Perché le vecchie come Dacia Maraini non si lasciano crescere i baffi in supporto a Movember?

E’ una cosa che mi è venuta in mente non molto tempo fa: alle vecchie, dopo la menopausa, incomincia a spuntare un po’ di peluria tra il naso e la bocca. Molto spesso anche sul mento.

Come mai non lasciano crescere la loro naturale peluria?

Come spiegarlo?

Con una voglia di ristabilire la rappresentazione corporale della giovinezza e pertanto del valore riproduttivo di una fertilità femminile in realtà svanita?

In tutto il corso della Storia, in ogni tempo e in ogni luogo, un aspetto giovane e fertile ha sempre assegnato un maggior valore alle ragazze rispetto alle vecchie in menopausa.

Cosa ci indica pertanto questo radersi i baffi delle vecchie?

Dobbiamo forse pensare che tante brave nonne di famiglia, tante studiose, intellettuali, attrici, femmine di legge, quote rosa in politica, sentano che qualcosa o qualcuno stia sottraendo loro i segni visibili della dignità femminile data da un aspetto fertile e senza baffi? E che per questo, quindi, strappano via sistematicamente dal loro volto i pur naturalissimi peli pur di riportare in vita un orgoglio femminile messo in pericolo? Ma in pericolo da cosa? Da chi?

A me pare che i peli sopra la bocca, ed a volte anche sul mento, di una vecchia, siano perfettamente naturali, e penso che una nonna possa esprimere il suo valore in altro modo che non estirpandoli.

Oltretutto se Dacia Maraini e tutte le altre anziane con peli sulla faccia evitassero di eliminarli potrebbero fare anche del bene: potrebbero ad esempio dare infatti il loro contributo all’importante iniziativa di Movember il cui scopo è di favorire la diagnosi precoce del cancro alla prostata, aumentare l’efficacia dei trattamenti e ridurre così il numero di decessi maschili: https://it.wikipedia.org/wiki/Movember

Articolo ispirato da quelli in cui l’attempata Dacia Maraini, pur rimuovendo i peli dal suo volto, discetta sulla barba maschile:

https://www.corriere.it/opinioni/17_novembre_21/ritorno-barba-orgoglio-maschile-cdb68962-ce0a-11e7-a3ca-40392580f143.shtml

Altri la criticarono, ma a me non interessa molto, mi piacerebbe semmai sapere perché lei, e le vecchie come lei, si rimuovono sistematicamente i peli dal volto anziché fare qualcosa di utile per i loro nipoti, figli & altri parenti e amici di sesso maschile, partecipando a Movember:

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/che-barba-e-che-noia-femministe-anti-barba-1466163.html

http://quiquotidiano.it/2017/11/27/la-maraini-tricofobica/

26 thoughts on “Perché le vecchie come Dacia Maraini non si lasciano crescere i baffi in supporto a Movember?

  1. secondo me è dovuto all’astinenza sessuale da record nella fascia tra i 18 e i 29 anni. se non hai la fidanza allora ti curi anche meno nell’aspetto. ma dubito che la Maraini riesca a capirlo.

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    1. Ehhhmmm…nel mio mondo quelli che facevano tanto sesso non avevano una fissa, avere una fissa era la soluzione media per non dire mediocre…e avere una fissa significava rammollirsi, magari non troppo ma un po’ si.

      Non credo, infatti anche le vecchie non fanno sesso eppure i baffi se li tagliano.

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      1. Eric, in certi contesti (tipo il mio di provincia) invece il modo più sicuro per fare sesso era avere una fissa, perché l’alternativa significava quasi sempre essere a stecchetto completo, tranne rare occasioni (per i più fortunati).
        Però concordo che chi era in storie di luuunga data (anni) tendeva più sovente a lasciarsi andare fisicamente, al contrario dei single che erano tendenzialmente “in cerca”. I single che apparivano trascurati lo erano da sempre e magari neanche per loro volontà (es. obesi fin dalle medie).
        Molti poi secondo me non si rendevano neanche conto di non valorizzarsi, al contrario di noi femmine tra maschi – perlomeno all’epoca – non c’era la cultura del curare il look per renderlo più attraente e caratterizzante.

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    2. Ma non c’è quella corrente di cui al momento non mi viene in mente il nome, tanto di moda? I finti casual, quelli che ci mettono due ore per vestirsi in modo che sembri che rifiutino la moda… mannaggia, come si chiamavano? HIPSTER, ecco!!!
      Comunque anche le barbe finto-incolte sono uno dei loro tratti tipici, ci spendono un bel po’ per tenerle lunghe al punto giusto.

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  2. Attenzione, qui il discorso potrebbe prendere una piega da pelo sullo stomaco oltre che sulla faccia. Mi spiego, ho notato signore parecchio age’ ( divorziate ma anche no) comportarsi come una ventiquattrenne di fronte a maschi zerbinanti e richiedenti validazione. Sarebbe interessante avere la tua opinione sul concetto di muro che secondo molti manospheristi si è spostato molto in avanti nel nostro paese di santi, poeti, navigatori e dementi.

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    1. Io non ho mai visto nessuno zerbinare le 60enni e oltre, ho visto ragazzi provarci con donne mature allo scopo di fare esperienza ma parliamo di cose tipo lui 20 e lei 35.

      Il muro è la menopausa, non si può spostare. Se poi uno dice che si è spostato “in Italia” siamo messi molto male.

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      1. A me è capitato di vedere situazioni paradossali in ambito di lavoro. Tipo sottoposti portare cornetti e caffè ad attempate signore già in menopausa responsabili del personale, lanciarsi nel frattempo anche in complimenti arditi in cene prenatalizie tipo ” Signora Giulia, lei è ancora piacente sono sicuro che molti uomini le girano intorno come quando aveva ventisette anni ” etc. Però certamente hai ragione, non è a scopo sessuale ma è comunque zerbinismo. Personalmente non sono mai scortese con le donne sul posto di lavoro ma neanche mi va di fare conversazione amabile, tante volte mi è capitato di tagliare corto e andarmene ed è un atteggiamento che può dare fastidio. Praticamente con queste come fai sbagli 😉

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        1. Il sottoposto che lo fa con la manager HR evidentemente ha altro scopo, di tipo economico, tipo salvaguardare il posto di lavoro oppure ottenere più velocemente un avanzamento.
          Se ci fosse stato un uomo all’HR si sarebbero messi a parlargli di calcio, se è un appassionato, o di politica, se tira a quello. Ovviamente cercando di dire cose che a lui piacciono.

          Secondo me per valutare lo zerbinismo, o l’assenza di zerbinismo, si deve valutare anche la posizione dell’individuo che si comporta in una certa maniera, il contesto.

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        2. Secondo me il sesso va tenuto rigorosamente fuori dall’ambiente di lavoro, anche a livello verbale (niente riferimenti al sesso), con l’unica eccezione nel caso in cui:
          * Lei manda per prima forti segnali ed è una tua superiore.
          In quel caso però si agisce, non è che si fanno discorsi sul sesso.

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        3. Le HR manager femmine sono un mio incubo. Non so come siano in genere, dico solo che la mia esperienza è tremenda. Una era uno squalo mandato apposta per schiacciare i dipendenti, e per fortuna di lì a poco cambiai azienda, l’altra non era così cattiva ma era abituata a mentire, inventandosi regole e leggi per non discutere. Gli HR manager maschi, invece, sono stronzi solo al 65%. In ogni caso è una cricca da cui è meglio tenere le distanze, dopotutto il loro scopo è incularti.
          Oddio, quello che ho adesso mi sta pure simpatico. Ha i suoi difetti, ma almeno generalmente si pone in maniera educata e positiva, per me vuol dire molto. Lo so che non è mio amico, ma non è gratuitamente bastardo, e già questo, in un HR è una gran cosa.
          Detto questo, ho una collega in ambito HR che secondo me è ancora molto piacente, trovo naturale farle i complimenti quando la vedo. Diciamo che nella zona amministrativa, le femmine tendono a fare a gara a infighettarsi, non sto qui ad analizzare i motivi; dico solo che la stessa persona ben truccata, con vestiti scelti con cura e tacco 12, fa una figura ben diversa rispetto a quando indossa jeans, maglietta e scarpe ginniche, come fanno quelle nella zona di noi peones.
          La collega in questione è decisamente una MILF, spero di non essere classificabile come zerbino 🙂

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          1. Io negli ultimi cinque anni ho cambiato quattro aziende diverse con alcuni periodi di inattività. In tutte la supervisione del personale era affidata a donne, ora il fatto è che non rimango molto in un posto, se non mi mandano via loro me ne vado io. Questo mi dà sempre un’ aria tranquilla come se fossi un super dritto sicuro di se al quale scivola tutto addosso ma in realtà è solo disillusione, quindi spesso non c’è neanche modo di coltivare antipatie. Non riuscirei mai a stare tipo quindici anni nella stessa azienda e con la stessa gente, cazzo se volevo una vita così mi sarei sposato una strappona e pagato un mutuo per una casa che nel frattempo sarebbe appartenuta ad un banca e successivamente a lei.

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          2. Io non ho mai lavorato per aziende così grosse da avere un ufficio/persona specificamente preposta al personale (vi ho solo fatto qualche colloquio, senza risultato); anzi addirittura in un caso mi sono trovata io a fare colloqui di selezione personale in duetto con un collega, pur non avendo nessuno dei due formazione HR 😅
            Ma perché dici che “ti sono nemici”? Hanno più la funzione di tagliatori di teste, che quella di valorizzazione delle capacità o di supporto in situazioni critiche?

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          3. Stare al telefono a parlare non si sa bene con chi, forse con altre HR femmine per scambiarsi opinioni sull’ estetica dei nuovi arrivati. Comunque per far parte dei quadri bisogna usare un inglesismo ogni tre parole e avere l’ aria di chi prende decisioni fondamentali non per le sorti dell’ azienda ma dell’ intera umanità. Nella maggior parte dei casi questa è gente che quando manca il lavoro procede meglio, esattamente come i vigili urbani agli incroci.

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          4. Io una volta mandai una comunicazione all’HR traducendo in inglese una parte del testo, una parola a caso ogni 5 in media, ma scegliendo solo quelle lunghe / significative, in modo da rendere il testo apparentemente “erudito”.

            Per capire, la suddetta frase diventa così.

            Io una volta mandai una communication all’HR traducendo in English una parte del testo, una random word ogni 5 on average, ma scegliendo solo quelle long / relevant, in modo da rendere il testo apparently “erudito”.

            Da allora se comunicano per iscritto con me scrivono 100% in italiano. Non c’è neanche mezza parola in inglese.

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          5. Diciamo che fanno il gioco dell’azienda, sembrano usciti da “1984”. Sono la radio che dice “il popolo è entusiasta per l’aumento della razione di cioccolato a 100g” quando in realtà è stata ridotta da 200 a 100. Non è una battuta: ti tolgono qualche privilegio frutto di accordi di dieci anni prima e poi ti dicono: “Visto che bravi? In un clima così difficile, siamo riusciti a toglierti SOLO quello” (il clima è sempre difficile). Il loro obiettivo è ridurre i costi in qualsiasi modo, ma un HR bravo non prende i dipendenti di petto, li convince di essere dalla loro parte.

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          6. @Chiara: a parte la funzione “politica”, l’HR si occupa di un sacco di burocrazia, soprattutto in un paese come il nostro, che ha 1000 regole, leggi ed eccezioni. Gestiscono e verificano cose come i permessi per malattia, ROL e altre causali, fanno controlli, preparano dati per gli organismi di controllo e per la casa madre… a parte tutto, penso che abbiano parecchio da fare.

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          7. Non ho mica capito, Eric 😅
            I sindacati in realtà stanno dall’altra parte e cercano di contrastare questa cosa. Quando ci sono accordi basati sulla buona fede, promesse aziendali non formalizzate in un contratto,non ci si può fare niente per legge. A noi è successo così più e più volte.
            Il fatto però di parlarne tra noi assieme alla rappresentanza sindacale, quanto meno mette in evidenza la cosa e la fa conoscere ai disattenti. Fosse per l’HR, te lo direbbero negli ultimi 2 paragrafi di qualche mail lunghissima e pallosa su argomenti che non toccano noi. Così loro sono legalmente a posto, ma di fatto quasi nessuno sa che quello che prima ci davano o che si poteva fare, da questo momento viene a mancare.

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          8. Mah, quel che ho visto io è che l’HR rarissimamente si prende la briga di giustificare le sue scelte o indorare la pillola ai dipendenti: questo è ciò che fa il sindacato. L’HR invece dice “così è, anche il sindacato l’ha firmato, parlatene con loro”.

            E’ una delle principali ragioni per cui ho mollato il sindacato: non mi piace andare a minimizzare e giustificare arretramenti dei diritti dei lavoratori.
            Io non sono pagato per questo, anzi: non sono proprio pagato – la paga me la danno per fare tutt’altro. Quindi faccio il tutt’altro, mi paghi, e le giustificazioni e indorature di pillola aggratis le fanno altri – di solito evitano di farle quando sono presente io altrimenti sono volatili per diabetici anche oggi.

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  3. Per una curiosa coincidenza, leggendo stamattina un giornale del 1911 (in famiglia siamo appassionati di antiquariato), ho trovato un articolo che parla di… barbe, peluria femminile e un pizzico anche di femminismo! 😀
    Te lo giro via mail, se pensi possa interessare usalo pure.

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  4. Le mie esperienze lavorative sono molto diverse, ma a parte questo, di una cosa sono più che sicuro: lavorare è una grandissima rottura di coglioni a prescindere.
    Il dramma (per me) è che dovrò lavorare ancora parecchi anni, prima di andare in pensione, per giunta con quattro soldi.
    Mah…

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  5. Eric, hai poi ricevuto quelle mail con l’articolo del 1911?
    Non avendo visto riscontro mi rimane il dubbio non siano arrivate …

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    1. Si, grazie, è arrivato tutto ma a quanto pare è la mia risposta (che diceva solo grazie) che non è partita: Yandex alle volte lo fa con i messsaggi corti.
      La foto della statua la userò probabilmente per un articolo.

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