Lo stato dell’androsfera italiana – edizione 2021.

Sarò piuttosto breve.

Al momento la narrativa dell’androsfera italiana sembra essere focalizzata principalmente sul ruolo di padre all’interno di una relazione monogamica seriale eterosessuale – ovvero sull’utilità maschile nei confronti della società, di donne e bambini. In altre parole: legge 54/2006 e tutto ciò che gli ruota intorno. Un tema per così dire, per utilizzare un concetto femminista, decisamente “patriarcale”.

L’opposizione femminista è almeno altrettanto “patriarcale” se non di più: donne che vantano i “lavori di cura” che svolgono, vogliono mantenimento e casa, e sono chiaramente convinte che i figli siano “cosa loro”. Queste donne si fanno inoltre vanto di una loro – vera o presunta – sessualità che può grossomodo definirsi con i termini “ridotta, moralistica, bigotta, puritana”.

L’argomentazione ricorrente e principale dell’androsfera sembra essere, più o meno: “anche i padri sono molto utili, anzi indispensabili” abbinata a “anche i padri svolgono parecchi lavori di cura”.

Le femministe stanno molto probabilmente vincendo codesta battaglia: nel prossimo autunno entrerà nel vivo la riforma del processo civile, e sono pronti emendamenti – prima firmataria Valeria Valente e supportati da Forza Italia, Italia Viva, Movimento 5 Stelle, LeU e PD – che nella pratica assimilano la presentazione di una denuncia con la condanna per i fatti imputati all’accusato: https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2021/08/02/appello-de-la-fionda-ecco-il-femminismo-della-cura-in-azione/

Al secondo posto come narrativa “anti-femminista” più diffusa nell’androsfera, sembra esserci tutto il tema su “differenza di potere sessuale” / “ipergamia”. Con il bizzarro uso di “ipergamia” (che significa “STIPULARE CONTRATTO DI MATRIMONIO con persone socialmente/economicamente più elevate”) che viene utilizzato in riferimento alla sessualità tout court.

In questo caso non è che le femministe stiano vincendo: non c’è mai stata battaglia, e non può esserci, perché in effetti non saprei neanche su COSA potrebbe esserci una qualche “battaglia”. Questa seconda narrativa infatti si limita ad evidenziare un dato di fatto: la maggiore selettività e il minor desiderio sessuale femminili danno alle femmne un grosso vantaggio dal punto di vista sessuale rispetto agli uomini. Cosa risaputa e confermata più o meno da tutti, comprese le stesse femministe che sfottono regolarmente gli uomini su questo tema.

Quindi in pratica abbiamo:

  • Una battaglia puramente difensiva.
  • L’evidenziazione di un dato di fatto, qualcosa di risaputo.

E’ stata poi parecchio diffusa, la metterei al terzo posto, una specie di battaglia “sociologica-antropologica”, anch’essa difensiva, in difesa di una concezione di una roba tipo “la filosofia dell’antropologia”, contro il DDL Zan, con una linea principale consistente più o meno nel ripetere le argomentazioni delle femministe radicali come Marina Terragni e di ArciLesbica (anzi, citandole e vantandole come “femministe di buonsenso”). Faccio notare che le suddette “femministe di buonsenso” sono però accanitamente contro l’androsfera nella prima battaglia che abbiamo citato e quindi in linea di massima possono descriversi come aderenti alla linea politica già descritta ovvero quella de donne che vantano i “lavori di cura” che svolgono, vogliono mantenimento e casa, e sono chiaramente convinte che i figli siano “cosa loro”.

Al momento l’unica linea non contraddittoria e dotata di una sua coerenza arriva dall’ala cattolico integralista dell’androsfera: il ritorno alla famiglia tradizionale – intesa come “senza divorzio” e “niente sesso al di fuori del matrimonio”. Dimenticando però un paio di particolari non certo irrilevanti, ovvero anzitutto che ci si sposa in due e che tale formula fu rigettata in primis dalle donne, e che quindi, se si volesse reimplementare una cosa simile ci si dovrebbe ovviamente focalizzare sul convincere le donne della sua bontà, specie considerando che viviamo in un contesto in cui i progressi tecnologici hanno reso le donne oggettivamente molto più socialmente influenti ed economicamente indipendenti rispetto a tempi e luoghi in cui tale sistema era (è) implementato… :

Il secondo particolare, ancora più importante, è il fatto che anche l’Islam propone una formula analoga, offrendo (perlomeno in UK) immediatamente, hic et nunc (qui e ora), una sua possibile realizzazione pratica ovvero matrimoni solo religiosi (senza effetti civili quali ad esempio la possibilità di divorziare con leggi nettamente ginocentriche) ed avendo chiaramente meno infiltrazioni femministe/donniste/ginocentriche al suo interno (ad esempio: non risultano infatti dichiarazioni pubbliche di figure di spicco dell’Islam che ripetano alcuni dei concetti fondamentali del femminismo, cosa che invece l’attuale Papa, la CEI, “L’Osservatore Romano” e “Avvenire” hanno fatto più volte, oltreché personaggi cattolici di spicco della politica come Simone Pillon il quale, ad esempio, ha votato persino a favore del DDL 1762 – sempre della Valente – il cui effetto primario sarà colpire la coppia eterosessuale avanzando ulteriormente la narrativa di “tutti gli uomini commettono abusi sulle compagne” grazie a statistiche a senso unico che definiscono “violenza” cose come le critiche all’aspetto, le critiche allo svolgimento delle incombenze domestiche e le manifestazioni di gelosia).

Quindi a nostro giudizio un simile tentativo se avrà successo potrà averlo tramite l’Islam, non certo tramite il cattolicesimo: stante il contesto attuale è più o meno come paragonare, in una corsa, due automobili pressappoco equivalenti ma una delle quali, su 10 kilometri totali da percorrere per arrivare al traguardo, sta correndo al terzo o quarto kilometro, mentre l’altra è ferma a poche decine di metri dalla linea di partenza con il pilota (il pilota, non i meccanici, che sono al bar) impegnato a cambiare due pneumatici forati su quattro.

Pertanto la posizione di questo blog resta invariata al momento: è un blog scritto per chi verrà, perché è lapalissiano che i tempi non sono ancora maturi (neanche di striscio), e il nostro scopo è fornire strumenti concettuali a chi vorrà agire in maniera decisa, organica e non ambigua, senza contraddizioni macroscopiche né inutili concessioni, per cambiare veramente lo stato di cose. Come agiranno? Non lo so, non lo posso sapere e spetterà a loro deciderlo.

3 thoughts on “Lo stato dell’androsfera italiana – edizione 2021.

  1. Fanculo a tutti. Cattolici, mussulmani, tradizionalisti, perbenesti, bigotti, cattocomunisti, moralisti, femministe/i, fascisti, socialisti nazionali ed internazionali, globalisti e localisti. Io l’ unica cosa che considero importante è la mia vita. Lo so, ho appena fatto la scoperta dell’ acqua calda ma ormai la vera utopia è vivere senza che qualcuno ti disintegri lo scroto in tutti i pertugi dell’ esistenza. Una volta bastava farsi i cazzi propri ma oggi non è più sufficiente.

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      1. Se non fosse che queste riflessioni le ho in testa da sempre un cinefilo potrebbe pensare che ho scopiazzato il monologo di Edward Norton nel film di Spike Lee ” la venticinquesima ora” ( altro film che ti consiglio in questo periodo di recupero). Ma è la realtà a suggerire copioni.

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