Sosteniamo Fabrizio Marchi: l’antifemminismo deve essere un criterio primario per valutare un candidato.

Perché mai anti-femminismo e femminismo dovrebbero essere utilizzati come un criterio primario per valutare il nostro sostegno a un candidato, o partito, o organizzazione?

Non è forse più importante valutare seguendo ben altri criteri?

Risposta breve:

Perché sempre più spesso il femminismo diventa DI FATTO il criterio primario, FATTUALMENTE, a prescindere da ciò che idealmente dovrebbe accadere – perché a prescindere da quale che sia la loro ideologia e la loro “mission” ufficiale in alcuni partiti (o organizzazioni o singoli esponenti di detti partiti / organizzazioni) il femminismo tende a diventare l’ideologia primaria, in alcuni casi in misura tale da addirittura porre l’organizzazione in aperto conflitto con il suo obbiettivo proclamato.

Ovviamente la suddetta affermazione mi farà guadagnare appellativi di “paranoico” o “complottista”.

Io dico invece che chi liquida la suddetta affermazione dandomi del “paranoico” o “complottista” è un babbeo con le fette di prosciutto sopra gli occhi, e pure belle spesse, perché io non sono abituato a parlare a vanvera, e per quanto possa essere alle volte “iperbolico” o “esagerato”…

Cominciamo col primo esempio: il femminismo è il “leghismo del sesso” e distrugge qualsiasi forza di sinistra che lo ingerisca, perché le fa assumere un atteggiamento tipo quello dei leghisti verso gli extracomunitari, nei confronti dei lavoratori, dei disoccupati e addirittura dei barboni di sesso maschile – ESEMPIO:

A Parigi la cosiddetta sinistra socialista ha dato alloggio SOLO alle barbone femmine a discapito dei ben più numerosi barboni di sesso maschile:

Quello che i socialisti hanno fatto a Parigi è uguale a un “Prima gli Italiani!” salvo che è “Prima le Femmine!”.

E’ “Prima le Femmine!” a prescindere dalla posizione sociale, perché i barboni sono al fondo della società, sia quando sono uomini che quando sono donne.

“Prima gli Italiani!” è pienamente coerente con l’ideologia della Lega.

“Prima le Femmine!” è invece in netto contrasto con l’ideologia di un partito che si dice SOCIALISTA: è il partito SOCIALISTA non il partito FEMMINISTA, e quindi sta tradendo la sua “mission”, quello che ha fatto è proprio l’opposto della sua ideologia.

Mi aspetto a questo punto il classico “Certe Cose In Italia Non Succedono” (o “Siamo In Italia!”) l’affermazione che sgorga spontanea dalle labbre di molti (e di solito PIU’ SPESSO dalle labbra di coloro che normalmente hanno atteggiamenti anti-italiani e/o di disprezzo per l’Italia!!!) e che implicitamente suggerisce che l’Italia sia una società “nettamente superiore, più civile, più di buonsenso” – insomma “più migliore in tutto” per parafrasare Valeria Fedeli 😀

Non rispondo nemmeno a simili stronzate, salvo ripetere “babbei con le fette di prosciutto sopra gli occhi, e pure belle spesse”.

E mi limito a far notare un giusto tre episodi minori, forse meno gravi (specie il secondo) ma purtuttavia sintomo del medesimo problema di intossicazione femminista, avvenuti in Italia, la superpotenza cultura dall’infinito buonsenso dove “Certe Cose Non Succedono”

Per prima cosa facciamo una capatina nella cosiddetta “destra”:

Proposta di Forza Italia, prima firmataria Mara Carfagna: minore tassazione dei redditi da lavoro femminili.

Eccola, enunciata come se nulla fosse su Il Giornale, nell’articolo sulla polemica sull’app Immuni:

“Noi badiamo all’essenziale- ha continuato l’esponente azzurra- e sappiamo che gli stereotipi si combattono con provvedimenti concreti. Ecco perchè abbiamo preparato un emendamento al dl rilancio, prima firma Carfagna, per una tassazione differenziata dei redditi di lavoro dipendente e autonomo tra donne e uomini. Proponiamo una riduzione di 3 punti delle prime 3 aliquote IRPEF, fino cioè ai redditi di 55mila euro. In questo modo le le aliquote passerebbero da 23, 27 e 38% a 20, 24 e 35% per la parte relativa al reddito da lavoro delle donne. Il compianto economista Alberto Alesina, insieme ad Andrea Ichino, aveva a lungo studiato questa ipotesi, considerandola la più efficace per far emergere occupazione femminile, per una più equa distribuzione del lavoro domestico e di cura e una spinta verso la parità salariale”.

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/app-immuni-polemiche-icone-sessiste-1867625.html

Cosa comporta?

Comporta che le donne single sarebbero tassate meno degli uomini single.

Comporta che le coppie lesbiche sarebbero tassate meno delle coppie etero.

Comporta che le coppie gay sarebbero le più tassate di tutte.

Perciò se avete dei valori cosiddetti “di destra” e/o “liberisti” e/o “liberali” e/o “tradizionalisti” la Carfagna li sta tradendo in tutti i modi possibili e immaginabili, e li sta tradendo con motivazioni UNICAMENTE FEMMINISTE: è impossibile andare di più contro tali valori che con una proposta simile.

Vogliamo forse parlare del Codice Rosso, già in vigore da un pezzo e promosso dalla Lega?

O magari dovremmo accennare al sostegno all’unanimità da parte della cosiddetta destra, al Senato, al DDL 1762 prima firmataria Valeria Valente (PD)?

Secondo me non serve, si è già detto abbastanza, e quindi torniamo a sinistra, con la cosa che reputo meno grave, e abbiamo la USB (sindacato più di sinistra della CGIL) che negli stessi giorni faceva più sciopero e mobilitazione per “le donne” tutte (quindi Emma Marcegaglia, già presidente di Confindustria, inclusa) SENZA CHE FOSSE ACCADUTO NULLA DI PARTICOLARE AI DANNI DELLE “DONNE” ma anche e forse soprattutto per protestare contro “LA MANCANZA DI POTERE DECISIONALE DELLE DONNE”. Ebbene tale mobilitazione era assai più massiccia che la protesta…per essere stato l’USB APPENA escluso dalle trattative con il Gruppo Marcegaglia di Emma Marcegaglia!!! Sembra una barzelletta, invece per quanto assurda è la realtà, e viene da chiedersi cosa sarebbe accaduto all’USB se “le donne avessero il potere decisionale che meritano”: avrebbero forse licenziato, in piena legalità, tutti i tesserati USB dipendenti del Gruppo Marcegaglia?

E’ nella seconda parte dell’articolo, con relativi link:

Sarà solo un “piccolo” svarione (coll cavolo “piccolo”, per questo è tra virgolette), ma dovrebbe far riflettere…

Secondo episodio, un po’ più consistente:

Appena qualche giorno orsono abbiamo un’esponente di spicco dei Verdi che scrive

“Purtroppo hanno dato molti più soldi al Green Deal che alle Donne, ovviamente, noi siamo Verdi e quindi a favore del Green Deal, tuttavia…”


E’ un discorso da Partito Femminista, non Verdi, quello di un Partito Femminista sarebbe infatti:


“Purtroppo hanno dato molti più soldi al Green Deal che alle Donne, ovviamente, noi Femministe siamo anche pro-ecologia e quindi a favore del Green Deal, tuttavia…”

Lo vedete che se viene presentato come Partito Femminista suona come un discorso perfettamente coerente ma nel caso dei Verdi è evidentissimo che tradisce la “mission” del partito?
Nel discorso della Zamboni non ci sono più “Verdi” nel vero senso della parola ma un partito che è “Rosa con vaghe tracce di verde”, ovvero un Partito Femminista che è anche pro-ecologia:

Concludo ribadendo che questo blog sostiene Fabrizio Marchi, candidato del Partito Comunista, per le prossime elezioni amministrative a Roma e invita tutti i residenti a dare a lui la preferenza

…perché a prescindere dall’orientamento economico del partito di riferimento, che ad alcuni dei nostri lettori potrebbe anche non piacere, c’è molto di più in gioco: le femministe questo lo sanno benissimo e il loro sporco giochetto lo sanno fare benissimo, come dimostrato dai suddetti esempi:

Il supporto di Forza Italia alle coppie lesbiche a discapito di quelle etero, delle donne single a discapito degli uomini single, l’oppressione economica delle coppie gay.

Socialisti che diventano una via di mezzo tra leghisti e nazisti quando si tratta di fare gli interessi delle signore. Io non sono sicuro che Meloni e Salvini arriverebbero a tanto, escludendo sistematicamente ed esplicitamente le categorie che gli stanno sulle scatole dall’avere semplicemente un riparo dal freddo – forse lo farebbero, ma forse no. Quindi a Parigi sono già andati ben oltre il “leghismo” e questo è successo perché quel partito sulla carta “di sinistra” e “socialista” è in realtà in primo luogo Femminista.

Il sindacato USB si commenta da solo, se avete notato nell’articolo, sempre nello stesso periodo, hanno pensato bene anche di partecipare a una raccolta fondi per “Lucha y Siesta”…se questo è un sindacato di lotta potete figurarvi gli altri, quelli più politicamente corretti…anzi, no, vi aiuto e non lascio niente alla fantasia – eccola qua la triplice a millantare che i padri non esistono e che solo le donne sono genitori e pertanto se hanno figli dovrebbero andare in pensione ancora prima pur avendo già “Opzione Donna”:

Visto che i padri non esistono, allora NON DOVREBBERO ESISTERE TESSERE DI SINDACATI SOTTOSCRITTE DA CHI E’ PADRE. Che ne facciano fare due a chi è madre.

Infine, “Rosa con vaghe tracce di verde”: credo che quest’ultima l’abbiano capita benissimo tutti, perché seppur assai meno di grave di quanto è accaduto a Parigi, è piuttosto palese…

3 thoughts on “Sosteniamo Fabrizio Marchi: l’antifemminismo deve essere un criterio primario per valutare un candidato.

  1. “Tutti i regimi politici sono buoni, poiché tutti i governi, qualunque sia il regime, soddisfano in definitiva i bisogni vitali della propria nazione; non è così facile trascinare un popolo in una direzione contraria ai suoi bisogni” ( Henry de Montherlant ). Penso che se consideriamo le femministe/i, gli zerbini, i simpatizzanti, gli ignoranti, gli opportunisti o quello che è, siamo ben oltre il 50% quindi la vedo complicata.

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    1. “Ignoranti” e “simpatizzanti causa ignoranza sull’argomento” secondo me messi insieme sono la maggioranza degli uomini. Ovviamente i primi, “ignoranti e basta”, sono molti di più dei secondi, ma pure i “simpatizzanti causa ignoranza sull’argomento” possono essere curati.

      Gli opportunisti sono un falso problema: svaniscono appena hanno un’opportunità differente. Vedi ad esempio Italia Viva cosiddetta “pro-LGBT”: basta poco, un minimo cambiamento del vento, a fargli cambiare posizione. Quindi nel momento in cui dovessimo iniziare a invertire la rotta sparirebbero da soli.

      Restano solo le femministe e gli zerbini.
      Le femministe per definizione sono manipolatrici e opportuniste, almeno la grande maggioranza, pertanto farebbero molta più resistenza ma si ridurrebbero poi da sole.

      Gli zerbini è un altro discorso, si possono dividere in due categorie: quelli che gli piacciono le fleshlight e quelli che non gli piacciono le fleshlight. I primi cominciano un lento ma progressivo processo di de-zerbinizzazione appena ne acquistano una – quindi si combattono con la pubblicità dei sex toys. Gli altri sono 100% incurabili, ma finiranno insieme alle femministe irriducibili come i soldati fantasma giapponesi:
      https://it.wikipedia.org/wiki/Soldati_fantasma_giapponesi

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