Incredibile: sito pro-femminista che dice quasi la verità sul numero dei “femminicidi”.

Interessante elenco dei “femminicidi” aggiornato al 23 agosto 2021 su sito decisamente pro-femminista, Il Riformista, che però non gonfia i numeri, riportando un totale di 38:

Beh, quasi:

Bruna Mariotto, 50 anni, è stata uccisa dal suocero Lino Baseotto, 80 anni, con il fucile da caccia. 

Uccisa dal suocero per MOTIVAZIONI ECONOMICHE

https://www.trevisotoday.it/cronaca/spresiano-omicidio-suicidio-conferma-movente-economico-4-giugno-2021.html

Visto?

Non c’entra assolutamente nulla con l’incipit de “Il Riformista”:

Storie di ‘amori malati’, anche se di amore in queste vicende non c’è traccia: donne uccise per gelosia, per un rifiuto, da chi magari non accettava la fine di una relazione. 

Si fa poi un po’ di confusione:

Gezim Alla: in realtà questo è un errore de “Il Riformista” perché Gezim Alla è l’assassino, non la vittima, la vittima si chiamava Dorina Alla. Coppia originaria dell’Albania.

https://www.ecovicentino.it/bassano/pove-del-grappa/martedi-laddio-a-dorina/

Ma, nel complesso, lo considererei semi-affidabile: riportano un numero di 38 quando quello reale è 37, inoltre fanno confusione tra vittima e carnefice in un caso, ma è tutto qui – pare incredibile ma non c’è nessun gonfiamento a dismisura dei numeri.

Poi, certo: si potrebbero fare tante ulteriori considerazioni su particolari tipo il fatto che un notevole numero di assassini si è poi suicidato, e il fatto un terzo degli assassini risulta essere extracomunitario. Si potrebbero persino incrociare questi due dati, scoprendo così che a suicidarsi dopo il fatto sono stati quasi esclusivamente i perpetratori italiani (trattasi forse quindi di un parziale successo femminista? Nel senso che non sono riuscite a prevenire i delitti ma hanno aumentato il senso di colpa negli italiani?).

Ma non è mai stato lo scopo di questo blog: lo scopo di questo blog non è analizzare le motivazioni profonde dei perpetratori, quella è roba da femministe e da chi segue la loro logica – lo scopo di questo blog è fornire strumenti concettuali per far comprendere agli uomini – TUTTI, extracomunitari compresi – la realtà che li circonda. Che consiste nel fatto che a fronte di 37 femminicidi reali si strilla siano 105 e si richiedono misure speciali, che sono rivolte contro QUALUNQUE uomo.

8 thoughts on “Incredibile: sito pro-femminista che dice quasi la verità sul numero dei “femminicidi”.

  1. Adesso spero che non mi arrivino le notifiche sul tubo dei video della Bruzzone mentre ascolto i System of a Down. Me la immagino con le labbra a 2 e 8 e lo sguardo conturbante e penetrante mentre mi spiega che queste cifre non corrispondono alla realtà. Il rischio di queste situazioni è che un sacco di gente rimanga disoccupata. Lo stesso rischio paventato da Sciascia quando parlava di professionisti dell’ antimafia.

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    1. Sai come si fa a vedere se credono davvero alle cose che dicono?
      In altro contesto gli parli di uomini che non vogliono assolutamente mettersi una in casa perché pensano che le leggi siano sbilanciate a favore delle donne.

      Poi guardi cosa rispondono:
      Se dicono “meglio così, anche se le leggi non sono sbilanciate a favore delle donne” allora può darsi che siano sincere.
      Se invece cominciano a demonizzare quegli uomini e dirne di tutti i colori (OVVERO: VOGLIONO RICONDURLI ALL’OVILE) allora di sicuro mentono sapendo di mentire sul “femminicidio”.

      Se uno pensi sia paranoico perché vede sbilanciamenti che non esistono, ti pare il caso nel bel mezzo dell’emergenza “femminicidio” attaccarlo perché non vuole vivere con una donna?
      Chiaro che no, la metteresti a rischio: quello è già paranoico, si sa mai cosa potrebbe combinare…

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      1. Tra l’altro io non potrei perché vivo in 30 metri quadrati, per mettersi una in casa bisogna considerare almeno 20 paia di scarpe. Brutte teste di cazzo, io ne ho un paio per uscire e un altro per lavoro, talvolta le due casistiche coincidono.

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        1. Vito, conosco alcuni uomini che non si mettono una in casa perché hanno il riscaldamento malfunzionante, oppure non ce l’hanno per niente e si scaldano con una stufetta elettrica, al massimo col camino (se lo hanno).
          Un altro motivo è perché dovrebbero rifare il bagno ma non hanno le necessarie migliaia di euro per sistemarlo.
          Ne conosco uno che pure di inverno si lava con l’acqua fredda e “a pezzi”, perché gli si è rotto lo scaldabagno elettrico e non ha i soldi per cambiarlo.
          I motivi son da ricondurre a lavori precari, disoccupazione e debiti, poi al fatto che di mettersi una pretenziosetta spacca maroni in casa non ne vogliono proprio sapere.
          Parlo di uomini di età compresa tra i 45 e i 55 anni.
          Questo sempre perché “i soldi non sono importanti”, “non fanno la felicità”, bla bla bla etc etc.
          Invece, come sostengo io da una vita, i soldi sono fondamentali per vivere bene, altrimenti si finisce nella merda e quindi nella “non vita”.
          I soldi ti danno la tranquillità, la serenità, ti tolgono l’incubo di veder pignorata casa perché non paghi le rate alla banca; ti permettono di curati bene, dove e quando vuoi; ti permettono di viaggiare, di mangiare bene, etc.
          I soldi sono potere e ti rendono libero.
          Tutto il resto è fuffa senza senso.

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          1. Per quanto mi riguarda non mi aspetto nulla di buono dal punto di vista economico in futuro. Voglio dire mi arrangio a fare tutto ma non sono qualificato in nulla, continuerò a fare lavori del cazzo con contratti a tempo in somministrazione fino a quando mi regge il fisico dopodiché facile che finisco a bestemmiare su una panchina in attesa che apre qualche mensa dei poveri. Di sicuro il 90% delle persone in fila sarà composto da uomini mentre il personale interno solo da donne 😀. Detto questo non riesco ad essere depresso o spaventato, non lo so, forse sono veramente già suonato ! Un saluto

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          2. Vito
            @@
            Per quanto mi riguarda non mi aspetto nulla di buono dal punto di vista economico in futuro. Voglio dire mi arrangio a fare tutto ma non sono qualificato in nulla, continuerò a fare lavori del cazzo con contratti a tempo in somministrazione fino a quando mi regge il fisico dopodiché facile che finisco a bestemmiare su una panchina in attesa che apre qualche mensa dei poveri.
            @@

            Sì, capisco bene la tua situazione, che mi ricorda quella di due uomini di mia conoscenza: un 54enne e un 55enne, nessuno dei due sposati, tantomeno padri.
            Uno fu licenziato qualche anno fa, e da allora si arrangia a fare lavori in nero e di fatica (un esempio: portare e montare i mobili); per un periodo si ritrovò pure a dormire sulle panchine.
            L’altro è un muratore che attualmente, per sopravvivere, lavora in nero e che in passato ha sempre svolto lavori pesanti e poco retribuiti, a volte in regola e a volte in nero.
            Quando andrà in pensione (di vecchiaia) farà veramente la fame.
            Calcola che in passato mi ha detto più volte. “scherzando”. (non scherzava…) che spera di crepare prima.

            Un saluto anche a te.

            Liked by 2 people

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