Uomini morti sul lavoro: vittime del capitalism…ehm…comunismo?

Eh, già…se i morti sul lavoro sono quasi unicamente uomini, sarà colpa del capitalismo o del comunismo?

O magari di entrambi?

O sarà forse tutto un complotto capitalista-comunista?

Widows of Chernobyl victims hold portraits of their husbands who died following the clean-up operations for the 1986 Chernobyl nuclear explosion, at Chernobyl’s victim monument in Ukraine’s capital Kiev, Thursday, April 26, 2018. April 26 marks the 32nd anniversary of the Chernobyl nuclear disaster. A reactor at the Chernobyl nuclear power plant exploded on April 26, 1986, leading to an explosion and the subsequent fire spewed a radioactive plume over much of northern Europe. (AP Photo/Efrem Lukatsky)

Vedove del disastro di Chernobyl del 1986 sfilano in memoria dei…ehm…lavoratori comunisti defunti nel disastro: erano tutti uomini ovviamente, ecco perché ci sono solo vedove e non vedovi…

Sembra proprio che non ci sia nessuna grossa differenza tra un sistema capitalista e uno comunista quando si arriva a fare il conto di quanti siano gli uomini sul totale dei lavoratori periti nell’esercizio delle loro funzioni…pertanto la conclusione logica è una sola: l’enorme disparità di genere tra i morti sul lavoro non è dovuta principalmente al sistema economico.

Taggato “Diritti maschili” e “Ginocentrismo”.

27 thoughts on “Uomini morti sul lavoro: vittime del capitalism…ehm…comunismo?

  1. E’ quello che vorrei far capire a Fabrizio Marchi… il quale seguita imperterrito a scrivere che certe cose “succedono SOLO nel sistema capitalista” (d’accordo, non lo dice proprio così, ma è implicito nei suoi discorsi).
    Tra l’altro, per vie traverse, mi risulta che anche ai tempi del regime comunista i livelli di sicurezza sul lavoro non fossero affatto superiori a quelli occidentali.
    Anzi, a me risulta l’esatto contrario.

    Like

    1. In URSS inventarono il “Premio Stakanov” e lo Stakanovismo.
      In URSS inoltre vedevano l’individualismo come antisociale e atto di ribellione e uno che si fosse rifiutato di fare qualcosa perché pericoloso poteva incorrere in ostracismo, proprio per aver mostrato tendenze individualistiche (gli avrebbero subito risposto: “ma i tuoi colleghi lo fanno senza fare storie”…).
      Infatti una certa dose di individualismo è una componente importante della sicurezza: il lavoratore che non rischia mai ha quasi sempre il retropensiero “col cazzo che io metto la MIA vita a rischio per l’azienda…”

      Like

    2. Comunque fai conto che Marchi su certi argomenti suona più misandrico della Terragni, ho fatto il confronto: la Terragni dice che gli uomini che utilizzano la GPA sono PADRI egoisti e delinquenti. Però dice PADRI. Se leggi Marchi sull’argomento sembra che le donne si riproducano da sole, per partenogenesi, e poi arrivi un tizio sconosciuto che compra il loro bambino. Considera che si rifuta persino di rispondere alla doomanda: “chi è il padre di questo bambino?”.
      Marchi è più a livello di Valerie Solanas su quell’argomento li’.
      Poi su tanti altri argomenti, sulla maggioranza degli argomenti, scrive cose condivisibili e a volte persino ottime, ma su quella li’ proprio perde il lume della ragione.

      Like

      1. @@
        Poi su tanti altri argomenti, sulla maggioranza degli argomenti, scrive cose condivisibili e a volte persino ottime, ma su quella li’ proprio perde il lume della ragione.
        @@

        Sì, lo so bene, ma come ben sai lui è un uomo di sinistra che fece parte di lotta continua, perciò è già un “miracolo” che riesca a fare certi discorsi.
        Un altro argomento al cui riguardo si contraddiceva spesso, è quello riguardante “il sesso libero”, perché non si può essere favorevoli alla promiscuità sessuale e al tempo stesso all’ immigrazione musulmana…
        E’ un ossimoro.
        Ricordo che lo scriveva spesso su uomini beta, dove mi censurò in più occasioni, mentre in questi ultimissimi anni non ne ha fatto più cenno…

        Like

        1. Probabilmente uno che ragiona così si è stufato del “sesso libero” ma non vuole ammetterlo, neanche con se stesso, e così spera che altri lo limitino o facciano finire.
          E’ la stessa cosa che fanno alcune femministe quando ampliano sempre di più il concetto di “molestie sessuali”: non possono attaccare direttamente il “sesso libero” e allora lanciano l’amo nella speranza che dei cavalier serventi limitino il “sesso libero” per compiacerle.

          Like

          1. Chiara
            @@
            Volere che entrino sempre più musulmani e che non si integrino con la nostra cultura?
            @@

            Sì, qualcosa del genere.
            Chiara, ma tu hai mai letto gli articoli e i commenti di Marchi intorno al 2010-2014, su uomini beta?

            Like

          2. Uomini Beta non è un sito sui diritti maschili? Che c’entra l’immigrazione?
            Ce la puoi incastrare solo se lanciano false accuse a qualche immigrato, ma anche li’ è unimmigrato, mica c’entra con il discorso generale dell’immigrazione.

            Like

          3. Chiara
            @@
            In generale io trovo inutile l’espressione “favorevole/non favorevole all’immigrazione” perché l’immigrazione è un fatto naturale che avviene comunque lo vogliamo o no, la differenza di vedute sta nel come gestirla. Poi certo si può anche essere totalmente contrari all’immigrazione ossia volere le frontiere chiuse al 100% tipo Corea del Nord – dove di fatto sono chiuse anche in uscita…
            @@

            Dove hai letto che io sarei “contrario a prescindere” all’ immigrazione ?
            Di certo non qui, sul blog di eric, tanto meno nel forum sulla questione maschile, dove non scrivo più da mesi.
            Questa è una tua interpretazione, peraltro tipica di chi con gli immigrati non ha mai avuto veramente a che fare.
            Tra l’altro ci sono immigrati e… immigrati.
            Per cui ci sono quelli più integrabili e quelli molto meno integrabili.
            Certo, ai buonisti (e alle buoniste) questi discorsi non piacciono, ma i fatti sono questi.

            Like

          4. @Frank
            Non mi riferivo a te, il mio era un discorso generale sull’argomento “immigrazione”.

            Like

          5. Sono temi che hanno poco o nullaa che fare con i diritti maschili, ma comunque ripeto: il problema grosso è la confusione che c’è tra “promuovere l’integrazione” e “promuovere la non integrazione”. La seconda si ottiene incoraggiando certe comunità a conservare il più possibile i loro usi e costumi SPECIE quelli che vanno in attrito con leggi, usi e costumi locali. Infatti è proprio sulle parti che vanno in attrito con leggi, usi e costumi locali che hanno bisogno di supporto: mangiare il cous-cous o mettere una ridicola pelliccia intorno al volante dell’auto non ha bisogno di supporto perché mica va in attrito con niente.

            Like

          6. Usa molto in alcuni paesi dell’est.
            Però non è una cosa che crea attriti, al massimo ti scappa una risatina, sono fatti loro.
            Il cous cous addirittura è buonissimo, ben venga: io lo faccio abbastanza spesso, anche se ovviamente alle volte ci metto pure del maiale, a seconda di come mi gira.

            Like

          7. Anch’io, nella mia famiglia si mangia da quando ero piccola, lo uso anche nel brodo al posto della pastina quando voglio fare una minestra veloce. Col maiale non ho mai provato.

            Like

          8. Io ho avuto una brutta esperienza con l’amaranto: l’ho comprato e cucinato come fosse cous cous, senza leggere le istruzioni.
            Ha sollevato il piatto poggiato sulla pentola, è uscito e ha invaso i fornelli.

            Like

          9. Chiara, di articoli e commenti su uomini beta ce ne sono una montagna, perciò, dopo tutti questi anni, non saprei proprio dove riesumarli.
            Tra l’altro non leggo più da tempo ciò che viene pubblicato su quel sito.
            Lo facevo spesso prima che mi iscrivessi al forum sulla QM, nel 2014.

            Like

        2. @Frank
          Cosa intendi per “favorevole all’immigrazione musulmana”?
          Volere che entrino sempre più musulmani e che non si integrino con la nostra cultura?
          In generale io trovo inutile l’espressione “favorevole/non favorevole all’immigrazione” perché l’immigrazione è un fatto naturale che avviene comunque lo vogliamo o no, la differenza di vedute sta nel come gestirla. Poi certo si può anche essere totalmente contrari all’immigrazione ossia volere le frontiere chiuse al 100% tipo Corea del Nord – dove di fatto sono chiuse anche in uscita…
          Marchi si è espresso dicendo di auspicare l’arrivo di sempre più numerosi musulmani, e di quelli fondamentalisti, che mai si ammorbidirebbero ai costumi occidentali e anzi farebbero proselitismo con l’intenzione di islamizzare l’Italia? Perché a parte questo scenario, molti ragazzi/e musulmani di seconda generazione non mi paiono poi così ligi ai dettami religiosi e frenati nella sessualità…

          Like

          1. La cosiddetta “integrazione” è vista in certi ambienti come “assimilazione culturale” e quindi negativamente.
            Fai caso a quanti si focalizzano sul fatto che dovrebbero essere aiutati a “mantenere i loro usi e costumi”.
            Considera che la mutilazione genitale infantile maschile si fa in convenzione all’ASL di Torino proprio in ossequio a usi e costumi importati: quindi parlare di “integrazione” è del tutto fuori luogo. Semmai si dovrebbe parlare di “adattamento degli autoctoni a usi e costumi importati”.

            Like

          2. In certi ambienti, sì, ma non in tutti. A parte La mutilazione genitale, comunque, ci sono usi e costumi innocui che anche secondo me è una buona cosa mantenere. Anche molti italiani del Nord di origine meridionale hanno mantenuto tradizioni e contatti con il sud, però si sono agevolmente adattati alle abitudini nordiche. L’ideale è prendere il meglio delle culture cui senti di appartenere, il meglio che si confà al tuo modo di essere.

            Like

          3. La circoncisione non suscita scalpore come altre mutilazioni genitali perché viene praticata abitualmente anche agli italiani non musulmani, anche bambini, per motivi di salute e non c’è ancora abbastanza consapevolezza che si tratti di un sopruso (quando non necessario) e di una vera menomazione. Conosco un ragazzo circonciso da minorenne e nonostante sappia che la sua vita sessuale ne è influenzata non si percepisce come menomato.
            Bisogna che si diffonda molto di più tra l’opinione pubblica informazione sulla circoncisione e sul concetto che i bambini non vanno toccati, nessun genere di mutilazione dovrebbe essere permessa. Però vaglielo a dire soprattutto agli ebrei, che ce l’hanno come dogma assoluto, se non sbaglio… per loro è come il nostro battesimo… Ma giustissimo che in una nazione laica si stabiliscano delle regole; se poi vogliono fare lo stesso questo rituali vadano a farli in un Paese dove vige la legge religiosa o comunque dove si può, fintanto che ne esisteranno (per me queste mutilazioni dovrebbero essere vietate dall’Unicef in tutto il mondo).

            Like

          4. Dici che se tagliassero un seno alle neonate femmine non susciterebbe scalpore, visto che la mastectomia è abbastanza diffusa per motivi di salute?

            Like

          5. La mastectomia è all’apparenza molto più devastante, è una parte del corpo abbastanza visibile anche attraverso i vestiti. Non essendo uomo non posso capire appieno cosa significhi la circoncisione, dovete essere voi a far sapere alla società quanto può essere impattante in negativo.
            Finché sarà pieno di uomini circoncisi che negano sia un problema, sarà difficile farlo accettare dalla società.
            Però il principio che a un bambino non si dovrebbe imporre nulla di irreversibile, al di là di quanto sia impattante sulla sua vita, è più universale e più facile da far riconoscere ed appellarsi ad esso. Nemmeno l’orecchio si dovrebbe forare a un neonato, secondo me.

            Like

  2. Io sono un feticista degli anni 70 principalmente per un discorso musicale. Ultimamente la sera al posto del campionato sto seguendo i processi fatti alle organizzazioni rosse e nere di quegli anni e il mantra era il medesimo: ” la sacrificabilita’ “. Fare morti in nome di un sistema, dimostrando di non aver capito nulla sulla natura umana tutt’altro che altruista, vi ricorda qualcosa dei nostri tempi ? Personalmente le ideologie mi hanno sempre fatto venire la dermatite, per me non esiste niente per cui valga la pena morire. A proposito, le donne che entravano in queste strutture chiavavano con i capi non con i gregari ! Migliaia di anni di evoluzione e siamo sempre al punto di partenza.

    Like

    1. Quoto tutto. Se eri il capetto di qualcosa, anche di un gruppo infimo, le avevi tutte dietro e dirò di più. Ero molto giovane ma ricordo perfettamente uno di questui capetti che mi disse : vedi queste ragazze tutte scatenate combattive, ecc ? pensi che facciani chissàòche cosa? Sbagliato. Quelle con cui combibi sono quelle ” democristiane ” , le santarelline . La domenica vanno a a messa ma poi sanno il fatto loro.
      Aveva ragione alla grande e l’ evoluzione successiva dei tempi lo avrebbe confermato : le vere femministe so sono lesboidi o direttamente asessuate

      Liked by 1 person

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s