Minst nöjda med sitt sexliv är de yngsta männen och de äldre, både kvinnor och män. En majoritet av Sveriges befolkning känner sig fria att ta initiativ till sex, kan säga nej om de inte vill ha sex, kan föreslå för en partner hur de vill ha sex och kan säga ifrån om en sexpartner vill göra något de själva inte vill.

Iniziamo con le minimizzazioni, il detto/non-detto, e le mezze verità: il sommario afferma che la maggior parte della popolazione si dichiara soddisfatta con la sua vita sessuale. E’ vero. Ma non danno le percentuali.

La percentuale di chi si dichiara soddisfatto è il 58%, ovvero poco più della metà. Risultato al massimo quasi decente, di sicuro non una popolazione sessualmente soddisfatta!

La fascia di popolazione più sessualmente insoddisfatta sono i “giovani uomini”: quella più sessualmente insoddisfatta in assoluto, più dei vecchi tra 75 e 84 anni.

Chi sono i “giovani uomini”?

Quelli tra i 16 e i 29 anni.

Non quelli tra i 16 e i 18 o tra i 16 e i 20: tra i 16 e i 29, ovverosia la maggior parte di questo gruppo ha tra i 21 e i 29 anni.

Ora: che un ragazzo di 16-17 anni non abbia ancora avuto modo di trovare una che gliela da’ regolarmente può essere cosa relativamente comune. Perlomeno in Turchia.

Ma che accada a uomini all’apice della prestanza fisica, cioè tra i 21 e i 29 anni, si supporrebbe essere cosa bizzarra e inusuale, che indica un problema. Anche in Iran.

Il 28% degli uomini svedesi si dichiara sessualmente insoddisfatto, così come pure il 18% delle donne svedesi.

Per contro il 20% delle donne svedesi e il 10% degli uomini svedesi si dichiarano: “troppo stanchi o stressati per fare sesso”.

  • Kvinnor och män i alla åldrar använder internet, appar eller mobil i för sexualitetrelaterade aktiviteter, så som att söka partner, läsa texter i upphetsande syfte eller söka information om sex och sexrelaterade ämnen. Samtliga aktiviteter är vanligast bland unga. Bland äldre är det vanligare bland män att använda internet i sexuellt syfte.

Sia uomini e donne utilizzano regolarmente internet, anche su apparati mobili, per “attività correlate al sesso”. Notare la danza di parole svedese per non nominare le webcam girls e i webcam boys, e far immaginare a chi legge ed è poco smaliziato che si tratti unicamente di utilizzo di siti / app d’incontri. Sondaggisti bizantini bizantinelli che non siete altro…

  • 70 % av män använder pornografi medan 70 % av kvinnor inte gör det. Totalt 18 % av män 16-84 år tittar dagligen eller nästan dagligen på pornografi. Vanligast är det bland män 16-29 år, där tittar 41 % dagligen eller nästan dagligen på pornografi.

Il 70% degli uomini e il 30% delle donne svedesi intervistati dichiara di guardare pornografia. Oppure, sotto altro punto di vista, il 30% degli uomini e il 70% delle donne dichiara di non guardare pornografia.

Però, “curiosamente”, il sommario del sondaggio ci dice la percentuale di uomini che lo fanno, e quella di donne che NON lo fanno. Quasi come se volessero sottolineare la minore propensione delle pulzelle.

Il gruppo che guarda più pornografia sono i fustaccioni all’apice della prestanza fisica, ovvero uomini tra i 16 e i 29 anni. Ovvero gli stessi che si dichiarano sessualmente insoddisfatti, più di tutti gli altri gruppi.

DEDUZIONE: se guardano tanta pornografia e si dichiarano “sessualmente insoddisfatti”, è chiaro segno che preferirebbero far sesso che guardare pornografia e masturbarsi. Se ne deduce di conseguenza che vivono la pornografia come un ripiego, qualitativamente insufficiente a compensare il fatto che non riescono a trovare una che gliela da’ regolarmente.

  • 9 procent av svenska män har gett ersättning för sex någon gång, andelen bland kvinnor är 0,5 %. Av de män som gett ersättning för sex har 80 % gjort det utomlands.

Questa parte è geniale: hanno chiesto agli e alle svedesi se hanno commesso un CRIMINE che ti spedisce in galera, ovvero comprare servizi sessuali – in Svezia è un crimine. Il 9% degli uomini (uno su 11) e lo 0,5% delle donne (una su 200) hanno ammesso di aver commesso il crimine. Segno che le percentuali reali sono enormemente maggiori (secondo me minimo 5 volte tanto e forse anche 10 volte tanto): secondo voi quanti risponderebbero “si” se in Italia un sondaggio chiedesse “hai evaso le tasse?” e quanti invece risponderebbero “no” pur avendolo fatto? Io penso che meno dello 0,5% ammetterebbe di aver evaso le tasse, anche se ovviamente la percentuale di evasori, anche piccoli, anche parziali, in Italia è di gran lunga sopra l’0,5%.

L’80% degli uomini che ha risposto positivamente dice di aver comprato servizi sessuali quando si trovava all’estero. Questo è noto: in alcune località, in Thailandia, lo svedese ha rimpiazzato l’inglese come seconda lingua più parlata.

“Curiosamente” la definizione fornita dai sondaggisti non copre le finte relazioni con regali tipiche del turismo sessuale femminile, comportamento che, si veda, è comunque messo in atto anche da non pochi uomini anziani…evidentemente si crede davvero che Ingrid, impiegata 55enne sovrappeso con tette cascanti di Uppsala, oppure Karl da Malmoe, 65enne affetto da calvizie il cui torso ricorda un uovo con due stuzzicadenti infilati nei lati, abbiano conquistato rispettivamente il fustaccio e la bellezza locale, entrambi 17enni, semplicemente sdraiandosi al sole sulla spiaggia e colà restando immobili come baccalà…

DEDUZIONE: qualcosa come minimo un 40% degli uomini svedesi ha comprato servizi sessuali, tanto che quelli che ammettono di aver commesso il crimine sono ben il 9%, probabile che la percentuale superi assai abbondantemente il 50%. Anche la percentuale femminile è ovviamente enormemente superiore allo 0,5% che ammette di essere una criminale. Significa che la voglia arretrata è più alta della paura di finire in gattabuia. E questo senza contare le finte relazioni con regali in Kenya, in Giamaica, a Capo Verde…

  • Att använda p-piller varierade med utbildning och inkomst, bland kvinnor 16-29 år var det ovanligare bland dem med lång utbildning och hög inkomst. En tredjedel av alla kvinnor har genomgått en eller flera aborter. En tredjedel av alla kvinnor har erfarit missfall.

Un terzo delle svedesi ha abortito. Le svedesi tra 16 e 29 anni con maggior educazione e reddito sono quelle che fanno MENO uso di contraccezione assunta per via orale (pillola).

DEDUZIONE: o non scopano con uomini oppure hanno principalmente rapporti occasionali e non stabili. O un misto delle due. Entrambe le cose, essendo caratterizzanti non donne generiche ma specificamente “le più ricche e più istruite” di 16-29 anni (quindi non vedove né in menopausa) potrebbero essere indicative di mancanza di relazioni eterosessuali di lungo corso causa…ipergamia.

  • 19 procent uppger att skolans sex- och samlevnadsundervisning har gett dem den kunskap de behöver, fler män (22 procent) än kvinnor (16 procent). En knapp tredjedel (29 procent) ansåg att undervisningen inte gett dem tillräcklig kunskap, och 26 procent har skaffat den kunskap de behöver på annat sätt.

SOLO il 19% degli intervistati dichiara di aver ricevuto un’educazione sessuale adeguata a scuola. Ovverosia BEN l’81% ritiene di NON aver ricevuto un’eduzione sessuale adeguata a scuola. Le femmine la vedono un po’ peggio dei maschi (16% soddisfatta dell’educazione sessuale ricevuta scuola contro 22%). Con una nuova danza in stile bizantino il sommario ci informa che il 29% si dichiara insoddisfatto dell’educazione scolastica, mentre un altro 26% “ha provveduto con altri mezzi” ad imparare.

Taggato “Svezia” e “Sverige”.

50 thoughts on “Svezia: paradiso del sesso libero? Neanche un po’…

  1. Se gli uomini svedesi preferiscono il sesso virtuale a quello reale io deduco anche che le donne svedesi sono molto ammoscianti o comunque più ammoscianti dei porno. Quindi o ha ragione la lega maschilista antiporno o sono antipatiche come la morte queste svedesi (o tutte brutte ma non credo). 😃

    Ma le faccine sullo smartphone corrispondono a quelle su wordpress?? Perché ultimamente mi fa un sacco di casini wordpress su chrome.

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    1. Che è la lega maschilista antiporno?

      Supponendo che il porno sia meglio delle donne, come potrebbe essere “pro-uomini” essere contro il porno?
      Anzi, sarebbe essere pro-donne e voler rifilare agli uomini la merce più scadente…

      Non ne ho idea: mai usato Chrome in vita mia, è altamente lesivo della privacy.
      E poi sia Opera che Brave sono più veloci di Chrome pur essendo molto buoni per la privacy ed avendo interfaccia simile (Opera) o identica (Brave), mentre Firefox è pesante come un macigno ma ha millemila plugin da aggiungere.

      Opera ha un VPN incorporato, Brave ha opzioni per bloccare i metodi di raccolta dati sia illegali che legali (sono in alto a destra) sito per sito o massive, a tua scelta. Abbinati a search engine anonimi quali DuckDuckGo o Start Page, sono micidiali.
      Considera che un sito onesto e mainstream in genere implementa 1 o 2 metodi di raccolta dati illegali, quelli “disonesti” arrivano facilmente a 5 o 6. A questi si aggiungono i metodi di tracciamento e profilazione legali, minimo 3 o 4.

      Secondo i sistemi di tracciamento più efficienti io sono uno o una (il sistema non riesce a stabilirlo) svedese che vive in Francia e parla spessissimo inglese ma, curiosamente, parla malissimo il francese: è il massimo che riescono a fare in tema di tracciamento nei miei confronti, la cosa che si avvicina di più al mio profilo. Gli altri sono tipo: statunitense con origini svedesi che vive in Australia. Non c’è mai stato un singolo sistema che abbia abbinato me all’Italia: il massimo è la Francia, al secondo posto: Portogallo.

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      1. La Lega maschilista antiporno credo direbbe che è il porno a tenere gli svedesi lontani dalle donne, ma io sono di questo avviso, anzi, aspetto il casco virtuale per una full immersion, magari posso scegliere le ambientazioni, con una elfa nei boschi. Non scherzo, è un servizio che andrebbe integrato nei bordelli, sai qualcuno che ci ha pensato?

        Grazie per le info, provo Brave.

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        1. Ma se il loro obbiettivo è che le donne siano corteggiate e soddisfatte sembrano più una lega pro-donna che “maschilista”. O perlomeno hanno molto a cuore sia gli interessi delle donne, quindi non sono certo “maschilisti”.

          Prova anche Opera: sul desktop Opera è più completo e comunque molto leggero, sul tablet Brave va meglio avendo interfaccia super-semplificata tipo Chrome ed essendo il più leggero di tutti.

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  2. @ Blu
    Magari i ragazzi svedesi vorrebbero fare altro oltre al porno ma non trovano facilmente ragazze, un po’ come dicono gli incel… In fondo tutto il mondo è paese e probabilmente anche lassù non è un eden come si pensava 😅

    @ Eric
    (che avendo vissuto in Svezia ci confermerà che non è un eden)
    Non ho capito la tua deduzione sulle svedesi che non usano la pillola: dici che forse non hanno rapporti occasionali, ma se mai è il contrario. Le donne in una relazione stabile sono le maggiori utilizzatrici di pillola anticoncezionale. Chi ha solo rapporti occasionali ha meno motivo di usarla, visto che in quelle circostanze usa comunque il preservativo (si spera). O mi è sfuggito qualcosa del tuo ragionamento?

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    1. Infatti ho scritto l’opposto, mi capita quando scrivo di getto, ora correggo: pensa che nell’altro articolo avevo scritto che i piccoli bovini sono AGNELLI invece di “vitelli” 😀

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    2. La Svezia è un paradiso se sei pieno di “pregiudizi” ovvero sai come funziona e te ne “approfitti”.
      Fa abbastanza schifo se credi anche solo alla metà delle cose che dicono.

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        1. Come le italiane, uguale uguale. Solo che devi parlare svedese o inglese, meglio il primo.
          In Svezia nei locali notturni si “lavora” molto meglio che in Italia, non tanto perché c’è più tasso alcoolico ma perché, non so se sia per via del tasso alcoolico o modo di fare o altro, si allontanano dal gruppo più facilmente: se sei in un locale notturno l’essenziale, nonché la parte difficile è: isolarla dal suo gruppo. Del resto che te ne frega? Parli per tot e poi ci provi, se non ci sta sotto un’altra. In Italia di solito uno deve girare avanti e indietro per beccare quelle nel tragitto tra il bagno e il gruppo (oltretutto dovendole beccar quando hanno finito e non mentre vanno, per ovvie ragioni: altrimenti vanno di fretta e diminuiscono le probabilità, anche se ci sono quelle che approcci mentre vanno in bagno e poi aspetti fuori dal bagno per continuare la conversazione quando escono). In Svezia è più facile perché le vedi girare più facilmente da sole, diciamo che da noi quella isolata è l’eccezione, in Svezia non è la regola ma è molto più frequente. Poi aggiungi l’alcool che fa perdere loro un po’ di inibizione e hai il quadro. Questo, almeno, tra il 1995 e il 1998. Da allora sono tornato in Svezia una volta sola, a Stoccolma, sceso dalla nave per poche ore (ero in crociera nel Baltico), mentre prima avevo vissuto 3,5 anni tra Malmoe e Lund, che sono parecchio distanti da Stoccolma, infatti se ti veniva voglia di andare in un’altra città grande c’era Copenaghen vicinissima (non c’era ancora il ponte ma si faceva comunque presto).
          Questo per quel che riguarda i locali notturni, per strada non so, ho avuto una storia con una poliziotta che mi voleva dare una multa, ma quando andavo in cerca andavo dove le possibilità erano alte, non per strada, per strada è un po’ come fare la corsa coi sacchi, con le gambe dentro il sacco: è una roba che si fa eccezionalmente nelle sagre e in certe feste, ma non è che se corri per uno scopo (tipo arrivare prima o fare esercizio) ti viene in mente di metterti un sacco intorno alle gambe – stessa cosa se uno va per patata, va dove sa che le possibilità di prenderla, e velocemente, sono più elevate.

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    1. La marca è quella col miglior rapporto prezzo/qualità, in assoluto.
      Ma ho sempre molti dubbi circa le piattaforme “da gaming”, anche quando usavo i videogiochi, un decennio fa, era molto più semplice prendere un buon computer di fascia media in offerta – tipo da 649-699 euro – selezionando appositamente quello con scheda grafica schifosa e tutto il resto sopra la media, e quindi comprare separatamente una scheda grafica da 150-200 euro e montarla. Con circa 800-900 euro hai una roba pari al “gaming computer” nella fascia 1.200-1500.
      Considera però che non seguo questa roba da un pezzo: l’ultima scheda grafica dedicata che comprai fu una HD 6950, superscontata perché era uscita da un 2-3 mesi la serie 7000, che flashai portandola a livello della HD 6970. Quindi parliamo di primavera 2012 suppergiù.
      A sentire mio figlio, che ha 15 anni, non ne vale comunque la pena, perché dice che da Crysis 2 a oggi i progressi nella qualità grafica percepita sono minimi – e già Crysis 2 era sostanzialmente pari a Crysis…qualche anno fa ho provato la versione HD di BioShock: è una presa per i fondelli, è identico alla versione “a bassa qualità” grafica del 2007, ma è molto più pesante e occupa tipo 20 giga invece dei 4 giga di quello vecchio.

      Adesso uso una TV 55″ Ultra4K con quad core upscaler, collegata a un media PC da 300 euro che cambio ogni 3-4 anni circa. Tastiera e schermo high-end, resto base che più base non si può, salvo avere un paio di buoni hard disk esterni: funziona bene perché l’output è in 1080p ma con l’upscaler lo vedi a 2160p con ottima resa senza che il computer se ne accorga.
      Tastiera wireless Zerodate, design “chocolate” con sospensioni “punk”, ispirato a una macchina da scrivere Olivetti degli anni ’30: in Corea e in Cina è venduta come alternativa di lusso alla tastiera standard dell’Apple Mac.

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  3. @Eric

    Io non credo che il sesso virtuale dia dipendenza e uccida il desiderio sessuale, non sono mai stato antiporno, anzi fui rimproverato di essere proporno.

    Non so se lo fanno per far un piacere alle donne, penso sia più una cosa simbolica maschile, tipo la virilità, argomenti che a me interessano ma non riferiti al porno.

    Anzi mi piacerebbe sperimentare il sesso a distanza, ma macchine adeguate al momento non ci sono.

    È anche una industria con grande potenziale, secondo me.

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    1. Io ho investito un po’ di soldi in aziende che sviluppano e producono tecnologie correlate alla sessualità artificiale. Conto di poter andare in pensione almeno 1-2 anni prima grazie a questo.
      So già che ci sarà la fregatura: ma non nel senso che non si diffonderanno, nel senso che una o due delle aziende si troveranno ad aver sviluppato una tecnolgoia che pur promettente si rivelerà un binario morto o avrà scarso successo. Ma perché battuta dalle altre (sulle quali ho, pure, investito), non perché il settore non si espanderà enormemente.
      Che il settore si espanda enormemente è inevitabile: è il primo articolo che ho pubblicato, la mega-ricerca della dottoressa Catherine Hakim.
      Più le donne avranno potere e peso nella società, più i rapporti tra i due sessi dovranno prevedere una frequenza di sesso mensile che è quella più consona per le donne.
      Una coppia etero lo fa in media 7 volte al mese, una gay 28 volte, una lesbica 1 volta.
      Si scenderà pian piano dal 7 verso l’ 1, magari senza raggiungerlo, ma sicuramente si scenderà a 4 o 3. L’eccesso quantitativo sarà definito sempre più come “stupro”.

      Qualcuno deve pur compensare la parte che manca, no?

      Allora tanto vale guadagnarci.

      Con un bacio che mando alle signore, ringraziandole.

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  4. Ok, ho visto la correzione.
    Vorrei aggiungere una possibile motivazione, anche se non so quanto diffusa: molte donne (me compresa e diverse mie amiche) non usano contraccettivi ormonali pur essendo in una relazione stabile perché, proprio grazie alla maggiore istruzione, si informano a fondo e ne conoscono gli effetti collaterali a breve e lungo termine. Correlato a questo c’è anche la tendenza diffusa ad un ritorno alla naturalità, alla medicina dolce, ecc…

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    1. A parte che il Rolex, quello vero, fa schifo, e lo comprano solo le capre…
      Devi essere un filino più specifica:
      Quant’è il minimo e il massimo che vuoi spendere?
      Deve assomigliare al tipico Rolex oppure essere molto bello da vedere?
      Deve solo funzionare bene per pochi anni o per un (bel) po’ di più?
      Vuoi una cosa precisa con un costo ragionevole o hai il feticcio dell’orologio meccanico?

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  5. facciamo due, uno che costa poco poco e uno che costa un pò di più ma sempre poco, i prezzi non li so, nell’orologeria quelli carini partono da 59 ma belli vanno molto su
    quello che costa poco basta che funzioni bene per pochi anni, l’altro deve durare, il resto fai te

    voglio vedere come te la cavi, è come un esame 😀

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    1. Da questo messaggio si capisce che non hai un tubo da fare e non hai letto l’altro blog.
      Comunque:
      Supponiamo che “poco poco” sia “molto meno di 59” e “il meno possibile”e “se posso niente, me lo dovrebbero regalare” – visto che non vuoi dirlo.
      Supponiamo che “pochi anni” siano 4-5 anni.
      Supponiamo che “deve durare” sia “almeno 10-15 anni”.
      Supponiamo che “un po’ di più di poco poco, ma sempre poco” sia sui 59 euro e possibilmente qualcosa in meno.
      Supponiamo anche che vuoi una cosa “carina” che sembri bella e più o meno costosa ma non necessariamente del tutto ispirata al Rolex.
      Ho supposto tutto giusto?

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        1. Primo orologio, “poco poco”:
          Longbo 8803

          Aspettativa di vita 8-12 anni
          Prezzo: meno di 8 euro
          Alternativa:
          Yazole 361

          Aspettativa di vita 3-6 anni
          Prezzo: meno di 8 euro

          Secondo orologio, “un po’ di più di poco poco”:
          Nakzen 4011

          Aspettativa di vita: 12-18 anni
          Prezzo: meno di 40 euro
          Alternativa, automatico, con movimento Miyota 8215
          Nakzen 6020

          Aspettativa di vita: 12-18 anni
          Prezzo: sui 65 euro – però fa una scena incredibile

          Sono tutti orologi “da uomo” tranne quello viola: gli orologi cinesi “da donna” sono troppo piccoli, l’unica che li fa di dimensioni decenti è la Yazole, e qualche modello della Burei e della Starking (che però costano troppo per i tuoi parametri).
          Un polso femminile di donna adulta italiana veste un orologio di dimensioni ottimali tra 35 mm e 40 mm – queste dimensioni sono perfette, 2-3 mm in più o meno vanno bene, ma troppo poco o troppo no: gli orologi cinesi “da donna” sono da 28-30 mm, è roba per bambine di 10 anni. Quelli nella foto sono tutti da 40 mm meno che lo Yazole che è da 38 mm.
          Nota la prima foto: l’orologio che sembra enorme sulla sinistra è quello “da uomo”, è da 40 mm, ovvero dimensioni normali, per gli standard odierni è medio-piccolo per un uomo e medio-grande per una donna. Quello sulla destra è “da donna”, è una cosina da 28 mm, sta bene al polso di una bambina: fai conto che per i bambini di 10-12 anni ambosessi la misura standard è 30 mm!
          In più i cinesi hanno l’uso di mettere cristalli luccicanti negli orologi da uomo, e questo li rende molto appetibili anche per le signore.

          Se hai altre domanda vai sull’altro blog, però.

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    1. Però poi BASTA, vai sull’altro sito.

      Ruimas 6720, movimento automatico Miyota 9132, con riserva di carica, movimento premium importato dal Giappone che si trova negli orologi Citizen sui 500 euro

      Meno di 180 euro.
      Dura sui 12-18 anni.
      A differenza dei Nakzen la scritta “SAPPHIRE” non è una balla: è vetro allo zaffiro vero, come sui Rolex. I Nakzen scrivono SAPPHIRE ma montano Hardlex, che è comunque il materiale migliore in assoluto dopo il vetro zaffiro, ed ha ottime caratteristiche (gli orologi di merda montano vetro minerale, l’Hardlex è tipico di quelli di fascia media, il vetro zaffiro di quelli di lusso – invece il Longbo e lo Yazole da “poco poco” che ti ho consigliato prima montano “super acrilico” che è considerato inferiore all’Hardlex ma molto meglio del vetro minerale: sarebbe il Gorilla Glass che c’è sullo schermo dei telefonini – in parole povere: sui due orologi da meno di 8 euro c’è la stessa roba che c’è sullo schermo dell’iPhone, su quelli da meno di 40 e da 65 una roba leggermente migliore, su questo la stessa roba che mettono nei Rolex).

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    1. E’ stupido in quanto controproducente come la maggior parte delle cose che Buchanan, pur essendo un bravissima persona, promuove.

      Infatti dice alle femministe come agire per diventare più pericolose, nel contempo da’ loro munizioni per dire che gli uomini sono prevaricatori e dicono alle donne cosa fare e come agire.
      Il fatto che l’abbia scritto una donna è irrilevante: le femministe diranno che lo propongono “gli uomini maschilisti” e la gente farà finta di crederci, senza darsi la pena di osservare il nome dell’autrice.
      Se erano un minimo furbi potevano metterci una foto dell’autrice a lato del titolo.

      Gli unici punti validi sono il 5 e il 6, i primi 4 sono aiuti dati alle femministe: è in linea con quanto fatto finora da Buchanan, 30-40% progresso effettivo e 60-70% spararsi sui piedi e dare ulteriori munizioni al nemico.

      La cosa migliore dei movimenti maschili tipo quello di Buchanan è che confondendo uomini e famiglia (in una famiglia invece ci sono anche donne e bambini, Buchanan non lo sa) e uomini e società (il 51% sono donne, Buchanan non lo sa) fa concentrare la reazione femminista contro queste cose, dando modo a movimenti come MGTOW di crescere quasi indisturbati (vedi articolo sui trends di Google).

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    1. La differenza maggiore è che sono un pochino meno aperti, ma tra l’Italia del nord e la Svezia cambia poco, la differenza semmai la senti con l’Italia del sud più verace.
      La conversazione la inizi tu, quindi può essere qualunque cosa, e comunque l’argomento non ha grossa importanza: una che rimorchi in un locale notturno non è più di tanto interessata a quello che dici, le interessa forse di più come lo dici, il tuo atteggiamento. Io la prima cosa che ho detto a mio figlio quando mi chiese consigli fu: lavati i denti col dentifricio sbiancante, perché devi parlare e sorridere, sorridere e parlare, parlare e sorridere. Per il resto ascolti quello che dice lei e rispondi, puoi anche rispondere cavolate, l’importante è che non fai finta di non sentire quello che ha detto e non dai l’impressione di andare avanti con una parte prestabilita.
      In pratica non devi né parlare come un essere umano che conversa normalmente né come un giradischi che recita tutto, ma come una macchina che risponde automaticamente. Esattamente come in Italia, può cambiare un po’ l’argomento a seconda dei luoghi. Io parlavo delle discoteche dove ero andato, di birre, di pesca subacquea e di barche, dell’università, di viaggi, qualche accenno alle automobili e al lavoro quando avevo finito di studiare e lavoravo ma auto e lavoro sono argomenti noiosi per le ragazze (il lavoro è argomento noioso per TUTTI, poi). Cose così. L’unica cosa che mi viene in mente, non so se oggi sia ancora valida è: “l’informatica non esiste” – mai nominare i computer, mi ricordo che quando facevo la tesi usavo Internet che era una cosa molto nuova, ma se dicevo che stavo preparando la tesi e una mi parlava di quello, io evitavo come la peste di dire che usavo Internet e qualsiasi riferimento ai computer.
      Pensa che la cosa mi veniva talmente automatica che ho scoperto solo anni dopo averla sposata che la mia ex-moglie aveva posseduto un computer e giocato a dei videogiochi.

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        1. Io sono andato via nel novembre del 1998, parlavano della legge che criminalizzava l’acquisto di servizi sessuali, stava per entrare in vigore, ma non ci facevo più caso di tanto. Credo che sia stato quello il giro di boa in Svezia. Prima era cosa in gran parte confinata ai corsi universitari a tema legato al femminismo. Comunque in Svezia il femminismo è in buona parte quello radicale: anti-prostituzione, anti-porno, anti-penetrazione. Occupa la nicchia sociale che da noi è occupata dal cattolicesimo più bigotto, che da loro non esiste, e ha un’influenza simile, cioè limitata ma palpabile in certi ambienti.
          All’università alle volte dicevo cose tipo “Ora Pro Nobis” con tono solenne facendo finta di dar loro ragione, per prenderle per il sedere.

          Tieni presente che l’argomento femminile che ho sentito di più a favore della legge che criminalizzava l’acquisto di sesso era: “troppi uomini sono maiali, dovrebbe bastar loro la moglie”, qualche volta gli rispondevo, per prenderle per i fondelli: “minchia, svergognati sono, disonorano la famigghia!” simulando il siciliano – è per questo che a me non la danno a bere sulla Svezia: ne ho viste e sentite troppe.

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          1. Incredibile, mai avrei pensato che le femministe svedesi fossero soprattutto di quello stampo lì 😂
            Ma quando parli di argomenti di conversazione ti riferisci solo alle svedesi o alle donne in generale?
            Ad ogni modo secondo me non ci sono in assoluto argomenti da evitare, magari proprio il lavoro (che comunque salta sempre fuori nelle presentazioni) o l’informatica danno spunto a sintonie inaspettate e discussioni interessanti. Però, curiosità, come riuscivi tu a portare avanti un discorso in discoteca? Tra musica assordante e poca attitudine all’ascolto mi sembra un ambiente poco consono… Io non ho mai fatto conoscenza con nessuno in quel tipo di luoghi e quelli che so la fanno usano più che altro il linguaggio non verbale… ci siamo capiti 😂

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          2. In università si, anzi adesso ti racconto un episodio che merita un messaggio a parte. Quando parlo di argomenti di conversazione parlo delle donne in generale, che poi sono i medesimi che un ragazzo avrebbe usato anche in Italia, tranne la cosa delle birre. Però in Italia mi è capitato di parlare di vini con la figlia di uno che aveva un’impresa vinicola.

            La musica assordante è solo in pista, la poca attitudine alla conversazione è cosa eccellente: la cosa peggiore che poteva capitarmi era trovare una che parlava, parlava, parlava, ma non voleva concludere.

            Io è il contrario: se dovessi togliere dal numero delle mie partner quelle conosciute in discoteca il numero si ridurrebbe di circa il 90%.

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          3. Ecco l’episodio: corso di studi di genere, optional , preso perché l’orario era comodo, non avevo niente da fare e…okay, immaginavo fosse pieno di ragazze bisex di poter fare cose a tre. All’epoca pensavo al femminismo come “amore libero”, “hippies”, “orge”…

            La professoressa spiega una teoria, la presenta come una teoria, non dice che è la verità assoluta, però le da’ credito, eccola:

            “Il capitalismo è un mezzo inventato dal patriarcato per indurre le donne all’eterosessualità”

            Ci rifletto un po’, prendo il portafogli, cerco la banconota più grossa, alzo la mano (con la banconota in mano) e le chiedo se posso fare una prova.
            Quella capisce “posso fare una domanda?” e tutta contenta dice di si.
            E io: “okay ragazze! La vedete questa? Guardatela bene! A quante è venuta voglia di venire a fare sesso con me in bagno? Alzate le mani ragazze, prego!”.

            Buttato fuori dall’aula.

            Se vuoi fregare le femministe, devi adeguarti subito alle loro teorie: quella dice che i soldi fanno diventare le donne eterosessuali, e io ci provo: prova scientifica, di fronte a lei, ho anche chiesto permesso.
            Si è offesa perché sapeva che era tutto falso: sono solo mezzucci che le lesbiche usano per convincere le ragazze etero ad andare a letto con loro – eccola la “grande teoria femminista”.
            Se alla teoria ci avesse creduto davvero non mi avrebbe buttato fuori.

            Però un po’ ha funzionato: una spagnola che era in classe mi ha agganciato fuori e mi ha ringraziato. Siamo andati a cena nel centro storico di Lund e ho fatto pagare lei… 😉

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          4. Capito, una comunità fondamentalista puritana, tipo quaccheri. Quindi credono di essere egualitari non misandrici perché la sessualità maschile è già condannata al terzo grado di giudizio. Ma hanno fatto almeno i primi due gradi, c’è mai stata una discussione? Dici di no, la colpa quindi era scontata e neanche hanno fatto i processi.

            La domanda è perché è successo? Il come si è sviluppato credo ci sia chiaro.

            Una tesi tendenziosa potrebbe essere che siamo in un movimento più grande, è troppo sfacciato per non essere guidato, come le lacrime di Greta (a cui stiamo rubando il futuro?!). Questa graziosa bambina mi un fa una tenerezza… Io sono molto sensibile al tema del cambiamento climatico ma, ehi, prima di una estinzione di massa ce ne passa.

            https://www.ilfoglio.it/un-foglio-internazionale/2019/09/23/news/il-senso-di-colpa-delleuropa-275711/amp/

            Che ne pensi di questi movimenti più grandi, da storico? Temo di scadere nel complottismo ma nessuno mi toglie dalla testa che Greta è un prodotto del FMI… mo’ non è che i green bond della Lagarde si fanno in un attimo, ci vuole una lunga preparazione e studio.

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          5. Le svedesi sono sempre state puritanamente contro la prostituzione, praticamente una buona parte (PIU’ che le italiane) sono l’incarnazione delle comari di “Bocca di Rosa” di De André: lo erano nel 1998 come nel 1948 e nel 1898.
            Il femminismo non è per sua natura radicalmente innovativo, ma fa semplicemente gli interessi della maggioranza delle donne (fottendo quelle che non si conformano allo stereotipo femminista, che è sempre un misto di nuovo ginocentrismo e vecchio ginocentrismo “patriarcale”, mai dei tutto nuovo) sfruttando e rinforzando al massimo gli stereotipi utili tra quelli preesistenti.

            Greta non ha niente di grazioso, è un mostriciattolo aggressivo che ha imparato a recitare dalla madre attrice.

            Così a naso pare il nuovo giro di danza per evitare di dover fare i conti con i danni provocati dal liberismo sfrenato.
            E’ divertente vedere quanto sono fantasiosi nel divergere sempre l’attenzione del parco buoi dal vero problema, e come il parco buoi ci caschi regolarmente.

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          6. Be’ sì… si creano nuovi bisogni, nuovi mercati, nuovi profitti, e si continua la pantomima che se no crolla tutto.

            Però il piano avrebbe anche come effetto collaterale il progresso, almeno tecnico, che a me garba parecchio.

            Un piano economico e finanziario green gestito dall’alto, dunque, come è un piano gestito dalle élite quello migratorio, vuoi per distribuire meglio la popolazione sul pianeta, vuoi i vecchi che non vogliono morire mai, che servono meno bambini, vuoi che siamo troppi, vuoi che le macchine faranno il grosso del lavoro, tutte cose se vogliamo positive e negative.

            Se non fosse che c’è anche la necessità di creare una popolazione globale con valori tutti uguali e corretti. Allora evidentemente si è deciso di bastonare i maschi di tutto il mondo invece delle femmine (tanto per cambiare) perché diciamolo siamo quelli più problematici, siamo quelli più pericolosi, per chi comanda.

            Quando quello scrittore dell’ultimo articolo di Davide dice di volere combattere la “cultura” degli uomini che considera la donna una proprietà, o è pazzo che vede cose che non esistono oppure è razzista (cioè ha in mente una tribù di immigrati specifica che con le donne ci fa scarpe e borsoni da viaggio per uomini) nella prospettiva di una popolazione globale.

            È un sessismo razzista.

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          7. Problemi di una società in decadenza che pianifica e accelera (incoscientemente) la sua marginalizzazione, la Cina probabilmente ci schiaccerà entro vent’anni. Prevedono di spostare sino a 300 milioni di cinesi in Africa, per ora stanno costruendo 100 nuove città, che una volta a pieno regime ospiteranno circa 100 milioni di cinesi – all’inizio 10 milioni, 100.000 per città.
            In più sono già passati da tempo a costruire elettronica occidentale di livello medio e medio-alto, solo l’high-end gli è precluso per ora. E’ su licenza, ma una volta che hanno il know-how non glielo togli più, e lo sfruttano come base per ulteriori sviluppi. Basti vedere nei settori per loro di punta: hanno già raggiunto livello occidentale, vedi ad esempio 5G.

            Se volevano fare un piano green dovevano PRIMA sviluppare le tecnologie green e solo DOPO aprire alla Cina, facendoli già partire con tecnologie green.

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  6. Quindi secondo questa le donne sarebbero per natura tutte omosessuali… Certo, molto plausibile, saremmo l’unica specie incapace per definizione di riprodursi 😂
    In Italia se un docente avesse ipotizzato una cosa simile si sarebbero messi tutti a ridere o, volendo prenderla come una provocazione filosofica, ne sarebbe nato un dibattito.

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    1. Il dibattito non è ben accetto ai corsi di studi di genere, perlomeno non in quello che ho fatto io.
      Scommetterei che oggi in Italia, ove ci siano studi di genere il livello è più o meno questo, siamo un po’ indietro ma non tanto: questo accadeva in Svezia negli anni ’90, ho una ragionevole certezza che accade oggi anche in Italia.
      Non credo che pensino all’omosessualità pura, credo che il loro ideale sia che le donne dovrebbero essere bisessuali ma prevalentemente lesbiche: in questo modo si riproducono quando vogliono ma tengono sotto controllo gli uomini concedendola pochissimo.
      E’ una mia teoria su quello che vorrebbero veramente, ovviamente non l’hanno mai detto, è solo una supposizione.

      Quanto sopra è l’ambiente universitario a studi di genere. Io ho fatto Storia, l’ambiente era più o meno normale, il corso di studi genere era optional e durava un totale di poche ore, non mi ricordo se erano 10 o 12 ore, comunque la durata era più o meno quella lì.

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    2. Guarda, mi è saltata la pulce nell’orecchio, provo a scrivere “studi di genere” e il primo link che mi viene fuori è questo:
      https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/10/studi-di-genere-mappa-su-57-atenei-pubblici-solo-16-coinvolti-e-l87-e-fatto-da-donne/589236/
      Articolo che lamenta mancanza di studi di genere in Italia, scritto da tale Stefania Prandi.
      Clicchi su Stefani Prandi, ecco gli articoli:
      https://www.ilfattoquotidiano.it/blog/sprandi/ptype/articoli/
      Tutti articoli femministi, alcuni fanno un po’ tenerezza, tipo quello dove vorrebbe l’assistenza sessuale ai disabili, ma la maggior parte sono panzane colossali e misandria.
      C’è pure l’articolo sulle “lesbiche liberate” che hanno dovuto prendersi un fidanzato e poi l’hanno finalmente lasciato liberandosi.
      In realtà siamo in Italia nel 2019: non gliel’ha imposto la famiglia, ovviamente, sono loro che si sono messe con uno ingannandolo perché erano conformiste, la violenza l’hanno fatta loro.
      E’ pure una che non fa sesso questa Prandi: infatti crede che lo squirting sia una cosa vera.

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        1. Cosa, lo squirting?
          No che non è vero, le vagine non spruzzano come idranti. Al massimo si bagnano molto abbondantemente, ma non spruzzano – e può essere cosa negativa in caso di penetrazione perché quando la lubrificazione è eccessiva si gode di meno entrambi, un minimo di frizione ci deve essere, l’ideale è pochissima ma ci deve essere.

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        2. Una ricerca su 7 (SETTE) persone?

          Non dice che spruzzano come idranti, ma che emettono circa un bicchiere di liquido, ovverosia è il “si bagnano molto” e “specificamente durante l’orgasmo”.
          Però questo non è squirting, è cosa molto divertente e utile: sai sempre esattamente quando lei viene. Ma è un fenomeno interno, la vagina cola un po’ dopo l’orgasmo, non spruzza fuori a getto come un idrante.
          Nota inoltre che dice “massimo 150 ml” e “in media 100 ml”, quindi non è un bicchiere come dice all’inizio, ma mezzo bicchiere (il “quartino” è 250 ml).
          Quindi abbiamo emissione di mezzo bicchiere, interna, ed è un fenomeno abbastanza raro. Niente a che fare con lo squirting, che viene descritto come uno spruzzo all’esterno, tipo piccolo idrante.

          Senza contare poi questo:

          “Ma allora…quanti tipi di orgasmo femminile esitono? Clitorideo, vaginale, uterino, anale, vaginale con contemporanea stimolazione clitoridea, con penetrazione, attraverso stimolazione dei genitali esterni, con squirting, con eiaculazione femminile…e si tratta di fenomeni diversi o hanno un’origine comune?”

          Certe cose che scrivono non hanno alcun senso, ma concentriamoci su quelle false ma che hanno senso.
          Non esiste l’orgasmo uterino né quello anale.
          L’orgasmo vaginale è provocato dalle ramificazioni interne della clitoride, quindi è solo parzialmente vaginale: ecco perché l’apice del piacere in una donna, in media, si raggiunge stimolando esternamente la clitoride + penetrazione con dito, che va piegato verso l’alto in direzione della clitoride (così becchi le ramificazioni interne della clitoride).
          L’orgasmo anale cosiddetto lo possono avere solo gli uomini: si piega il dito verso l’alto, stessa tecnica, e si becca la parte interna del pene (è come un tubo carnoso duro ma non durissimo) – funziona benissimo abbinato a sesso orale sul pene – in pratica la stimolazione migliore è quasi la stessa sia per uomini che per donne.
          Il resto sono un po’ differenze individuali (ma rare, non maggioritarie) e idee non supportate dai fatti.

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          1. Non vorrei andare troppo fuori tema, ma visto che si è parlato anche di orologi… 😅
            Io credo che il fenomeno sia stato indagato perché aveva una sua peculiarità, nessuno si sarebbe messo a studiare la composizione di una leggera emissione in più del solito… Infatti leggendo anche altre fonti più chiare dell’articolo che ti ho linkato (era il primo che ho trovato tra quelli più seri) emerge che il getto c’è ed è composto in parte da urina molto diluita; se viene dall’uretra è tecnicamente possibile che sia “a spruzzo”.
            Comunque a parte la curiosità scientifica su un fenomeno del corpo umano ancora poco studiato, non vedo il motivo di entusiasmo o frustrazione da parte delle donne, visto che non pare correlato a un maggior piacere. È più che altro l’industria del porno, sempre a caccia di cose spettacolari/spettacolarizzabili, che gli ha dato un’attenzione che non meritava.
            Ps: l’orgasmo “anale” funziona allo stesso modo degli altri che hai descritto, come per l’uomo (anzi, per l’uomo ero convinta riguardasse la stimolazione della prostata…)

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          2. Mai visto il fenomeno, ma ho capito di cosa si tratta: succede anche agli uomini quando raggiungono l’orgasmo: nel pene c’è sempre un goccino di urina residua, quando arriva l’eiaculazione la spinge fuori, e salta fuori per prima: se ci farai caso vedrai che c’è una prima goccia che esce ad altissima velocità, seguita poi dallo sperma che spruzza, ma a velocità inferiore – la prima goccia è così veloce che la si nota a stento.
            Evidentemente nelle donne è molto più raro perché l’uretra non è direttamente collegata alle emissioni di liquido nella vagina. In pratica alcune si pisciano addosso, ma solo la parte di urina che sta nella zona più anteriore dell’uretra, quando raggiungono l’orgasmo.
            Sono temi non del tutto adatti ai più schizzinosi, anche se non quanto alcune implicazioni del sesso anale 😀

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