Cile: secondo l’ONU le femministe hanno “diritti umani” speciali, riservati solo a loro.

https://news.un.org/es/story/2020/08/1479442

Un grupo de expertos en derechos humanos de la ONU pidió este lunes a Chile a retirar los cargos presentados por la policía contra el colectivo feminista Las Tesis, creadoras de la canción “Un violador en tu camino”, interpretada por primera vez el pasado mes de noviembre en el Día Internacional de la Eliminación de la Violencia contra la Mujer.

Un gruppo di “esperti dei diritti umani” dell’ONU (!!!) difende le femministe cilene – quelle de “Lo Stupratore Sei Tu” (simpatiche, eh? Io dico che le stupratrici – e pure pedofile – sono loro!).

Ma di cosa si tratta in realtà?

Di incitazione alla violenza contro i “Carabineros” cileni – ecco infatti, dalla Reuters:

Police said the women, who were filmed standing outside a police station in masks, were inciting violence against their institution.

OVVERO

“Secondo la polizia le femministe, filmate davanti alla stazione dei Carabineros con indosso mascherine, incitavano alla violenza contro la polizia”

https://www.reuters.com/article/us-chile-police-lastesis-idUSKBN25K2BH

CARISSIMA ONU DEI MIEI STIVALI…

L’episodio accadde nel febbraio 2018 e aveva fatto molto discutere. La prof, nel corso di una manifestazione degli antagonisti contro Casa Pound, si era scagliata con veemenza contro la polizia, urlando distintamente “Dovete morire!” agli agenti. durante una manifestazione organizzata contro la convention elettorale del leader di CasaPound Simone Di Stefano in un hotel di corso Vittorio Emanuele a Torino. Il caso ebbe una forte risonanza perché accadde in diretta televisiva.
La prof venne licenziata dal Miur. Quindi ci fu il ricorso della maestra, Lavinia Flavia Cassaro. Ieri il giudizio del Tribunale di Torino:
“Si resta docenti anche fuori dalle aule” – Così il Tribunale di Torino ha motivato la sentenza che dà torto alla professoressa. I giudici hanno respinto il suo ricorso. Il licenziamento per la prof resta valido.

“Il sistema scolastico” – secondo la spiegazione del giudice – “rappresenta un mezzo per promuovere la crescita della persona in tutte le sue dimensioni, improntato nel rispetto dell’ordinamento. Sarebbe quindi evidente il contrasto tra le finalità educative e il ruolo dell’insegnante e l’atteggiamento incontrollato e offensivo nei confronti delle forze dell’ordine”.

…FAMMI RIDERE, DOV’ERI QUANDO E’ ACCADUTO QUANTO SOPRA?

Certamente le femministe cilene non sono (perlomeno non tutte, e neppure la maggioranza) insegnanti, e si tratta nel caso sudamericano non di un semplice licenziamento ma di imputazioni penali.

Resta però il fatto che se gridare ai poliziotti “Dovete Morire!” o incitare alla violenza contro la polizia fosse un diritto umano, allora lo sarebbe stato anche nel caso di Lavinia Flavia Cassaro, e sarebbe stato assolutamente impossibile licenziarla…anche perché “Dovete Morire!” tecnicamente non è un incitamento a commettere un reato: se io auguro a un tizio che gli possa venire un cancro sto senz’altro dicendo una cosa odiosa, ma non sto incitando a commettere alcun reato contro di lui!

E non è tutto, c’è qualcos’altro, qualcosa di più.

Lavinia Flavia Cassaro a vederla così pare proprio femministoide, ma di sicuro non era abbastanza femminista per avere il diritto umano a essere difesa dall’ONU…

Tradotto: le femministe cilene hanno appoggi ad alto livello, ciò di cui fa parte la Cassaro NO.
E non è la polizia il soggetto da considerare, in quanto in entrambi i casi la attaccavano.
E’ il bersaglio principale dei due gruppi di riferimento ad essere differente – in ultima analisi:
Cassaro attaccava Casa Pound, tutti i “fascisti” (veri e immaginari non importa), e pure la polizia: NON DEGNA DI INTERVENTO ONU.
Le femministe cilene danno degli stupratori a tutti gli uomini cileni, chiedono a gran voce l’eliminazione del giusto processo e della presunzione d’innocenza, ed più incitano a commettere atti di violenza contro la polizia: DEGNE DI INTERVENTO ONU.
La conclusione logica è che è l’attività principale delle femministe, quella contro il giusto processo e la presunzione di innocenza e non l’attaccare la polizia, ad essere vista come meritoria dall’ONU.

Taggato “Doppi Standard”, “Femminismo della differenza”, “ONU” e “Cile”.

32 thoughts on “Cile: secondo l’ONU le femministe hanno “diritti umani” speciali, riservati solo a loro.

  1. Tutti dobbiamo morire.

    L’avvocato della prof poteva giocarsi questa carta, “la signora stava solo facendo una constatazione” 😁

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    1. Eh, si, poteva provare pure quella e forse avrebbe funzionato 😀
      Invece provò su “libertà di espressione” ma gli diedero torto.
      Invece gli “esperti” dell’ONU danno torto ai Carabineros cileni proprio perché per le femministe – e solo per loro – la libertà di espressione sarebbe invece un diritto umano.

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  2. Sono del parere che certe strutture sovrannazionali, come l’ONU, non solo siano inutili ma anche dannosi, e l’ONU lo è, tra l’altro è femminista, quindi è dannoso a prescindere.
    In Cile, come del resto tutto il Sud America credo stiano molto peggio di noi italiani, hanno un femminismo aggressivo, da un punto di vista fisico, non c’è pagliacciata di manifestazione che non finisca con aggressioni fisiche o danni materiali.

    Mi piacerebbe stilare una lista di tutti i paesi,e riportare il livello di femminismo misandrico presente in ognuno di loro, da un minimo di 1 ad un massimo di 10, ES:
    Canada livello 8;
    Stati Uniti livello 10
    Giappone 6…ecc
    I peggiori, secondo me sono gli Stati Uniti, seguiti a ruota da Sud America, e probabilmente Cina.

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    1. La Cina è per tantissimi versi un paese di merda ma le femministe le arrestano.
      I peggiori sono l’Islanda, il Canada, la UK, la Svezia e la Spagna – più o meno in quest’ordine.
      In Cile sono state incriminate, nei suddetti sarebbe impensabile, possono tutto, e se non aggrediscono la polizia è solo perché la polizia è sempre dalla loro parte.

      Esistono comunque paesi democratici dove il femminismo fa poca presa oppure c’è ma viene contrastato: così al volo mi vengono in mente Malta, e la Corea del Sud e il Giappone. La stessa Danimarca, pur con tantissime genuflessioni al femminismo tipiche dei paesi del nord, è molto meno pericolosa della Svezia: ad esempio c’è più attacco all’uomo, proprio come leggi, nella cattolicissima Irlanda che in Danimarca – basti dire che in Irlanda:
      Il sesso richiede consenso esplicito per non essere stupro – femminismo radicale. In Danimarca non ancora.
      In Irlanda criminalizzano i clienti delle prostitute ma non le prostitute – in Danimarca ci sono i bordelli legali.
      In Irlanda c’è “discriminazione positiva” ufficiale, poca roba, a livello italiano – in Danimarca no.

      Un altro buon indicatore della presenza del femminismo è quanto #Metoo ha attecchito: in Svezia e in Francia tantissimo, come ancora di più in UK e in USA.
      In Giappone zero. In Corea del Sud #Metoo ha colpito poco, ma più che in Giappone, ma ha dato luogo a contro-proteste in piazza di giovani uomini.

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      1. “In Corea del Sud #Metoo ha colpito poco, ma più che in Giappone, ma ha dato luogo a contro-proteste in piazza di giovani uomini.”
        Interessante, hai delle notizie al riguardo da linkare? Sulle proteste dei ragazzi, intendo.

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        1. L’hanno già presa la posizione: a 90 gradi con scritta WELCOME sulla schiena.
          Secondo alcuni la migliore prospettiva di salvezza sarebbe un’invasione russa.
          Segue a notevole distanza la prospettiva di un’islamizzazione totale.
          Pensa quanto è compromessa la situazione in Svezia: la Chiesa di Svezia è uno dei principali agenti di diffusione del femminismo.

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          1. in giappone le cose sono molto strane. il femminismo esiste, ma la loro cultura è una delle più resistenti (forse paragonabile solo a realtà religiose fondamentaliste) cosa che li renderebbe immuni… TUTTAVIA hanno quella mentalità del dovere e dell’onorare che li ha distrutti. questo ha comportato il lavorare tanto da non creare famiglie. risultato: nei prox 50 anni è prevista la disintegrazione della società giapponese, che senza più riciclo generazionale verrà soppiantata da immigrati, e quindi addio cultura giapponese e giapponesi in toto in un secolo circa.

            in korea le femministe hanno colpito come una bomba ed il “sistema” prevede un disastroso peggioramento nei prox 5 o 10 anni. i koreani non sono molto simili ai giapponesi ed hanno anche un’influenza anglosassone devastante. hanno tradizioni, vero, ma sono ormai vissute e sentite a livello folkloristico. il femminismo quindi, è arrivato come un panzer e ha dato il colpo di grazia.
            la korea è il prossimo canada, è la testa di ponte femminista per tutto l’oriente asiatico… per cui i prox ad essere terreno di conquista femminista saranno le nazioni “emergenti” come vietnam, o quelle con caratteristiche funzionali (mercato del sesso) quindi le varie philippine, thailandia, cambogia o nazioni in rotta con la cina (che è inconquistabile con questo sistema politico) come taiwan.

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  3. 1. Il grido della prof è inqualificabile, incriminabile per istigazione alla violenza, ma il licenziamento è una aberrazione e la motivazione dei giudici è da regime liberticida. La fusione tra ambito professionale e vita pubblica-opinioni politiche è un carattere del dispotismo. Quando si può praticare una data professione solo se si è politicamente conformi allora si è in una dittatura. Fuori dalla aule non si resta docenti, altrimenti si dovranno licenziare non solo i prof terrapiattisti ma anche i no vax, i negazionisti del virus, poi i separatisti (del nord o del sud) per farla breve, tutti quelli che professano opinioni non ammesse e quelli che col comportamento tradiscono i principi educativi condivisi, perciò i ludopatici, gli alcolisti, i drogati etc.
    Chi dice che i poliziotti devono morire viene licenziato, ma chi dice che bisogna affondare i barconi e/o riaprire le camere a gas non perde il lavoro. Anche se è prof (conosco un caso) e meno ancora se è un poliziotto (cronache recenti)..

    2. Italia o Cile vedo che un cittadino che incita alla violenza contro la polizia viene incriminato (e magari licenziato) mentre quei poliziotti che la violenza la praticano (fino all’estremo) la passano (qui da noi) quasi sempre liscia, altrove invece …sempre, senza “quasi”. Cile, Usa, Turchia, Egitto, Bielorussia, Brasile…
    Siamo fortunati.

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    1. Concordo, trovo peggiore il licenziamento del caso italiano perché è stata colpita in altro ambito: tipico delle vendette paramafiose più ancora che degli stati totalitari. Gli stati totalitari non hanno bisogno di questi mezzucci: sotto Hitler o Stalin arrivavano i servizi ad arrestare la persona e mandarla in un campo e quello era il modo di colpire, non la lettera di licenziamento (che pure accadeva, ma era un effetto collaterale).

      Il caso del Cile invece è molto più lineare: il datore di lavoro non fa una vendetta conto terzi, un modo obliquo di colpire e di natura paramafiosa, c’è un’incriminazione per incitazione alla violenza contro la polizia cilena.

      Che l’ONU intervenga selettivamente non fa assolutamente niente per migliorare i diritti umani: i diritti umani sono universali e devono essere difesi anzitutto da uno sdegno popolare diffuso (quando la situazione on è ancora degenerata è sufficiente) e poi eventualmente da proteste e da organizzazioni anche e soprattutto che nascono dal basso.
      Un intervento selettivo, dall’alto, solo per certi casi, tralasciando tutti gli analoghi e addirittura più gravi, non migliora la situazione, in un certo senso può distorcerla di più e non solo annacqua il concetto di diritti umani (che devono essere universali) ma addirittura può farne un mezzo di oppressione: se i diritti umani vengono riconosciuti solo a persone ben selezionate e si fa finta di niente per gli altri diventano un mezzo di oppressione e una presa in giro. E’ così per tutit i diritti che dovrebbero essere universali per definizione ma sono applicati selettivamente.

      E con questo non voglio dire che vanno eliminati, ma evidenziare un doppio standard, un privilegio spacciato per “diritti umani universali”.

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    1. Ma non era abbastanza femminista per avere il diritto umano a essere difesa dall’ONU…

      Tradotto: le femministe cilene hanno appoggi ad alto livello, ciò di cui fa parte la Cassaro NO.
      E non è la polizia il soggetto da considerare, in quanto in entrambi i casi la attaccavano.
      E’ il bersaglio principale dei due ad essere differente – in ultima analisi:
      Cassaro attaccava Casa Pound, tutti i “fascisti” (veri e immaginari non importa), e pure la polizia: NON DEGNA DI INTERVENTO ONU.
      Le femministe cilene davano degli stupratori a tutti gli uomini cileni, sono contro il giusto processo e la presunzione d’innocenza, più attaccano la polizia: DEGNE DI INTERVENTO ONU.
      La conclusione logica è che è l’attività delle femministe, oltre ad attaccare la polizia, ad essere vista come meritoria.

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      1. beh, la cassaro è una figura più legata alla politica “SX vs DX”. le femministe cilene sono (per così dire) “apolitiche” (non è vero MA la situazione può essere venduta in questa maniera, non alla stessa maniera per la maestra cocainomane di torino)
        quindi… la cassaro non può avere attenzione femminista che conta (dell’onu), le cilene invece sono perfette per fare la solita fogna intellettuale femminista.

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  4. @Eric
    “Segue a notevole distanza la prospettiva di un’islamizzazione totale.”

    Secondo me è la più probabile, l’islamizzazione intendo, ammesso sempre che le femministe non riescono a modificare anche l’islamico.

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    1. Non so cosa accada in Svezia, ma in Italia a me pare che man mano che si formano nuove generazioni di musulmani vadano occidentalizzandosi. I ragazzini cresciuti qui e andati a scuola con italiani hanno stili di vita del tutto simili. Quelle povere bambine morte in campeggio e la loro sorella maggiore erano come noi: vestivano all’occidentale (cosa che d’altronde fanno pure a Casablanca; non nelle campagne, ma in città è così), praticavano arti marziali…
      A parte in certe sacche di disagio sociale stile banlieue parigina dove potrebbe esserci radicalizzazione, non vedo quindi come potrebbe giungere un'”islamizzazione dell’occidente”.

      (A proposito di arti marziali: avevo riso moltissimo leggendo che Ficus vi attribuisce un valore di decadenza se praticate dalle donne, così come altri sport che nel suo mondo mentale tutto particolare vede come appannaggio maschile: la canoa, addirittura! Cosa ci sarà di così mascolino nella canoa lo sa solo lui :D)

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      1. In Svezia le nuove generazioni sono solo in parte occidentalizzate, e lo stesso accade in UK.
        Questo succede proprio per via delle politiche di “diversità”: non puntano all’assimilazione (ovvero a occidentalizzarli) ma a farli restare il più tradizionalisti possibile, a fargli mantenere, pur vivendo in Occidente, il più possibile gli usi e costumi di provenienza dei genitori. E’ questa la parte folle.

        Per Ficus Cicciogay anche i pompini sono decadenza.
        Inutile provare a spiegargli che l’unica ragione per cui non erano universalmente diffusi 100-200 anni fa è perché non si lavavano abbastanza: per fare un bagno bisognava preparare la tinozza con l’acqua bollita sulla stufa, tantissimi non avevano neanche il WC in casa figuriamoci il bidet.
        Quando un uomo non vuole pompini probabilmente non gli tira, di sicuro gli tira molto meno della media.

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        1. @Eric
          Io penso che occidentalizzarli non sia la politica di nessuna autorità, non solo quella della Svezia,ma in generale, ovunque vi sia il problema immigrazione/islam, magari li usano.

          Per quello che sò, esiste un concetto nel Corano che gli permette di essere BUGIARDI PER FEDE. È l’applicazione della TAQIYYA, concetto coranico di origine Shiita, ma vale anche per i Sunniti.
          Secondo questo concetto, l’islamico può fingersi moderato per sfruttare l’occidente…ora, non so quanti islamici l’applicano, ma sicuramente un buon numero.
          Comunque è interessante https://it.wikipedia.org/wiki/Taqiyya

          @Chaira
          Si, mi riferivo all’italia e all’europa in genereale. Ovvio che i ragazzini non fingono, quelli che possono fingere, sono i genitori, volendo lo possono fare, ho postato un link.
          Tengo a precisare che io, non sono favorevole all’islam, che non nega affatto sofferenze agli uomini, ma lo vedo, in estremis, come un muro di contenimento per il ginocentrismo.

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          1. Concordo decisamente sull’ultima parte. Diciamo che suppliscono un po’ a ciò che dovrebbero fare i cattobigotti di casa nostra ma che non fanno in quanto totalmente castrati. Hai letto l’articolo che ho scritto qualche tempo fa sul ributtante articolo della Nuova BQ che definiva “Metodo Bibbiano” l’assegnare il figlio al PADRE NATURALE E LEGITTIMO?

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        2. Un freno al ginocentrismo dall’Islam? In Occidente? Dubito.
          Avete mai sentito proteste islamiche sulle quote rosa o sullo sbilanciamento a favore delle donne nei divorzi, o sul martellamento mediatico dei femminicidi? I più tradizionalisti possono avere idee di “relegamento” delle loro donne ai compiti domestici, credere nella loro modestia e nel tenerle sotto controllo, ma a livello di società e politica si disinteressano completamente alle questioni che invece avrebbe un senso discutere. In pratica non è che non siano ginocentrici, è solo che sono maschilisti.

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          1. Tutto serve. Come il femminismo ben dimostra.
            Il maschilismo ginocentrico da’ lustro all’anti-femminismo non sessista.
            Proprio come il femminismo radicale apertamente misandrico da’ lustro al femminismo “moderato” (che odia più sottilmente).

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        3. Eric, per te è mai esistito un femminismo che non odia, ossia sinceramente antisessista e paritario? (non dico occupandosi anche dei problemi degli uomini, quello in epoche passate era impensabile)
          Penso di sapere la risposta, se ricordo bene il fatto che nella tua famiglia il femminismo è sempre stato visto di mal occhio, fin già da tua nonna.

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          1. Non da quando sono nato io, io sono nato negli anni ’70: negli anni ’70 era già 100% misandrico.
            Ti rammento che quello che tu chiami “impensabile” fu non solo pensato e ATTUATO ma poi abolito dal femminismo: il primissimo centro antiviolenza mai creato, da Erin Pizzey nel 1970, accoglieva anche vittime di sesso maschile. Poi le uccisero il cane, la minacciarono, e le femministe radicali assunsero il controllo dei centri antiviolenza,
            Se era “impensabile” come mai fu ATTUATO e poi combattuto? Come mai si presero la briga di pensare all’impensabile stabilendo per iscritto che “i centri antiviolenza debbono accogliere solo vittime di sesso femminile”?

            Sospetto che anche quello del passato, ovvero del XIX secolo, fosse prevalentemente misandrico: altrimenti non si spiega come mai volevano mandare gli uomini in guerra a morire, e votare senza dover essere obbligate neppure a fare le infermiere. Non volere neanche l’obbligo di fare l’infermiera non c’entra niente con l’aver introiettato i ruoli di genere, è proprio odio.
            Io credo che le femministe che consegnavano le piume bianche ai renitenti alla leva avrebbero dovuto essere uccise sul posto.

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      2. @Chara
        Non tutti si occidentalizzano, probabilmente meno dell’1%.
        Ci sono tantissimi che danno l’impressione di essere occidentalizzati: indossano jeans, bevono birra e li vediamo, basta andare in giro, ma fingono.

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        1. Occidentalizzarli non è la politica delle autorità, è questa la follia: le autorità li incoraggiano a mantenere tutti i loro usi e costumi. Quelli che vedi “occidentalizzati” fanno quelle cose perché sono anticonformisti, e vanno sia contro le tradizioni del parentado e vicinato, sia contro quello che suggeriscono di fare le stesse autorità.

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          1. In Francia non mi pare le autorità abbiano agito così, vedi il divieto del velo a scuola; eppure le radicalizzazioni sono avvenute lo stesso (anche per altri motivi). Probabilmente il sistema migliore non è né vietare le tradizioni né incoraggiarle. Soprattutto si nota che dove le popolazioni autoctone e quelle immigrate vivono più “mescolate” per forza di cose, come nei tanti piccoli centri italiani, l’integrazione è più facile e si verificano meno problemi. Per rispondere a Zorash, quei ragazzini che io citavo non fingono, sono davvero a loro agio con le abitudini occidentali e coi loro coetanei. Sono come i ragazzini di origine meridionali nati al Nord Italia, qualche decennio fa, che al Sud avevano le nonne col fazzoletto nero in testa e il rosario in mano. Non mi pare che ora l’Italia del Nord sia piena di donne col fazzoletto in testa e il rosario in mano.

            Vero che nel caso attuale c’è un discorso di religioni diverse in mezzo, o di religione vs. ateismo, ma non conosco abbastanza da vicino il fenomeno per sapere quanto e come ciò influisca.

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        2. Zorash credo parlasse dell’Italia o dell’Europa in generale, visto che dice “indossano jeans, bevono birra e li vediamo, basta andare in giro”

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  5. @27esimamisoginia
    Concordo pienamente sulla descrizione fatta sul Giappone e soprattutto Corea.
    Sul Giappone ho solo una cosa da dire: il loro senso dell’onore e del dovere è parte della loro cultura, e non credo sia quello che li sta distruggendo, perlomeno non è del tutto imputalbile,credo invece sia dovuto al modello economico capitalista, fortemente competitivo, credo sia questo abbia esasperato quell’aspetto culturale.

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  6. @Eric
    Si, l’ho letto quell’articolo, come l’altro, dove attaccavano gli MRA, simpatici questi di Nuova BQ; entro tutti i giorni sul tuo blog, come in quello di Stasi; nessuna speranza con questa gente. Non abbiamo anticorpi dentro casa, in nessun luogo.

    @Chiara
    “In pratica non è che non siano ginocentrici, è solo che sono maschilisti”
    Eh, lo so, infatti ho scritto che non negano sofferenze agli uomini, e che sarebbe d’accettare come un tampone Hai letto qusto art: https://antisessismo.wordpress.com/2020/01/04/in-arabia-saudita-gli-uomini-sono-usati-come-scudi-umani-ma-nessuno-protesta-contro-la-sacrificabilita-maschile/

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