Norvegia: galera per gli influencer che postano loro foto ritoccate…

…ma solo se le foto se le fanno (e le ritoccano) per pubblicizzare qualcosa, e se il comportamento viene reiterato!

Quindi è tutto a posto, niente di strano: non è mica una cosa penale, cioè si la è ma non importa poi molto. Infatti siti femministi come Fanpage evitano di dire la cosa della possibile prigione, mica si deve allarmare il pubblico:

https://www.fanpage.it/attualita/in-norvegia-multe-a-chi-ritocca-le-foto-pubblicitarie-senza-dichiararlo-troppa-pressione-sui-giovani/

Così come evitano accuratamente di menzionare che vi sono state richieste (per ora fermamente respinte, ma in futuro chissà…) per estendere la legge anche alle immagini non pubblicitarie (ma sempre degli “influencer”, eh? Niente da preoccuparsi – salvo se avete followers…come dite? Come qual’è il numero di followers da avere per essere definiti “influencer”? Ma a discrezione del giudice, naturalmente!).

Anche La Stampa rivolgendosi sia al suo pubblico di intelligenti donne che a quello di assai meno intelligenti “maschi obsoleti”…

…sembra parlare soltanto di “multe salatissime”

https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2021/07/03/news/la-norvegia-vieta-le-foto-ritoccate-sui-social-spingono-i-giovani-verso-modelli-sbagliati-1.40457079

…ma prima di informarci come al solito che la “Top News” fa parte del pacchetto “1€/mese per i primi 3 mesi poi 7€/mese” in evanescenza ci fa intravedere quel “che rendono soprattutto le donne sempre più insicure del loro aspetto”…mmmhhh, sarà mica che all’aumentare dell’insicurezza aumenta pure l’intelligenza? Spiegherebbe perché le donne sono più intelligenti dei “maschi obsoleti”!

E invece è proprio prevista anche la galera, sebbene solo in casi estremi:

https://www.stortinget.no/no/Saker-og-publikasjoner/Saker/Sak/?p=84478

“Stortinget” significa “Parlamento” in norvegese…

D’altronde ragazzi, gli standard di bellezza opprimono le signore, non lo sapevate? E’ un grave problema, almeno quanto quello che i maschi obsoleti non riescono più a supportarle economicamente come sarebbe invece loro dovere.

Ma solo in Norvegia, eh? Certe Cose In Italia Non Succedono, la nostra infinita superiorità culturale impedisce l’importazione di simili pratiche dall’Estero, il mitico luogo dove tutto funziona alla perfezione (all’opposto dell’Italia dove tutto fa schifo) salvo per il fatto che cibo e bevande sono decisamente pessimi…mmmhhh…c’è qualcosa che non fila in questo discorso…vabbé non importa.

Devo forse a questo punto postare il link anche alla prima accademica femminista, Università di Cambridge (UK), che pubblicò, anni orsono, un bel saggio la cui tesi centrale era che “in uno Stato veramente liberale la chirurgia plastica sarebbe criminalizzata” (ovviamente solo i chirurghi che la fanno, mica le signore che li pagano: quelle sono vittime)??? Forse, ma oggi mi identifico come dispettoso, e poi questa è una notizia e tale link non sarebbe la fonte della notizia dell’articolo, quindi: non necessario, per cui nisba. Me lo tengo come sorpresa per fare qualche Femminicidio Analitico.

21 thoughts on “Norvegia: galera per gli influencer che postano loro foto ritoccate…

  1. Uhm, io la prenderei come una notizia che mette i bastoni fra le ruote alle donne. Quelle che monetizzano il loro potere attrattivo, aumentandolo ad arte grazie alle foto ritoccate.
    Lo fanno anche gli influencer uomini, ma di influencer donne che basano tutto sulla bellezza ce ne sono di più.

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    1. Esatto.
      E’ proprio questo il bello.
      E’ uno di quei tanti casi in cui il femminismo fa autogol: fortunatamente in Norvegia c’erano solo 15 parlamentari su 87 pronti a salvare il femminismo dal suo errore.
      Adesso tempo un anno e la legge entra in vigore e più prima che poi capiterà che qualche Ferragnesson locale si metterà a fare cagnara perché le hanno fatto la multa e non vuole pagarla #inquantodonna #gendergapsalariale #oppressionepatriarcale e voleranno gli stracci perché questa legge si basa su un cavallo di battaglia (anzi: su una giumenta da piagnisteo) del femminismo radicale, che nei paesi nordici è prevalente (perlomeno in Svezia ma a giudicare dalle leggi mi sa anche in Norvegia) e le femministe NON potranno evitare di difendere la legge…

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  2. Già, se all’ ordine del giorno del parlamento ci sono gli influenti deve essere dura la vita di un norvegese. Immagino che cose come la disoccupazione, la corruzione ed altre amenità siano sistemate quindi possono occuparsi di divertissement. Sono più creativi di noi.

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    1. Se utilizzi quel metro allora in Italia abbiamo forse anche meno problemi, sembrerebbe: in piena pandemia, 25 novembre 2020, è stato votato all’unanimità in Senato il DDL 1762 che obbliga l’ISTAT a chiedere ogni anno a un campione di donne se hanno subito critiche per il loro aspetto o critiche su come svolgono le incombenze domestiche, da parte dei conviventi se maschi (indagine annuale sulla violenza maschile sulle femminucce).
      Essendo passato all’UNANIMITA’ vuole dire che era un problema molto sentito da TUTTI. In Norvegia invece in 15 su 87 hanno votato contro.

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      1. D’altronde durante l’emergenza pandemica, a giudicare dai soldi chiesti per il Recovery Fund, avevamo un immenso problema di automobili non green e produzione inquinante. Oltre ad una ripartizione dei posti di lavoro in base al genere.

        Il problema di sanità pubblica si era risolto da sé non appena apparso, tant’è vero che i soldi chiesti sono le bricioline utili per un semplice fine tuning del sistema che ha retto perfettamente all’urto…

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        1. Infatti ironicamente l’unica cosa a sostegno dei complottisiti negazionsiti del Covid19 è proprio quella che non citano mai: il mancato potenziamento della Sanità. Come se l’epidemia fosse finta e chi governa lo sapesse.
          Ma siccome i complottisti negazionisti oltre che imbecilli sono anche e forse SOPRATTUTTO leccaculo della destra, che la Sanità la vuol tagliare per tagliare le tasse, non possono citare questa cosa…anche il complottismo ha un limitismo…

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          1. A me sembra evidente che l’influenza sia stata usata come pretesto per spaventare la popolazione ed aggredire le libertà fondamentali e la proprietà, che della libertà è il presupposto.
            Parliamo di una pandemia che esiste solo nella propaganda: basta spegnerla e la pandemia non esiste più.
            Si tratta di una semplice influenza che ammazza i soggetti fragili che ogni influenza uccide. Con numeri aumentati perchè le cure efficacissime, economiche ed arcinote sono intenzionalmente negate, per poter prorogare lo stato di eccezione, necessario finchè non avverrà l’assunzione di massa del farmaco sperimentale, che non è finalizzata ad aumentare i profitti delle società produttrici, che non è volta a causare danni alla salute della popolazione (danni di cui nessuno risponderà per come è concepita la normativa), ma che serve ad attestare l’avvenuta sottomissione delle masse una volta, due volte, quante volte lo vorrà l’oligarchia. E una volta che inizi a sottometterti più volte, diventa sempre più difficile riprenderti la libertà che hai perso e far crollare lo stato totalitario che si sta costruendo.
            In questo senso emergono i danni causati dal vivere in uno stato sociale: i medici (come gli insegnati) me li devo scegliere io e devono rispondere a me per il bene della mia salute e non di una fantomatica salute collettiva che non fa capo a nessuno, se non al tiranno.
            Quindi, opponendomi al tuo intervento di qualche tempo fa, in cui proponevi lo stato distopico che preleva il 50% del reddito individuale, io propongo l’opposto: la privatizzazione di ogni tipo di assistenza statale, l’abbattimento dei tributi al minimo necessario per finanziare i servizi propriamente statali – cioè quelli che implicano l’uso della forza – e partecipazione dei cittadini a questi servizi, mediante formazione militare permanente (come in Svizzera) e possesso delle armi. Ciò al fine di evitare l’avanzata del regime comunista che si sta formando e del quale il femminismo è una componente essenziale.
            E non è un caso che lì dove sono liberi e armati, cioè nella metà migliore degli USA, sia venuta meno ogni forma di privazione della libertà. E ovviamente la salute è migliorata, non peggiorata, perchè sole, movimento, assenza di preoccupazione economiche rafforzano il sistema immunitario,

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          2. La privatizzazione di ogni servizio comporterebbe la fine della libertà di almeno il 90% degli individui. Nonché un potere d’acquisto inferiore degli stessi.
            Lo scopo di un sistema economico non è raggiungere una percentuale di prelievo “morale” o “bella” ma ottenere il miglior risultato possibile: la percentuale più bella è ovviamente non pagare tasse, a chi non piacerebbe? Ma se questo comporta che in pratica non hai alcun diritto e hai un reddito bassissimo, che te ne fai?
            Ti faccio un esempio banale: i codici di comportamento nelle aziende USA a volte sono una realtà distopica – in un paese del socialismo reale medio di sicuro non era peggio perché erano concentrati più che altro sul non criticare il governo, non gliene fotteva niente se Tizio scopava con la collega fuori dall’orario di lavoro o in pausa pranzo (fallo negli USA e ti licenziano). Negli USA c’è il discorso che se non ti va bene te ne puoi andare e cercarti un altro lavoro ma se questo comporta grosse perdite di reddito e un certo tempo a cercarlo è comunque una grossa punizione e se vai a vedere bene non è sicuramente inferiore come punizione al Credito Social Cinese che per prima cosa ti revoca il passaporto per 2 anni. Questo non per dire che il sistema cinese vada bene, ma che se metti tutto in mano ai privati che ti tengono economicamente per le palle il risultato è lo stesso: i diritti del 90% più debole vanno difesi con la forza da uno Stato democratico.

            Il Covid19 è molto più potente dell’influenza normale, io conosco tre soggetti fragili che sono morti, nessuno che sia stato in terapia intensiva ma alcuni in perfetta forma fisica che se la sono fatta a casa e sono sopravvissuti benone PERO’ le loro descrizioni variano da “bruttissima, molto più forte di qualsiasi influenza abbia mai preso” a “credevo di morire”.

            Questo non vuol dire che tutte le misure siano state perfette o giuste, e prescinde dal discorso che alcuni vaccini sono a nuova tecnologia e praticamente sperimentali.

            Un esempio che mi viene in mente è il discorso della messa di Natale: è stato assurdo farla alle 8 di sera invece che a mezzanotte, sembra un dispetto perché le possibilità di contagio sono identiche a tutte le ore e non c’è il rischio di confusione: è un evento speciale una tantum.
            Sono quei compromessi politici ricidoli: o la proibisci in presenza e la trasmetti in streaming e in TV (così previeni i contagi) o la fai a mezzanotte. La soluzione intermedia indica poca serietà.

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          3. Ho capito l’ antifona del tuo post e condivido qualche transito. Io faccio parte dell’ esercito di precari che in un mondo destatalizzato non se la passerebbe meglio. Una volta esisteva la socialdemocrazia oggi non ho la più pallida idea di cosa si possa tirare in ballo. Forse i compartimenti stagni dell’ individualismo, può darsi che se fossi ricco i poveri starebbero sul cazzo pure a me, non è simpatico mangiare in un bellissimo ristorante con grosse vetrate dalle quali si intravedono tizi che bestemmiano tra i denti e girano con i vestiti fuori moda.

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          4. ericlauder
            @@
            Il Covid19 è molto più potente dell’influenza normale,
            @@

            E’ così, il problema è farlo capire ai complottisti.
            Personalmente, tra il 2020 e il 2021 ho conosciuto quattro uomini che si sono ammalati di Covid-19, tutti finiti in intensiva, fra questi uno che per due settimane consecutive ha avuto la febbre a 39.
            Sono sopravvissuti ma tutti e quattro non hanno più lo stesso fiato di prima.
            Infatti si stancano molto più facilmente.
            Uno è un ultra settantenne, mentre gli altri tre hanno rispettivamente 61, 54 e 45 anni.
            No, il Covid-19 non è una normale influenza.

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          5. Non ha senso cercare di farglielo capire: chi è complottista mica lo è solo sul Covid19, è “scemo a tutto tondo” qundi anche se capisse qualcosa su quello passarebbe ad altre cavolate. E’ una battagia persa.

            Poi dipende: io ho un collega che è complottista sul Covid19 ma solo perché è un periodo che è incazzato nero su tutto e dice di no a tutto. Infatti ti piazza due paroline per razionalizzare tipo “vaccini transgenici” ma lo fa per darsi un tono, infatti se lo fai parlare ti dice “mi dicono che va fatto e io non lo faccio proprio per quello! Frega niente, adesso dico no a tutto anch’io!” 😀 LOL 😀
            Quello se gli si risolvono un paio di problemi che ha, poi il vaccino se lo fa senza problemi.

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          6. Pensa il danno che fanno i complottisti: il virus potrebbe (è una possibilità, tutt’altro che certa) essere di origine artificiale e uscito dal laboratorio di Wuhan, ma siccome i complottisti lo hanno messo nel loro minestrone di cazzate questa cosa ha avuto MENO credibilità di quanto avrebbe avuto se non ne parlavano!

            E’ come le “statistiche” (senza fonti) gonfiate a dismisura della De Mari sui danni del sesso anale: sono talmente irrealistiche e bombarda talmente a tappeto che scredita anche chi dovesse tentare un approccio razionale.
            Ad esempio:
            https://www.cdc.gov/std/statistics/prevalence-incidence-cost-2020.htm
            Qui ci sono le statistiche di TUTTE le malattie sessualmente tramissibili.
            La De Mari su 10 tipologie prende solo i due-tre tipi che sproporzionatamente colpiscono i gay, e cita solo quelle, non felice di questo raddoppia le percentuali.
            Nel suo cervello pensa di stare facendo apparire male i gay, ma l’effetto con la persona comune è di screditare qualsiasi critica che suoni simile alla sua. Quindi se uno dice: “La sifilide ha un tasso altissimo tra i gay: 47% del totale dei nuovi casi, DIECI-QUINDICI volte la proporzione di popolazione che rappresentano. La Clamidia invece è diffusa principalmente dalle donne etero https://www.cdc.gov/std/chlamydia/stdfact-chlamydia.htm che sono sia le più affette che quelle che la diffondono di più”
            E’ screditato, perché ha attaccato i gay con un argomento simile a quello della De Mari, che però ha citato SOLO la sifilide e ha sparato il 90%.
            Però il fatto che tra i gay sia il 47% è un problema VERO che andrebbe analizzato e affrontato. Solo che non puoi affrontarlo perché ti ridono tutti dietro se hanno sentito la De Mari (o gente simile) che ne parlava come se fosse l’UNICA malattia sessualmente trasmissibile e oltretutto raddoppiando la percentuale.
            Oltretutto è anche dannoso per chiunque si fidi e non controlli: perché da’ l’idea che le malattie sessualmente tramissibili si prendano SOLO con il sesso gay, e quando si beccano la Gonorrea o la Clamidia si chiedono “come mai? Mica ho fatto sesso gay!”. O addirittura si prendono una malattia tipica del sesso anale, ma con rapporti etero: anche li’ pensano che succeda solo tra i gay e non capiscono perché…

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          7. E’ l’esatto opposto: senza l’onnipresenza dello stato, da cui troppi dipendono, ci sarebbe la vera libertà. Le persone si darebbero da fare per essere autonome e non ricattabili, beneficiando anche della tassazione praticamente nulla. E la libertà comporta anche la possibilità di associarsi PRIVATAMENTE per raggiungere fini non raggiungibili dal singolo (così per la copertura sanitaria).
            Lo stato liberale dà i mezzi per essere liberi, poi se si è ritardati la libertà non te la garantirà mai nessuno (vedi i codici di comportamento e uno dei possibili strumenti da te citati).
            La libertà ovviamente va difesa, ma non mettendosi nelle mani di un’entità la cui forza è del tutto scollegata da quella dei cittadini, che devono difendersi con le armi e con la partecipazione a quella forza.

            Io invece non conosco nessuno che abbia preso l’influenza in modo grave, probabilmente perchè frequento persone giovani. L’unico che l’ha presa in modo un pò pesante e prolungato è stato vittima di quello che può essere ben definito come un tentato omicidio, in quanto non lo hanno curato in alcun modo e hanno atteso, con la sola tachipirina (che tra l’altro non va data: ormai dovrebbero saperlo tutti), la spontanea guarigione. Si trattava comunque di un ultrassessantenne.
            Che l’influenza non sia così grave lo puoi ricavare dagli stessi dati forniti dal Governo, che evidenziano come a morire siano soggetti di età molto avanzata e con più patologie addosso. Nessun ventenne e nessun adolescente è morto. Non è la peste del Trecento.
            Le misure restrittive della libertà sono palesemente sproporzionate. Chiunque non sia rincoglionito dalla propaganda se ne rende conto. In USA metà degli stati ha eliminato ogni restrizione e si sta meglio di prima. Ma lì sono armati (soprattutto in quegli stati) ed instaurare una dittatura sanitaria è più difficile.
            E’ evidente che l’obiettivo è ottenere l’atto di sottomissione – il vaccino – preludio di una vita di controlli e limitazioni tipiche di uno stato comunista, negando le efficacissime ed economicissime cure ormai note.

            Sulla messa di Natale, se io fossi cattolico, penserei male. E’ l’ennesima aggressione alla loro libertà di culto. Poi io penso tutto il male possibile di quella religione e quindi me ne frego.

            Vito, il comunismo non risolve la povertà: ti riduce al livello di sussistenza e ti toglie tutta la libertà, perchè per la tua stessa sussistenza dipendi in toto dai comunisti, cioè dall’oligarchia che gestisce tutte le proprietà in seguito all’eliminazione dei piccoli proprietari, la cui esistenza e il cui numero sono garanzia di libertà.

            Frank, dare del complottista a chi ti espone dei dati che tu stesso puoi ricavare dalla semplice osservazione della realtà è una barzelletta.
            La febbre a 39 non giustifica la dittatura e qualsiasi persona non curata può finire in terapia intensiva. Basta un semplice raffreddore.
            Aggiungo un’altra osservazione: lo sai che per un anno si è governato mediante atti che non possono limitare alcuna libertà e che invece l’hanno limitata come mai nel dopoguerra. Questo non ti sembra eversivo? Forse parlare di dittatura sanitaria non è tanto improprio? Che dici?

            Eric, ribadisco che è tutto alla luce del sole e di sragionamenti tu ne fai parecchi (ultimamente le tasse in base ai lavoratori assunti), quindi modera i toni.
            Poi se vuoi sottoporti ad una terapia sperimentale, della quale tu sei costretto ad assumerti tutte le responsabilità, per altro a virus in corso, per evitarti l’influenza, io mico te lo vieto. L’importante è che nessuno sia costretto a questa grave forma di sottomissione. Del resto se uno ha paura di vivere, può sempre rintanarsi in casa, senza dare fastidio a chi non è ipocondriaco.

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          8. Io sono contrario all’obbligo vaccinale, SPECIE visto che i vaccini sono nuovi e non c’è NE’ responsabilità da parte del produttore NE’ la massa di informazioni che ci sono su vaccini più rodati.
            Mai fatto il vaccino per l’influenza: non la prendo mai, l’ultima volta è stato tipo 15 anni fa e mi è durata un pomeriggio: avevo la febbre al pomeriggio, sono andato a dormire presto con la febbre, la mattina stavo bene, ero solo leggermente debole.
            Qui il rischio era anche e soprattutto contagiare persone fragili, ad esempio mio padre se l’avesse preso ci lasciava le penne di sicuro, mia madre forse. Infatti dopo che sono stati vaccinati mi sono tranquillizzato anch’io: io al momento ho fatto una dose sola con Pfizer, l’altra l’ho saltata perché andavo in ferie: tutte le persone fragili che conosco hanno fatto il ciclo completo, io ho come minimo immunità parziale (il virus è fottuto se mi prende, sono già forte di mio), secondo te rinuncio alle ferie per la seconda dose?

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          9. Comunque non sono comunista. Ho letto di tutto, dal mein kampf a Sant Agostino passando per Mao e Schopenhauer e non saprei definirmi. Credo di avere sufficiente intelligenza sociale da poter passare una serata amabile con un criminale un professore universitario o una mignotta, ma soprattutto ho capito che la vita è una ruota che gira quindi non mi preoccupo più di tanto. Un saluto

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    1. https://www.milleunadonna.it/attualita/articoli/forze-armate-speciali-sas-donne/
      @@@
      Prove fisiche più facili per le soldatesse delle forze armate speciali: ufficiali contrari
      Alle donne che aspirano ad entrate nelle Sas britanniche verrebbe permesso di portare carichi più leggeri e gli istruttori si ribellano

      Le forze armate speciali inglesi cercano di aprirsi alle reclute femminili ma non ricevono consensi unanimi. Come rivela il Sunday Times, l’idea non piace agli ufficiali perché questa apertura sarebbe subordinata all’ipotesi di alleggerire il massacrante addestramento previsto per entrare nelle Sas. Sarebbe un po’ come quando si facevano le gare di corsa fra maschi e femminine ma i primi, per cavalleria e per senso della misura, facevano partire le amichette dieci metri prima. Lo stesso principio dovrebbe essere applicato dalle truppe che, in passato, furono protagoniste di operazioni leggendarie come l’assalto all’ambasciata iraniana a Londra nel 1980 o le incursioni dietro le linee irachene, nella prima guerra del Golfo, per distruggere gli Scud, i missili di Saddam Hussein.

      Discriminazione
      Insomma sarebbe una discriminazione a favore delle donne quella cui penserebbero i comandi militari britannici per consentire alle soldatesse di entrare nei ranghi del corpo d’élite. In assenza di queste facilitazioni le donne avrebbero infatti difficoltà a superare le ardue prove fisiche richieste. La proposta ha però causato stupore e rabbia fra gli ufficiali, in particolare fra i sergenti addestratori, considerati i custodi dell’eccellenza del reggimento e della sua reputazione.

      Selezioni diverse per maschi e femmine
      L’idea è di inserire cambiamenti nella prima fase delle selezioni, quando le reclute devono marciare su terreni montagnosi trascinando con sé pesanti equipaggiamenti: alle donne verrebbe permesso di portare carichi più leggeri e concesso pure più tempo per completare i test. Il tutto sarebbe stato pensato per evitare quanto accaduto negli Usa, dove quest’anno la prima donna ad arruolarsi nei Navy Seals (i celebri marines) è stata costretta ad arrendersi poco dopo l’inizio dell’addestramento.

      Addestramento massacrante
      Negli ultimi anni solo l’8 per cento dei candidati (maschi) ha superato l’addestramento delle Sas: e si tratta in genere di militari che già provengono dal reggimento paracadutisti o dai Royal Marines. L’addestramento speciale dura sei mesi e la prima fase consiste in una serie di marce forzate attraverso i terreni sconnessi del Galles. Al termine di questo periodo c’è la «test week»: cinque marce di 25 chilometri in cinque giorni consecutivi seguite da una marcia finale di 60 chilometri da terminare in venti ore. Durante queste prove bisogna portare uno zaino con peso crescente: dai venti chili iniziali ai quasi trenta chili finali. Chi supera queste prove massacranti deve poi sottoporsi a un periodo di addestramento nella giungla del Belize, seguito da un esercitazione di «evasione e fuga» e da un test di resistenza all’interrogatorio sotto tortura.

      I dati statistici
      Se c’è di che spaventare gli uomini più possenti, figuriamoci le donne che, per quanto possano essere fisicamente dotate, difficilmente potrebbero superare la prima settimana di corso. Una recente analisi condotta sulle reclute ha infatti rilevato che soltanto il 4,5% delle donne soldato possiede i requisiti fisici necessari per servire in fanteria: che pure adotta standard decisamente più bassi delle truppe speciali. Ma l’anno scorso il governo britannico ha deciso di autorizzare le donne a servire nelle unità impegnate in combattimenti corpo a corpo e alla fine del 2018 tutti i ruoli nelle forze armate dovrebbero essere alla loro portata.
      «C’è la determinazione a introdurre le donne nelle forze speciali – ha spiegato una fonte al Sunday Times – e ci saranno cambiamenti nella selezione ma non è questione di abbassare gli standard: è questione di livellare il campo di gioco», cioè di far partecipare le donne ad armi pari. Ma la decisione sembra destinata ad incontrare notevoli resistenze.

      4 dicembre 2017
      @@@

      Ricordo che anche negli USA si erano inventati qualcosa che faceva risultare le prove fisiche “uguali”, mentre in realtà non era affatto così.
      Il problema è che non riesco a ritrovare quegli articoli.

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      1. Non ti preoccupare per gli articoli, l’antifona è chiara….deve andare cosi, devono togliere posti di comando agli Uomini, ovviamente in prima linea ci andranno solo gli Uomini. Quello che vogliono è la carriera militare.,,,,se abndasseroi a crepare in prima linea glielo lascereri fare.

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  3. Infatti sarei curioso di sapere se le prove sono state le stesse…
    Resta il fatto che i giornalisti sono sempre pieni di merda nei loro cervelli bacati.
    Subito fanno riferimenti al “soldato Jane”, alle “barriere di genere che cadono”, etc.
    Degli autentici minorati mentali.
    (Lo stesso dicasi di quei generali statunitensi che affermano di essere “entusiasti” di avere delle femmine nei corpi speciali)

    Non ce n’è uno in grado di evidenziare che le femmine non sanno creare eserciti e non ce n’è uno che dica:
    “Bene, creiamo dei battaglioni femminili, addestrati da femmine, così la si finirà anche con la storia delle molestie sessuali”.
    Perché un altro particolare che i minorati in questione si guardano bene dall’evidenziare, è quello relativo al fatto che la presenza di donne in situazioni di rischio distrae e disarticola i cosiddetti “male bond” (legami maschili) che sono alla base della compattezza e saldezza morale dei reparti sottoposti allo stress di combattimento. L’istinto cavalleresco maschile (che essendo un istinto è ben poco razionalizzabile) porta inevitabilmente il soldato maschio a sacrificarsi per la soldatessa femmina, anche a detrimento del risultato operativo complessivo che si vorrebbe raggiungere.

    Inoltre la possibilità che delle soldatesse cadano nelle mani di un nemico VERAMENTE cattivo e spietato, getterebbe nel panico la pubblica opinione, con risultati devastanti. Si pensi alla cagnara mediatica originatasi in Occidente ai tempi della cattura della maestrina dell’Illinois, Jessica Lynch, finita per sbaglio fuori strada, in mano al nemico: Per liberarla sono state impegnate forze, soldi ed energie assolutamente spropositate.
    Un “esercito di Jessica Lynch” rappresenterebbe una sicura rovina per qualunque nazione.

    Nonostante ciò, mi auguro di vedere, prima o poi, un bel numero di soldatesse (statunitensi e non) crepare in guerra, in nome delle pari opportunità.

    @@

    PS: leggi qua.
    https://www.cmrlink.org/issues/full/supreme-court-denies-petition-to-include-women-in-selective-service-draft-registration

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    1. Su twitter ho fatto la stessa domanda, se ce l’ha fatta da se o con test facilitati.
      La mia idea, è che tutto ciò serve a sottrarre terreno di comando agli Uomini, perche sono sicuro che in prima linea ci mandano sempre gli Uomini, mentre lei farà carriera come comando

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