Perché l’educazione sessuale a scuola sarà sempre terreno di scontro ideologico.

Risposta breve: perché la pratica sessuale tra gli esseri umani non è mai completamente né principalmente naturale, è sempre principalmente culturale. Ne consegue inevitabilmente che qualsiasi educazione sessuale sarà sempre orientata ideologicamente, e pure fortemente, e che non può esistere alcuna educazione sessuale realmente “scientifica” e “neutra”.

Non ci credete? Vi sembra forse un’affermazione un po’ folle?

Allora facciamo qualche esempio…

Che cavolo sarebbe “l’eiaculazione precoce”???

Vi sembra forse un concetto che possa esistere in natura?

Anzitutto per qualsiasi animale che non sia un “superpredatore” https://it.wikipedia.org/wiki/Superpredatore l’assenza di “eiaculazione precoce” è molto probabilmente una iattura: avendo nemici naturali in giro se l’accoppiamento si prolunga troppo ciò costituisce indubbiamente uno svantaggio, perché quando i due animali sono intenti ad accoppiarsi saranno sicuramente assai meno allerta che in una situazione normale…

Vediamo un po’ la definizione di “eiaculazione precoce”:

Secondo una prima definizione proposta da Masters & Johnson un uomo soffre di eiaculazione precoce se eiacula prima che il partner raggiunga l’orgasmo in più della metà dei rapporti sessuali.[4]

Nei successivi sviluppi scientifici della sessuologia, a questa definizione si sono susseguite altre interpretazioni del fenomeno che correlano la precocità dell’eiaculazione alla durata del rapporto sessuale, al numero di spinte coitali, alla percezione di controllo sull’eiaculazione, alla soddisfazione del partner e della coppia.

https://it.wikipedia.org/wiki/Eiaculazione_precoce

Wow, mi piace la prima versione, TRADUZIONE: “l’uomo non fa godere la donna in più di metà dei rapporti sessuali”

Risulta molto divertente se abbinato alle altre teorie sempre di Masters & Johnson, sull’orgasmo femminile:

Nella donna esiste un unico tipo di orgasmo: quello clitorideo, come evidenziato dagli studi di Masters e Johnson, anche se si parla erroneamente anche di orgasmo vaginale. L’orgasmo è provocato dalla sola stimolazione del clitoride: l’orgasmo comunemente detto “clitorideo” avviene appunto per stimolazione diretta del clitoride, mentre quello impropriamente detto vaginale è raro e giungerebbe tramite stimolazione indiretta del clitoride stesso e tendenzialmente ha una durata maggiore di quello maschile (fino a 20 secondi).

Il clitoride è sensibilissimo alle stimolazioni, dunque stimolandolo in modo indiretto (sfregamento con il corpo del partner) o diretto (masturbazione e cunnilingus) può sopraggiungere l’orgasmo femminile. Questa è la stimolazione per mezzo della quale le donne provano l’orgasmo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Orgasmo#L’orgasmo_nelle_donne

Quindi vediamo: secondo Masters & Johnson l’orgasmo vaginale non esiste, si può supporre che il coito non sia il mezzo più efficiente per far raggiungere l’orgasmo a una buona parte delle donne…però se l’uomo non fa raggiungere l’orgasmo vaginale alla partner almeno la metà delle volte che la coppia pratica il coito, allora l’uomo soffre di “eiaculazione precoce”…solo io ci vedo qualcosa di ideologico???

Ancora più interessante l’esame delle teorie di Masters & Johnson

Una delle conclusioni più interessanti di queste ricerche è che la sessualità femminile non è gerarchicamente inferiore a quella maschile: ha estrinsecazioni diverse; ma ciò non significa che diverse siano le esigenze sessuali della donna media rispetto a quelle dell’uomo.

https://it.wikipedia.org/wiki/William_Masters_e_Virginia_Johnson

E con quel “gerarchicamente inferiore” (termine 100% ideologico) potremmo aver già chiuso questo cerchio, ma, marginalmente interessante, più che altro come contorno, è poi l’informazione che dal 1968 al 1977 (quindi ben oltre il 1973, anno da cui l’omosessualità non venne più considerata un disturbo) la coppia di famosi ginecologi-sessuologi (l’ordine in cui metto le loro qualifiche non è casuale) praticò la cosiddetta “terapia di conversione” per gli omosessuali, per trasformarli in etero (così che gli omosessuali maschi convertiti avrebbero poi potuto soffrire di “eiaculazione precoce” ed essere presi per i fondelli con tutta la suddetta supercazzola 😀 LOL 😀 ):

https://en.wikipedia.org/wiki/Masters_and_Johnson#Treatment_of_homosexual_behavior

“Casualmente” la loro terapia di conversione fu praticata solo su omosessuali maschi, non su lesbiche…

https://en.wikipedia.org/wiki/Conversion_therapy#Sex_therapy

…sempre per la cosa che “la sessualità femminile non è gerarchicamente inferiore” suppongo…essendo “uguale” allora si tratta solo l’omosessualità maschile, mica quella femminile…mmmmhhh, sento proprio puzza di ideologia, e pure di Gioco delle Tre Carte, un tanfo veramente molto forte…

Mi si contesterà giustamente che, per quanto Masters & Johnson fossero tra i più importanti ginecologi-sessuologi del loro tempo (anni ’60), ora come ora questa è roba vecchia e superata, e magari mi si contesterà pure che è una roba che viene dall’Estero, la mitica terra dove tutto funziona alla perfezione salvo che cibo e bevande fanno schifo!

Bene…ecco a voi Roberta Rossi, già Presidente Federazione italiana di sessuologia scientifica – notare quel “scientifica”…che se la prende con gli uomini che procurano l’orgasmo alle donne! 😀 LOL 😀

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/03/il-piacere-femminile-sempre-al-servizio-delluomo/3556104/

Caspiterina! Questo è del 2017, ma che bella evoluzione in cinquant’anni! Se prima l’uomo era “sofferente” allorché non procurasse abbastanza orgasmi alla partner, ora è pure colpevole se glieli procura! Perché lo fa per sentirsi bravo a letto, quando invece, probabilmente, idealmente (per la nostra Altamente Scientifica Presidente), l’uomo dovrebbe far non solo divertire la partner a letto ma pure ringraziarla per avergli dato la possibilità di farla divertire, o qualcosa del genere…

Non poteva mancare, naturalmente il bell’articolo di rito della nostra “Presidente Scientifica”, che definisce “violenza sulle donne” le critiche all’acconciatura, eventuali critiche alla quantità di sale nella minestra, nonché le manifestazioni di gelosia…citando il celebre sondaggio Femministat della Linda Laura Sabbadini che includeva appunto tali comportamenti nella “violenza maschile sulle donne” (quelle infatti risultavano essere di gran lunga le tipologie di “violenza” più diffuse)…

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/23/violenza-sulle-donne-un-problema-di-salute-pubblica-mondiale/3996985/

E questo è lo Stato dell’Arte della “scientificità” di una possibile “educazione sessuale”, rispettivamente negli anni 60 negli USA e attualmente in Italia…

Potremmo fare altri esempi, magari su contraccettivi, aborto, e più in generale pianificazione delle nascite: che ha a che fare con la “naturalità” del sesso? E’ tutta roba artificiale e comportamenti culturalmente indotti, pertanto soggetti a condizionamenti ideologici, proprio per definizione.

Abbiamo visto quindi che piacere sessuale, contraccezione e pianificazione delle nascite sono trattati in maniera ideologica, il primo assai largamente, gli altri due totalmente (ovvio, essendo entrambi totalmente artificiali): tolti questi tre elementi, cosa rimarrebbe di “neutro” / “puramente scientifico” / “non-ideologico” in QUALSIASI educazione sessuale?

Ben poco, per non dire nulla, a mio parere.

E quanto sopra sono esempi che riguardano la sessualità etero, ovvero quella che la vulgata considera più “naturale” ma che appunto, nella sua applicazione pratica di naturale non ha proprio nulla, salvo l’attrazione iniziale, pre-approccio (e non sempre, vista l’influenza di fattori quali ad esempio la moda….). E ovviamente la sessualità omo non sarà certo trattata in maniera meno ideologica…quindi, per tornare all’inizio, possiamo affermare che la trattazione dell’educazione sessuale sarà sempre e comunque prevalentemente ideologica, non importa chi la svolga e quale punto di vista assuma, perché dovrà sempre affrontare temi quali pianificazione delle nascite, contraccezione, aborto, piacere femminile necessariamente indotto dall’uomo. E quindi, essendo ideologica, causerà sempre polemiche ed opposizione molto forti da parte di chi ha un differente punto di vista: l’unica sessualità di cui si può parlare in maniera “scientifica” e “neutra” (e non sempre, ma spessissimo si però) è quella degli animali.

41 thoughts on “Perché l’educazione sessuale a scuola sarà sempre terreno di scontro ideologico.

  1. Nessuna materia può essere completamente scevra da condizionamenti culturali. Se non per la materia in sé, per l’insegnante che non riuscirà a trattenere completamente le proprie convinzioni personali in nome di un’obiettivita’ assoluta.
    Resta il fatto che un minimo di educazione sessuale va fatta: quella che riguarda il funzionamento dell’apparato riproduttore, ed è compresa nei programmi di biologia e scienze del corpo umano.
    Poi personalmente sarò sempre a favore di incontri scolastici di approfondimento su tutte le questioni sessuali. Perché ricordo bene l’imbarazzo di parlare dell’argomento coi miei genitori, e poter ascoltare certi contenuti a scuola e fare domande in forma anonima e collettiva l’ho trovato utilissimo (soprattutto all’epoca in cui non c’era internet).
    Quando leggo chi sostiene che l’educazione sessuale dovrebbe essere appannaggio solo delle famiglie, mi chiedo se è mai stato un adolescente che piuttosto che parlare di certe cose coi genitori (pur disponibili al dialogo, preparati e delicati) si sotterrerebbe 😅
    (e secondo me tutti ci siamo passati, almeno per una fase).

    Comunque si può parlare di tutto a livello scientifico alzando le mani di fronte a questioni controverse, ad esempio sull’aborto si può dire “per la nostra legge è un diritto, per alcune sensibilità è un peccato, l’ultima parola spetta all’etica personale”.
    Oppure laddove ci sono argomenti che sfuggono alle definizioni come l’eiaculazione precoce, l’orgasmo femminile,… ammettere che sta al singolo definire, con l’esperienza e la relazione con l’altro, i propri parametri di benessere. Peraltro nelle lezioni cui ho assistito nessuno ha mai spiegato con saccenza queste cose “controverse”; la lezione nozionistica era sulle cose base, poi c’era una parte aperta alle domande degli studenti ed è in quella che potevano saltare fuori questi argomenti – su cui non ho percepito dogmatismo.
    Es. tu vuoi intendere che l’eiaculazione precoce è un costrutto culturale, ok, ma è anche giusto che un ragazzo sia edotto – se lo desidera – sul fatto che se un domani vorrà godere di rapporti piacevolmente lunghi e soddisfacenti per entrambi, ci sono modi per farlo. Perché le domande dei ragazzi non erano “che palle, perché la mia ragazza vuole che duri di più?” ma “cavoli, mi accorgo che duro/ ho paura di durare troppo poco e che dunque la festa finisca troppo presto”.

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    1. Infatti biologia e scienze non sono “educazione sessuale”, sono un’altra materia – “educazione sessuale” è una materia a sé.
      E’ la differenza che passa tra “Giurisprudenza” e “Educazione Civica”.

      Non ho capito perché ti da’ fastidio che abbia sottolineato che l’eiaculazione precoce è un costrutto culturale, così come lo sono la contraccezione, il controllo delle nascite, eccetera.

      Come fai a insegnare ai ragazzi a far godere le ragazze se non attraverso prove pratiche?
      Guarda che non sto affatto scherzando: IO HO UN GROSSO FIUTO PER SCOVARE E SMASCHERARE LE PAGLIACCIATE.
      E infatti nessuno sa rispondere a questa domanda…

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      1. @Eric
        Che io sappia “educazione sessuale” non è una materia a sé, come non lo è “educazione civica”: sono parti del programma di altre materie o cosiddetti “corsi aggiuntivi”, lezioni estemporanee una tantum. Almeno ai miei tempi era così, forse adesso vogliono fare “l’ora di educazione sessuale” una volta la settimana?

        Non mi dà fastidio che tu dica che il concetto di eiaculazione precoce è culturale; è che trovo la cosa irrilevante, culturale o meno fatto sta che un ragazzino vergine o alle prime armi si chiede se sia normale durare pochissimo (e qui è giusto tranquillizzarlo sul fatto che sia perfettamente naturale, specie alla sua età) e spera di poter avere in futuro rapporti più lunghi (e qui è giusto fargli sapere che se vuole è possibile; ma anche smontare alcuni miti derivati dal porno sul fatto di durate incredibili e altre cose mirabolanti, anzi penso che una bella e divertente lezione di educazione sessuale potrebbe proprio essere incentrata su “tutte le bugie del porno”).
        Un sessuologo serio non farà mai terrorismo ai ragazzini dicendo loro che l’eiaculazione precoce è innaturale ed è un problema grave, da risolvere assolutamente se no non sono uomini… O almeno lo spero, e quelli con cui ho interagito io seri e delicati lo erano (in realtà un medico alle medie, un sessuologo alle superiori).
        Però chiaramente se uno dura davvero pochi secondi e il sesso gli piace mica solo per procreare, è una condizione frustrante per lui prima di tutto.

        “Come fai a insegnare ai ragazzi a far godere le ragazze se non attraverso prove pratiche?”
        Be’ ma per educazione sessuale non si intende questo, non si entra così in dettaglio su questo argomento e non è lo scopo principale insegnare a far godere… l’obiettivo è fare informazione sui temi sessuali, far capire che non ci si deve vergognare e tutto (o quasi) è normale, informare sulla prevenzione dalle gravidanze e dalle malattie a trasmissione sessuale. Il massimo che si arriva a comunicare sul piacere è quali sono le parti eroticamente sensibili del corpo umano, ma anche che sono variabili da persona a persona così come è variabile la sensibilità ai diversi tipi di stimolazione; di conseguenza è chiaro che solo “sul campo” si potrà capire cosa piace e non piace a se stessi e ai propri partner. Poi se il singolo studente vuole fare una domanda specifica è libero di farla, ma mi sa che la risposta del sessuologo sarebbe quanto sopra… “dipende, lo scoprirai provando”.

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        1. Un “corso aggiuntivo” è per definizione una materia separata.
          Ci sono addirittura casi di argomenti che per un “orrore” della Storia, suppongo attività di lobbying, sono state fatte diventare “materie”: Epica.
          Epica non ha molto senso come materia separata, sicuramente molto meno di “Educazione Sessuale”.

          Guarda che per “Educazione Sessuale” si può intendere anche quello, altrimenti è come dire che in “Educazione Fisica” si deve fare solo teoria. Io parlo a rigor di logica, poi comprendo benissimo che il paragone è improponibile nella nostra società sessuofoba, ma sport e sesso sono due attività prettamente fisiche e a rigor di logica entrambe le educazioni potrebbero comportare la pratica.
          Non sto dicendo che va messa la pratica sessuale in Educazione Sessuale, sto dicendo che se domani qualcuno dirà che “Educazione Fisica” deve essere solo teoria e niente pratica il razionale C’E’ e non va preso per i fondelli.

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          1. Ma no, la pratica sessuale è una faccenda intima e privata, cosa c’entra con la pratica di esercizi sportivi o matematici?
            Da che mondo è mondo è sempre stata considerata una cosa da FARE in privato, almeno nella maggioranza delle culture.
            Comunque non ho ancora capito, tu sei favorevole o contrario all’educazione sessuale nelle scuole? (così com’è ora, non come potrebbe essere in scenari futuri)

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          2. Appunto, non in tutte le culture…
            Uno dei miei molti difetti è di prendere in considerazione anche le culture extraeuropee.
            Non che io non sia eurocentrico, lo sono eccome, ma le altre LE CONOSCO.
            Invece tanti cosiddetti “eurocentrici” sono “euro e basta” nel senso che non hanno proprio idea che esista altro…

            Io sono indifferente all’introduzione dell’educazione sessuale nelle scuole, non è né un problema né una risorsa perché a parte le informazioni tecniche (che sono disponibili su Wikipedia) il resto sono quattro cazzate, parole in libertà che non hanno nulla a che fare con la realtà. Il fatto stesso che non si prevedano lezioni separata per maschi e femmine la classifca come una pagliacciata senza capo né coda CHIUNQUE LA FACCIA. Ma appunto, come hanno mesos Epica e sse la sono sopportata anche se priva di senso, possono mettere pure l’Epica Sessuale. Il paragone è molto pertinente.

            Uno degli scopi che mi premetto di raggiungere con l’articolo è dare il seguente messaggio A TUTTI:
            “Seguite con attenzione l’Educazione Sessuale impartita a vostro figlio, perché DI SICURO conterrà tante cose che vi faranno come minimo saltare la mosca al naso, se non raggelare il sangue. E dovrete operare delle piccole correzioni, dire la vostra, suggerire un’altra prospettiva, altrimenti rischiate di ritrovarvi un estraneo in casa che combina guai”.

            Vale tanto per Simone Pillon come per Niki Vendola, perché l’educazione sessuale è sempre ideologica.

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          3. Il problema è che per sapere cosa tuo figlio ha imparato a Educazione Sessuale bisogna che lui/lei abbia voglia di raccontartelo, e insistere per saperlo non credo aiuti. Probabilmente risponderebbe con frasi generiche cercando di far cadere l’argomento (la media dei ragazzini penso faccia così, confermi?).
            Puoi entrare in possesso del programma della lezione, ma non saprai mai esattamente in che termini se ne è parlato e quali interventi sono stati improvvisati sul momento dal relatore o da domande degli studenti.

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          4. Di solito uno chiede ai figli “cosa hai fatto oggi a scuola?” e quelli se hanno fatto “Educazione sessuale” rispondono “Educazione sessuale”.
            Segue quindi la domanda “di cosa avete parlato?” e c’è la risposta più o meno generica.
            Lo scopo dell’articolo è che scatti la terza domanda: “hanno detto qualcosa che ti è suonato strano o che ti ha colpito?”.
            Se risponde “no” basta, va bene così. Si deve avere una certa fiducia nei figli, non rompere, e loro debbono fidarsi dei genitori.
            Se invece risponde “si”, BINGO. E si passa a correggere eventuali storture.

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          5. Il tuo mi sembra un ottimo metodo. Per caso ti è capitato di usarlo? Ai tuoi figli hanno raccontato qualcosa di strano/opinabile?

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          6. L’unica “stranezza” è che si sono messi a parlare di gender gap salariale e di femminicidio.
            Al che io gli ho raccontanto la cosa che mi capitò all’università, quella del “capitalismo che costringe le donne ad essere eterosessuali”.

            Il ragazzo ha pensato che l’insegnante è una troia che collega sesso e soldi in maniera inscindibile. Ovviamente, perché quando a una viene in mente di mettere “gender gap salariale” dentro “educazione sessuale” è difficile non mangiare la foglia, si capisce che nel suo cervello “piacere sessuale” e “datemi li sordi” sono tuttuno.

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          7. Sì, molto fuori luogo. Perlomeno ai miei tempi educazione sessuale era veramente solo quello e non inquinata da concetti femministi, e pure di quelli che c’entrano come i cavoli a merenda…

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          8. Sicuramente fa venire meno la voglia di fare sesso, perché uno si immagina la ragazza che tra un rapporto e l’altro si lamenta dei suoi futuri mancati guadagni.

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    2. Chiara
      @@
      Perché ricordo bene l’imbarazzo di parlare dell’argomento coi miei genitori, e poter ascoltare certi contenuti a scuola e fare domande in forma anonima e collettiva l’ho trovato utilissimo
      @@

      Mai parlato con i miei genitori di questo argomento, tanto meno a scuola, dove all’ epoca non esisteva alcuna “educazione sessuale”.
      Tutto quel che so l’ho imparato e sperimentato “sul campo”, nonché parlandone con amici e conoscenti e leggendo qua e là su riviste dell’ epoca.
      Calcola che la prima volta che vidi una rivista porno – “Supersex” –
      https://curiosando708090.altervista.org/supersex-rivista-19771997/
      avevo nove (9) anni, quindi nel 1980.
      All’epoca nemmeno internet (ex arpanet) esisteva.
      Altri tempi, veramente.

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      1. Io invece nella prima rivista porno ricordo proprio il computer: era una rivista proprio porno, credo fosse “Le Ore” ma non ne sono sicuro. Quel che sono certo è che nei servizi c’erano foto con pornoaatrici e pornoattori, tranne in uno: era fatto tutto a computer grafica col Commodore 64. Sarà stato suppergiù il 1985.

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        1. Ricordo che da ragazzino diventai un collezionista del fotoromanzo Supersex.
          Le attrici porno francesi di quell’epoca, che molto spesso indossavano calze, reggicalze e tacchi a spillo (roba ormai scomparsa), mi arrapavano come un bestia…
          Di seghe ne gliene dedicai tante.
          Ma tante.

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          1. Io mi ricordo i fumetti porno, erano proprio 100% disegnati, niente foto.
            Non mi sono mai segato guardando quelli, non so perché. Sempre usato Postalmarket e Vestro, i cataloghi, sezione intimo da donna.

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          2. Pensandoci un attimo probabilmente era una cosa di trasgressione. il catalogo Postalmarket era fatto per altro, non si supponeva venisse usato per quello, era una roba più “proibita”, più “trasgressiva” usare quello.
            I fumetti porno me li ricordo bene perché alcuni avevano trame abbastanza buone, più o meno comparabili ai fumetti normali. La cosa “fastidiosa”, mi infastidiva già allora, è che tutti scopavano in continuazione come fosse la cose più semplice e naturale del mondo: intuivo già allora che non era realistico, che era esagerato ricordo di aver detto una volta pure una cosa tipo “sembra una cosa tipo paese dei balocchi, mi sa che non è così”.
            Invece “rubare” orgasmi utilizzando impropriamente Postalmarket mi sembrava molto più realisitico.

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      2. @Frank
        Imparare dai porno credo sia un bel po’ fuorviante, viceversa concordo sull’utilità del confronto con gli amici. Ma non tutti/e a 12-13 anni hanno amici più grandi ed esperti a cui chiedere ogni dubbio o curiosità che gli viene in mente. Imparare sul campo poi succede certamente, ma secondo me è meglio essere anche un po’ preparati a livello teorico prima. Se no capita come a quella mia conoscente inesperta che si è fidata della di lui* abitudine al coito interrotto e dopo qualche mese è rimasta incinta… Cosa mai successa a me ed altre amiche più preparate e sicure della… insicurezza di tale metodo.

        *Guarda caso, un lui che non aveva fatto educazione sessuale a scuola e aveva imparato questa abitudine dai racconti di amici più vecchi e dal fatto che con la sua prima ragazza aveva sempre funzionato…

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        1. Non ho mai capito questa cosa di “imparare dal porno”, che significa?
          La cosa da “imparare” nel sesso è la seduzione, l’arte di farsela dare. Nel porno non ce n’è traccia, è un po’ come i film di 007, non è che si vedano le metodologie utilizzate dalle spie. E infatti nessuno si sogna di dire che ci sono persone che tentano di fare spionaggio industriale sulla base dei film di 007. Non possono provarci perché non c’è nessuna procedura da attuare in quei film, non ci sono neanche quelle sbagliate o irrealistiche.
          Sul porno è uguale: non è che seducono in maniera sbagliata o irrealistica, le donne sono già belle pronte e calde, spessissimo prendono loro l’iniziativa.
          Secondo me l’unico danno che può fare potrebbe essere che qualche ragazzino un po’ più ingenuo si senta brutto o handicappato perché le ragazze non gli saltano addosso. Ma dura poco, ovviamente poi mangia la foglia e capisce che non succede, succede solo nei porno. Proprio come andare al casinò con una fuoriserie, farsi notare e presentarsi con nome e cognome è una cosa che le spie fanno solo in 007.

          Io le uniche procedure di seduzione irrealistiche o sbagliate le ho viste nei film mainstream, nel porno non ci sono né quelle giuste, né quelle sbagliate, proprio niente.
          E ti ricordo che L’INFORMAZIONE ERRATA E’ MOLTO PIU’ PERICOLOSA DI NESSUNA INFORMAZIONE.

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          1. Tolta la parte della seduzione che nei porno non esiste, c’è tutta la parte dopo ed è lì che appaiono svariati elementi irrealistici o poco probabili, e ok che molti possono già intuirlo però ci sono anche elementi veri, dove sta il confine?
            Es: le donne nei porno urlano tantissimo, si finisce col credere o che tutte le donne urlano forte e se non lo fanno non stanno godendo, o al contrario pensare “è tutta finzione” e se poi capita di incontrare una donna che urla davvero e spontaneamente, si pensa finga. Poi: gli uomini durano tantissimo, anche qui è finzione, montaggio di scene e uso di viagra, e anche qui la realtà può essere molto diversa o simile ma per fattori naturali (ma il dubbio viene).
            Stesso discorso le dimensioni, le fattezze intime (es. depilazione, addirittura ho sentito parlare di sbiancamento anale… assurdo…)
            Posizioni: nel porno sono utilizzate quelle “a favore di telecamera”, a volte molto scomode e innaturali, quindi ovviamente non rispecchiano la realtà di ciò che più probabilmente crea piacere.

            C’è una marea di testi che documenta la possibile confusione o abbassamento di autostima generati dalla fruizione continua di porno in giovanissima età.

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          2. Le prime volte che si scopa di solito lo si fa in posti dove NON puoi urlare.
            Non credo che in molti dispongano di una villa isolata o di un appartamento SERIAMENTE insonorizzato.

            Non sono ferrato sul porno etero, ma ti posso assicurare che anche negli altri tipi i rapporti durano abbastanza.
            Però non vedo come possa incidere: si suppone che la gente guardi il porno come stimolo per masturbarsi, sarebbe peggio se il rapporto sullo schermo finisse PRIMA che lo spettatore, venga no? Ti immagini che deve cambiare film nel bel mezzo della sega perché sullo schermo hanno già finito?
            Invece si suppone che se finisce lui semplicemente perda interesse e lo stacchi, non che si metta a fare statistiche e paragoni tra la sua sega e il film.

            Mai visti testi seri che documentano la perdita di autostima generata dalla fruizione di porno. Tu dici che ce ne sono una marea, puoi linkarne qualcuno?
            Quello che ho visto io sono elucubrazioni basate su aria fritta, o al massimo test con 200 partecipanti preselezionati: l’abbinata pre-selezione + soli 200 soggetti lo rende MENO affidabile delle impressioni di una parrucchiera, perché almeno le sue clienti NON sono preselezionate. Non che la parrucchiera sia affidabile, sotto i 1.000 niente lo è.

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          3. Dalle mie parti nei primi tempi lo si fa in auto in camporella in posti appartati, quindi è proprio lì che volendo si può urlare senza vergogna 😀

            Provo a cercare qualche link, ricordo che ne avevo visti, in particolare c’era un libro di Pellai che è un professionista di lunga pratica in campo di psicologia adolescenziale.

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          4. Anche dalle mie, ma ci sono più coppie che posti e capita facilmente che ci sia un’altra auto a dieci metri di distanza. O anche altre due auto.
            Se invece scegli posti inusuali capita che passi gente.
            L’unico posto proprio sicuro dove puoi scopare e urlare a quell’età che mi viene in mente è in mezzo alla pista da ballo dell’Amnesia quando fanno lo schiuma party: hai la schiuma sino al petto ed è normale che si urli, non se ne accorge nessuno.

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          5. Penso siano tipi di urla un po’ diversi però 😂
            Da noi di posti veramente isolati ce n’erano, ma il rischio era di rimanere impantanati in qualche fosso – a una mia amica dell’epoca successe che dovettero chiamare i genitori di lui per farsi tirar fuori l’auto col trattore, nel massimo imbarazzo 😅

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          6. Io una volta andai tutto baldanzoso in un posto dicendo “haha! Se ci va la Panda ci vado anch’io!”. Anche quelli sulla Panda andavanno a imboscarsi, noi ci fermammo un buon 50 metri da loro.
            Dopo che avevamo finito passano davanti alla mia auto, tipo a tre metri, per uscire, e vedo il simbolino 4×4 sulla Panda dietro: quelel vecchie la versione 4×4 era quasi indistinguibile, specie di notte dove si notano meno i dettagli.
            E’ stata dura uscire, ma ce l’abbiamo fatta. Facendolo l’auto era sprofondata: non si aprivano neanche più le portiere.

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          7. Ho provato a cercare dei link ma escono solo risultati che parlano di vera e propria dipendenza da porno, può darsi che nei miei ricordi abbia esagerato la cosa.
            Il libro di Alberto Pellai invece si chiama “Tutto troppo presto”.

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          8. Appunto, online non c’è niente salvo aria fritta e finte statistiche.
            Io questa storiella la conosco benissimo: negli anni ’80 facevano lo stesso giochino contro i film horror. STESSI IDENTICI ARGOMENTI, salvo proprio gli adattamenti minimi indispensabili.
            C’era OVVIAMENTE tutta la retorica della “dipendenza da film horror” e del “desiderio di emozioni sempre più forti” a causa della “assuefazione all’adrenalina”.
            Dicevano che incoraggiavano la realizzazione di film snuff, che sarebbe un film dove la gente viene uccisa per davvero – il che a parte gli enormi problemi etici è assurdo: se ammazzano la gente davvero gli effetti speciali non possono essere granché. Infatti le vere scene di uccisione da parte dell’ISIS fanno rabbrividire solo perché sai che è tutto vero e ti spaventa l’idea che possa accadere sul serio, ma se paragonate ai film horror di grido sono parecchio scialbe, è proprio la finzione che consente scene esagerate, dal vivo sarebbero impossibili.

            Comunque per il momento la retorica anti-porno mi pare meno di successo, meno potente di quella contro i film horror di allora, sembra la versione “vaccino”: stesso virus ma mezzo morto e neutralizzato.

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          9. Da una parte è proprio retorica anti-porno, dall’altra c’è chi non è contrario al porno di per sé ma purché sia chiaro che si tratta di finzione. Magari è stupido dirlo perché già la maggior parte dei ragazzini ne è consapevole.

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          10. Credo che la stragrande maggioranza sia anti-porno a prescindere.
            Perché altrimenti basterebbe passare uno spot tipo “pubblicità progresso” che informa che è tutta finzione e non rappresenta il sesso vero ma solo una forma idealizzata, io ci aggiungerei “proprio come i film di 007 non sono una rappresentazione realistica dell’attività di una spia”.

            NESSUNO ha mai richiesto di mettere una cosa simile, eppure si potrebbe fare, proprio come nei DVD mettevano il messaggio anti-pirateria che non riuscivi a togliere neanche con DVD Shrink (con risultati esilaranti: se trovi in giro un film piratato con messaggio anti-pirateria seguito da un’immagine statica della Alkadia di Capitan Harlock, la bandiera pirata rossa, bianca e nera e la scritta “LA VITA E’ UNA TEMPESTA E A PIGLIARLO IN CULO E’ UN LAMPO” allora sono io! 😀 ne girano ancora parecchi, sono tutti in definizione standard, facci caso se li vedi).

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          11. “26. Le donne sembrano sempre piacevolmente sorprese quando slacciano i pantaloni di un uomo e ci trovano un cazzo.”

            Sì, carina.

            Niente male anche queste:

            “49. Sulla schiena delle donne, gli uomini riescono a fare un quadro di Mirò con il proprio sperma.”

            “22. Quando la tua ragazza ti becca mentre la sua migliore amica ti fa un pompino si rabbuia per un attimo e poi fa sesso con tutti e due.”
            (piccolo tocco di genio l’utilizzo del verbo “rabbuiarsi” – naturalmente solo “per un attimo” 🙂 ).

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        2. Chiara
          July 5, 2021 at 12:31 am
          @Frank
          Imparare dai porno credo sia un bel po’ fuorviante, viceversa concordo sull’utilità del confronto con gli amici
          @@@

          Non ho scritto che ho “imparato dal porno”, ho scritto altro.
          Inoltre l’epoca dalla quale provengo io e il contesto in cui sono nato e cresciuto, non prevedeva alcuna “educazione sessuale”.
          Il discorso vale per me come per tutti i miei amici cinquantenni dell’epoca.
          Al pari di tanti altri uomini della mia generazione (o giù di lì), la mia è stata una “navigazione a vista”, dato che non ho mai avuto “maestri” * di alcun genere, men che meno mio padre.
          Ho dovuto imparare tutto da solo.

          @@

          * I “maestri” – in particolare uno – li ho avuti solo per quanto riguarda la questione maschile.

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  2. Questa storia dell’eiaculazione precoce – rispetto a chi e a cosa? – che in realtà dovrebbe essere denominata “naturale eiaculazione veloce” non si può più sentire né leggere.
    In base a tali ridicole teorie, che altro non sono che un costrutto culturale, anch’io posso affermare che le femmine soffrono di “orgasmo ritardato”.

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    1. Sai qual’è l’implicazione un po’ pesantuccia dell’esistenza del concetto di “eiaculazione precoce”?
      Che per un uomo potrebbe essere considerato, almeno a volte, più “naturale” masturbarsi che fare sesso con una donna, intendo “naturale” nel senso che spesso potrebbe essere una pratica più spontanea e rilassante che fare sesso con una donna, proprio perché non c’è la necessità di supplire al ritardo dell’orgasmo femminile.

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  3. Per me l’ educazione sessuale a scuola si presta a pensieri licenziosi. Allo stato attuale della scuola sarebbe necessariamente una professoressa a dover smaltire la patata bollente. Mi piace pensare che arriverebbe alla fine della lezione con le mutandine in bocca, un sorriso soddisfatto e una faccia ben inumidita ( non dal sudore 😁).

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