Mafiosi o siciliani mafiosi? Qual’è l’espressione più corretta?

Articolo originariamente pubblicato il 16 settembre 2019, ripubblicato a seguito della riorganizzazione del blog.

Non ne sono certo, si accettano suggerimenti in merito.

Quel che so per certo è che tra “violenti” e “uomini violenti” si preferisce la seconda.

Sulla base teorica che non tutti gli uomini sono violenti, solo una piccola parte lo sono, ma la maggior parte dei violenti sono uomini.

Per i siciliani dovrebbe quindi essere lo stesso: una piccola minoranza di siciliani sono mafiosi, ma la maggior parte dei mafiosi sono siciliani.

Per questo non sono certo di quale sia l’espressione più corretta.

So anche, per certo, che i centri anti-violenza sono riservati alle vittime femmina, e non accettano:

  • Vittime di violenza domestica di sesso maschile – neppure se gay.
  • Figli maschi di vittime se hanno più 14 anni – in alcuni CAV il limite scende addirittura a 12 anni.

Questo perché, si dice, “alcune donne sono talmente traumatizzate dal maschio che non vogliono vedere altri maschi in giro, almeno per un po’. Gli uomini si facciano i loro centri che accolgono vittime maschili.”

Il che è esattamente come se vi fossero “centri per vittime di siciliani mafiosi” ove non si accettassero siciliani vittime di mafia perché “ricordano alle altre vittime di mafia i siciliani mafiosi”

In base a quanto sopra sospetto che gran parte delle siciliane femmine – e quasi tutte le siciliane femministe – siano mafiose, mentre quasi nessun siciliano uomo sia mafioso. E quelli che lo sono, è perché è stato loro insegnato dalle mamme mafiose.

E’ ovvio sia così, perché c’è qualcosa di molto mafioso in quanto sopra.

Baciamo le mani.

Ma solo dopo aver chiesto ed ottenuto il consenso affermativo.

Infine, mi concedo un piccolo excursus dall’ironia, e pongo ai lettori una domanda seria:

Io sono un libertario, e mai vorrei che simili generalizzazioni venissero criminalizzate per legge, perché credo che la libertà di parola sia un bene prezioso, anche e soprattutto forse per chi non ha grandi conoscenze lessicali ed a volte si esprime in maniera rozza e approssimativa. Moralmente, però, è un’altra cosa, la riprovazione sociale dovrebbe esserci, proprio come generalmente c’è verso il dire “siciliani mafiosi” o verso l’atto di scorreggiare in ascensore, quindi: perché mai parlare di “uomini violenti” non dovrebbe incontrare riprovazione sociale? Non è forse, proprio come dire “siciliani mafiosi”, una becerissima affermazione che potrebbe persino mettere in pericolo la pacifica convivenza civile?

Taggato “Mafia”, “Misandria” e “Femminismo”.

One thought on “Mafiosi o siciliani mafiosi? Qual’è l’espressione più corretta?

  1. Caro eric, parlare di siciliani mafiosi incontra riprovazione sociale più che altro a livello mediatico.
    Non so di dove sei originario tu, ma io essendo nato nel Nord posso assicurarti che, soprattutto in passato, quell’ affermazione trovava un forte consenso sociale dalle mie parti.
    Di certo c’è che quando un fenomeno attecchisce in maniera profondamente radicata, le “colpe” non possono essere attribuite solo agli altri (lo stato “che non c’è”, il razzismo altrui, la mancanza di opportunità lavorative, etc), no, esistono anche le responsabilità personali.
    E’ un po’ come il femminismo: se attecchisce una ragione c’è.
    Riguardo all’ affermazione “gli uomini sono violenti”, sai bene che “chi di dovere” risponderebbe “perché gli uomini sono quelli che fanno le guerre, creano gruppi criminali, mafiosi”, etc, e perché gli uomini sono gli autori del 95% degli omicidi nel mondo.
    Poi poco importa (a loro) se l’80%, di quel 95%, comprende vittime maschili…
    Infatti, al contrario delle femmine, gli uomini ammazzano quasi sempre altri uomini, mentre le appartenenti al “sesso superiore” uccidono quasi esclusivamente uomini.
    Al riguardo questo è quanto scrisse Warren Farrell ne il mito del potere maschile.

    @@@
    La pena capitale: una pena tutta maschile
    Il carnefice trovò difficile accettare il compito di distruggere la vita
    dì un membro del sesso che, secondo quanto gli avevano insegnato fin
    dall’infanzia, meritava rispetto e tenerezza perché dava la vita.
    «Ventitré americani sono stati giustiziati e poi scoperti innocenti. Tutti e ventitré erano uomini.»
    «Negli Stati Uniti, ogni anno circa 1900 donne commettono omicidi.»
    «Quando le donne commettono un omicidio, circa il 90 per cento delle vittime è costituito da uomini.»
    Dunque, a partire dal 1954 all’incirca 70.000 donne hanno ucciso; le loro
    vittime comprendono all’incirca 60.000 uomini ma, come vedremo tra poco,
    nessuna donna è stata giustiziata dopo aver ucciso soltanto un
    uomo.
    @@@

    Di certo so che da quando iniziai a togliermi il velo di maya, anche e soprattutto grazie ad altri uomini di mia conoscenza (in particolare uno), non ho mai letto né sentito pronunciare parole di apprezzamento verso il sesso maschile.
    Infatti degli uomini se ne parla solo male, sia da parte femminile (non solo quella femminista…) che da parte maschile.
    Tutto ciò che gli uomini han fatto di buono (cioè quasi tutto quello che esiste) non è contemplato nella narrazione odierna.
    Amen.
    Tanto non possiamo farci nulla, perché questo è.
    E peggio verrà.

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