La Fionda contro Gayburg: uomini che litigano per le donne.

Per prima cosa il link a ciò di cui parliamo, il link al testo di Gayburg potete trovarlo nell’articolo de La Fionda:

https://www.lafionda.com/gayburg-ma-chi-ti-conosce/

Voglio anzitutto essere molto chiaro: noi non siamo neutrali rispetto a questo scontro, noi stiamo con La Fionda.

Per prima, ma meno importante, cosa: La Fionda è da sempre aperta al dialogo e al confronto con chiunque non la pensi come loro. Gayburg mostra invece un’attitudine autoritaria e censoria. Già questa differenza da sola potrebbe essere sufficiente a preferire i primi, ma in realtà, come anticipato, non è fondamentale.

Invito poi a dare un’occhiata alla nostra pagina Siti Consigliati, dove c’è La Fionda, ma non Gayburg:

Interessante, per chi nota i dettagli, è anche l’immagine a corredo: Stalin, F.D. Roosevelt e Churchill – tre uomini dal carattere e dalle idee politiche diversissime tra loro uniti in uno sforzo bellico comune…anche Roosevelt e Churchill erano assai diversi tra loro: il primo promotore del keynesiano New Deal, il secondo atrocemente e ferocemente liberista nonché con iniziali simpatie per Mussolini…

Perché, pur con tutti i suoi errori e difetti, La Fionda è un sito amico degli uomini.

Gayburg, al contrario, a nostro giudizio non è neanche veramente amico dei gay, e men che mai degli uomini di altro orientamento sessuale: anzitutto Gayburg è spudoratamente negazionista della violenza delle donne su ragazzi e uomini: sono addirittura arrivati a definire “mettere a rischio l’incolumità delle donne” l’elenco che La Fionda tiene e che documenta la violenza femminile ai danni di bambini e anziani e le false accuse 😀 LOL 😀 e questo ovviamente ha conseguenze anche sulle vittime gay delle donne violente: trattandosi di parecchie centinaia di casi è statisticamente impossibile che non vi siano gay tra le vittime. Secondo, ma non certo meno importante, Gayburg supporta la politica dei centri antiviolenza di non accogliere vittime di sesso maschile (neanche se gay, ovviamente) e neppure i figli maschi delle vittime femmine, se questi sono maggiori di 12-14 anni. Pur usufruendo i CAV di contributi pubblici, pagati da tutti gli uomini, gay compresi. E non mi si venga a dire che le donne eterosessuali sarebbero “più discriminate” dei gay perché altrimenti vi mando dove sapete, raccomandandovi di tirare l’acqua quando avrete finito: solo quelli come Gayburg possono fare finta, quando la voce del padrone tuona (in assenza, per ovvi motivi, del richiamo della foresta…), di credere a una simile baggianata…

Pertanto se una donna abusasse sessualmente di un ragazzo gay, magari minorenne, ci si può ragionevolmente aspettare che Gayburg faccia finta di niente e non ne faccia cenno, salvo se la donna in questione fosse percepita come “di destra” per così dire: d’altronde, seguendo la loro stessa logica, se ne desse informazione “metterebbe a rischio l’incolumità delle donne”!

Si tratta di posizioni politiche gravissime e palesemente indegne per chi dice di tenere ai diritti dei gay, forse ancora di più la seconda: le vittime gay non vengono accettate nei centri antiviolenza sulla base dell’idea femminista – immorale e ingiustificabile ma ossequiosamente approvata da Gayburg – che il loro essere uomini traumatizzerebbe le vittime femmine: poco importa se sono vittime anche loro, sono uomini, traumatizzanti a vedersi, e pertanto si arrangino. Un approccio concettuale che qui a TIMI definiamo “leghismo del sesso“.

Gayburg può prodursi in attacchi alla misandria soltanto quando essa proviene dalla parte politica “giusta” – inusuali (per loro) sprazzi di onestà intellettuale che noi abbiamo lodato e non mancheremo di lodare ogni rara volta che si verificheranno:

Ciò secondo noi dimostra che le sparate misandriche le vedono eccome, non sono ciechi né stupidi, ma forse sono sotto l’influenza della politica, non sono affatto apartitici, tutto il contrario: assecondare la linea di ben determinate forze politiche pare essere la loro vera priorità, ancora prima che difendere i diritti dei gay…

Ecco una possibile spiegazione di ciò che secondo Domenico Schiafalà de “La Fionda” sarebbe “inspiegabile”…

la contiguità tra le associazioni misandriche e quelle GLBT, per quanto inspiegabile, è purtroppo reale ed esiziale)

…ecco forse perché tante associazioni GLBT, non certo solo Gayburg, ogni tanto, o anche spesso, si mettono a pecorina di fronte alle femministe, a volte anche a costo di negare gli stessi diritti dei gay: non hanno un improvviso turbinio di fantasie eterosessuali masochiste, bensì potrebbero essere legate politicamente ai medesimi partiti delle femministe.

E’ nostra opinione pertanto che non è quindi Domenico Schiafalà ad essere l’utile idiota del “maschilismo” bensì Gayburg ad essere il servo sciocco delle misandriche.

Ciò premesso, è necessario riconoscere che nella critica al DDL Zan “La Fionda” ha a volte assunto posizioni obbiettivamente irragionevoli e persino dannose per i diritti maschili, ha assolutamente strabordato, perso il lume della ragione, a volte riducendosi a fare da citofono non solo degli omofobi ma pure del leghismo del sesso (femminismo) più beceramente misandrico, a volte lodando il “buonsenso” di ArciLesbica e delle femministe radicali. Magari, visto che secondo loro tali femministe sono “di buonsenso” le vedremo forse prendere le loro difese in diatribe del genere? 😀 LOL 😀 chiaramente no, quelle saranno anche anche misandriche ma non sono mica sceme! E il loro “buonsenso” contro la GPA è unicamente atto ad impedire agli uomini di riprodursi con il minore apporto femminile possibile, non nasce certo da una sincera preoccupazione per i bambini, visto che le femministe – non solo le TERF – supportano la creazione di figli senza padre tramite inseminazione artificiale…

Un piccolo esempio – citato da Gayburg, non senza ragione:

Deluca scrive un articolo nel cui sottotitolo si legge “il DDL Zan apre la scuola ai pervertiti”.

Chi scrive è da sempre contrario all’ingresso dell’associazionismo GLBT nelle scuole, in special modo se parliamo di minori di 14 anni.

Ma, visto che Deluca quando si tratta di proteggere i bambini perde le staffe e straborda…viene da chiedersi…

Quante volte Deluca ha definito “pervertite” le femministe che pure nelle scuole ci sono già e pure da un bel pezzo? Ve lo dico io: zero. Eppure gli episodi non mancherebbero: dalla preferenza per le minorenni di Simone De Beauvoir a “I Monologhi della Vagina” di Eve Ensler che descrive in luce positiva una 30enne che si fa una 13enne ubriaca, e che viene messo in scena ogni anno dalle femministe in tutto il mondo: 14 febbraio, V-Day. Al confronto il pur tanto deprecato Mario Mieli può ben considerarsi un semplice artista provocatore…

E adesso la domanda a Deluca: OGGI, HIC ET NUNC, QUI E ORA, è più facile che venga giustamente condannato a una pena severa un gay che abusasse di un 13enne o una donna che abusasse di un o una 13enne? Gli articoli sulla perniciosità e pervasività della pedofilia in rosa ci sono, tanto qui che su La Fionda, e la risposta la sappiamo tutti… però…i “bei” ricordi di quando da ragazzi ci si faceva le seghe sulle modelle del Postalmarket fanno ancora danni enormi, pare.

Questi errori madornali sono anche indicativi di una debolezza di fondo, che, ironicamente, accomuna La Fionda a Gayburg, e impedisce ad entrambi di stigmatizzare questo…

…lasciando noi soli a gridare orgogliosamente:

Viva i papà, TUTTI, a prescindere dal loro orientamento sessuale.

Non lo leggerete mai, né su La Fionda né su Gayburg. Solo noi possiamo dirlo, perché non diventiamo isterici davanti all’omino di pan di zenzero né ci comportiamo da patetici zerbini che si prostrano davanti alle femministe come per dimostrare di essere utili alle donne pur non essendone sessualmente attratti.

Voglio infine chiudere riportando un commento di un ingenuo lettore di Gayburg, giustamente offeso da una parte di ciò che ha letto ma contemporaneamente facilmente fuorviabile da chi spesso e volentieri fa da scendiletto alle femministe, al punto tale da non accorgersi dell’enorme problema costituito da un sito formalmente pro-gay ma che nega la violenza delle donne su ragazzi e uomini, e supporta la politica dei centri antiviolenza di non accogliere vittime di sesso maschile (neanche se gay, ovviamente) e neppure i figli maschi delle vittime femmine, se questi sono maggiori di 12-14 anni.

Un commento che io considero molto bello, e di cui gran parte è pure un po’ anti-femminista:

Mi spiace dar ragione all’eugenetica ma quando si mettono al mondo dei figli così qualcosa è andato storto. Se nella loro miseria neuronale avessero goduto di metà della metà della metà del piacere che col mio bellissimo Daniele abbiamo condiviso da quand’eravamo adolescenti fino a quando è durata la sua vita a quest’ora avrebbero schifo ad avvicinarsi alla tastiera per scrivere simili ribollii di geyser di merda. Se solo sapessero com’è bello il corpo di un uomo, quant’è nobile il suo animo, come si modificano i suoi pensieri al crescere della sua eccitazione, com’è generoso nel suo amplesso col ragazzo amato, come diventano incontrollabili i suoi nervi, quant’è bello vederlo mentre perde il controllo di se subito prima e durante l’orgasmo, quant’è meraviglioso nei minuti successivi, suonato come una campana e con lo sguardo perso nel vuoto, con appena la forza per respirare, allora capirebbero come la loro stupida omofobia altro non è che rabbia e livore per insoddisfazione esistenziale. Di vita ne hanno solo una e la stanno pure buttando nel cesso! Uno sputo in faccia a voi “signori” (di sto ca**o)! Ti amo e ti amerò sempre mio Splendido Chicco! Grazie per avermi regalato gli anni più belli della mia vita! ❤️

Il perché questo commento, oltre che molto bello, sia anche un po’ anti-femminista, sfugge tanto a La Fionda quanto a Gayburg. Ma non a noi, che invece comprendiamo benissimo che questo non è altro che la versione ben più forte e più appassionata di ciò che disse la cantante Madame e che mandò su tutte le furie parecchie femministe:

Stigmatizza questo, Gayburg, è rivolto alle femministe che aggredirono sui social Madame, una ragazza di 20 anni bisessuale, come me (nel senso di bisessuale, non di ragazza di 20 anni) – altro episodio di cui OVVIAMENTE non avete parlato:

“Non accetteremo una resa condizionata né una resa incondizionata. Andremo avanti sino alla totale distruzione del nemico, sino a cancellare ogni traccia della sua esistenza. Chi si oppone a che si dica ‘viva i loro corpi, viva le loro anime’ di mio figlio e dei suoi coetanei deve essere messa in condizione di non poter nuocere mai più. Senza se e senza ma. Chi cerca la mediazione è complice. Chi propone altri bersagli è complice: il nemico è il femminismo. Chi è interessato a scoparle è complice. Chi dice che una volta c’è stato un femminismo buono è complice. Chi dice “queste non sono vere femministe” è pure peggio di queste. Non siamo stati noi ad iniziare questa guerra, ma saremo noi a finirla. Volevate distruggerci e per questo sarete distrutte: io mi fermerò soltanto quando ci saranno tempeste sui social contro chiunque giustifichi una qualunque idea, frase o parola femminista.” – Eric Lauder.

36 thoughts on “La Fionda contro Gayburg: uomini che litigano per le donne.

    1. Ti passo l’off topic ma se non commenti l’articolo ti banno per tre mesi.
      Hai tre ore per eseguire.

      Un conto sono gli off topic che si sviluppano nell’ambito della discussione: al massimo se sono proprio tanti tanti lo faccio notare ma restano, qui la gente è liberissima di esprimersi. E poi a volte sono pure interessanti.

      Un altro conto è uno che sistematicamente arriva e posta un paio di link totalmente non sequitur, e fa esclusivamente quello, strafottendosene dell’articolo.

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      1. per me quelli della Fionda hanno torto pure quando hanno ragione (e non hanno quasi mai ragione). A me dell’epico scontro la fionda versus gayburg me ne importa poco. Faccio solo una domanda: perchè la fionda, timi e anti-femministi vari non raccolgono fondi per aprire un centro per uomini maltrattati dalle donne con le stesse regole dei centri anti-violenza femminili? o anche con regole diverse, come vi pare

        se ritenete che la violenza fisica, sessuale e di altro tipo delle donne contro gli uomini sia la vera emergenza aprite un centro anti-violenza per uomini, fate qualcosa di concreto

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        1. Perché doniamo soldi a uno dei soli tre centri anti-violenza che accolgono anche uomini, e sosteniamo Fabrizio Marchi alle comunali di Roma, che propone di aprirne altri con soldi pubblici.

          E’ un sistema migliore che aprire un quarto centro quando gli altri tre fanno già fatica non ricevendo contributi pubblici.

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        2. Aggiungo poi che sono CONTRARIO ad aprire centri per “uomini maltrattati dalle donne”: un centro dovrebbe idealmente accogliere TUTTE le vittime, ma anche se si opta per le sole vittime uomo deve accogliere anche i gay maltrattati dai compagni.

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        1. No, è una cosa troppo pesante e pericolosa. E poi neanche sa con chi combatte, non c’è nessuno contro i talebani al momento.

          Potrebbe andare in Rojava, il Kurdistan, che è di sinistra e si dice pure femminista – però è un femminismo differente da qui, fanno un mucchio di cose strane. La fregatura essendo femminismo c’è di sicuro, però visto da fuori non si riesce a capire dov’è.
          Una cosa strana che fanno è che in TUTTI i posti dirigenziali a qualsiasi livello ci sono due persone invece che una: un uomo e una donna. La fregatura, ipotizzo, potrebbe essere che solo l’uomo si becca tutte le colpe se qualcosa va storto.

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      1. Forse per lui è un argomento troppo complicato: lui non va oltre il binario bianco/nero, buono/cattivo.

        Eppure per chiunque ci legga dovrebbe essere evidente che questo blog è schierato a difesa di TUTTI gli uomini: dagli extracomunitari falsamente accusati ai gay e uomini single a cui quelle pro-inseminazione artificiale vorrebbero impedire di potersi riprodurre come possono, per arrivare ai neonati mutilati ai genitali. Abbiamo anche un’attitudine positiva verso le persone transessuali ambosessi.

        Il fatto stesso che ci sia ostilità costante verso quanto sopra dimostra che il solo fine, quello vero, è leccare il culo alle signore, nella speranza di ottenere qualcosa: altro che “giustizia sociale”, uno che fosse femminista MA ANCHE per la giustizia sociale sarebbe in disaccordo con noi su tante cose ma su tante altre cose ci darebbe apertamente ragione. Questi invece sono solo leccaculo delle femministe E BASTA.

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  1. Ah sì, adesso mi ricordo di questi di gaysburg. Sono già transitati da queste parti in polemica con te. Se mi ricordo bene sono quelli dalla querela facile come il grilletto di Clint Eastwood. Cazzo raga se avete bisogno di due spicci vediamo di organizzare una colletta, non c’è bisogno di scassare la uallera a tutta la manosphere !

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    1. Si, ci eravamo scontrati con loro per un loro articolo ferocemente ostile al supporto ai padri separati in difficoltà economica, servito con controno di balle sul DDL 735.
      Si era pensato che, come il toro quando vede rosso, ciò che li facesse adirare fosse più che altro che era supportato da Pillon, personaggio che pur avendo prodotto qualche iniziativa di pregio è obbiettivamente ostile agli omosessuali ed a tratti servile con le femministe (basti ricordare il suo voto a favore dell’emendamento 1662 della Valente, il cui effetto sarà di colpire la famiglia tradizonale cosiddetta per far passare tutti gli uomini come mostri sulla base di domande ridicole e pretestuose, o i vari bacetti al sederino di ArciLesbica nella fase più calda della guerra contro il DDL Zan).

      Invece qui c’è qualcosa di ben più grave: questi fanno i “machos” che negano che una donna possa abusare sessualmente di un uomo. Come uno zerbino eterosessuale, ma senza la vana speranza di rimediare della fica.
      Patetico.
      In più spulciando viene fuori che trovano “normale” e anzi “giusto” che i CAV non ammettano vittime gay: omofobi, anzi OMOFOBIA INTERNALIZZATA.

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    2. E’ impossibile avere timore, o anche solo rispetto, nei confronti di chi, da omosessuale, dice che è giusto che i CAV non accolgano le vittime gay: è una cosa troppo fantozzianamente servile per provocare una qualsiasi reazione differente da queste:

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  2. Io ho tentato a più riprese di dialogare con esponenti dei vari movimenti omosessualisti e non c’è niente da fare, sono peggio delle femministe (quanto a disagio).
    Chi si accosta a quei movimenti ma poi si accorge di quanto siano marci, può sempre iniziare a frequentare i nostri blog o i nostri forum.
    Quelle altre merde cadranno insieme al femminismo.

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  3. @paolo: tu sei d’accordo con Fusaro nel ritenere il globalismo incompatibile con democrazia e diritti dei lavoratori che invece sono meglio tutelati in un contesto di stati sovrani? Te lo chiedo perché mi interessava sentire l’opinione del sinistrorso medio e mi hanno detto che sei il sinistrorso radical chic del luogo e i radical chic apparentemente odiano la parola sovranismo quasi quanto le femministe odiano la sigla mra o quasi quanto ricciocorno odia l’espressione padri separati/divorziati.

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    1. non so cosa pensa il sinistrorso medio, e non ho abbastanza soldi per essere un radical chic anche se non nego che mi piacerebbe. Sono una persona di sinistra, un socialdemocratico assai “rosso” e quindi credo nell’internazionalismo e non nel sovranismo che per me è solamente un fascismo in apparenza edulcorato anche nelle sue venature confusioniste e rosso-brune vedi Diego Fusaro, per l’appunto (se scrivi su Il Primato Nazionale io ti considero un fascio, puoi citare quanto vuoi Marx e Gramsci, senza averli capiti, ma resti un cripto-fascio).

      essere di sinistra non può essere ridotto a una generica lotta “anti-sistema” perchè così ti ritrovi in piazza con Forza Nuova, essere di sinistra è credere che senza giustizia sociale non c’è libertà individuale e viceversa, essere di sinistra è stare con gli oppressi e le oppresse, le persone povere e indigenti di qualunque sesso, genere, etnia, nazionalità.

      e nello specifico, essere di sinistra è stare al fianco dell’operaio (come dell’operaia) quando sciopera per i suoi diritti di lavoratore e stare al fianco della moglie dell’operaio se a casa è costretta a fare tutti i lavori domestici o peggio maltrattata..

      Certamente la globalizzazione capitalistica e neoliberista e l’Unione Europea così com’è adesso non garantisce nessun diritto a lavoratori e lavoratrici semmai li distrugge, bisognerebbe che tali processi non fossero guidati dai soliti neoliberisti più o meno soft o hard come è stato finora ma da veri socialdemocratici (non Blair e i suoi epigoni)

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    2. comunque il termine radical chic usato in senso spregiativo come lo usa la destra mi ha sempre fatto pensare: sembra quasi che una persona benestante non possa avere sincere idee di sinistra, i ricchi devono essere per forza tutti come Trump, Briatore o al massimo Berlusconi altrimenti sono ipocriti.

      ma è un pregiudizio, da parte delle stesse persone che accusano la sinistra di “invidia sociale” verso i ricchi.

      ergo: sei ricco e di sinistra? Ipocrita! Sei povero o comunque non ricco e sei di sinistra? Invidioso!

      vorrei chiedere a queste persone qual è il reddito annuo adatto per potersi definire di sinistra senza subire denigrazioni

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      1. dipende da quanto è ricca una persona e da quali politiche difende. un attore di Hollywood con un patrimonio di 200 milioni di dollari che fa pubblici appelli per l’immigrazione indiscriminata dal Messico (paese dove la gente è piu povera che in Usa ma dove praticamente nessuno muore di fame) o l’accoglienza di centinaia di migliaia di profughi dalla Somalia o dall’Afganistan, dovrebbe accettare di accogliere molte di queste persone nel suo quartiere e di spendere una parte consistente del suo patrimonio per aiutarli anziché scaricare le esternalità di queste politiche sui cittadini della classe media e bassa.
        il peso economico e sociale dell’immigrazione dovrebbe essere come l’imposta sul reddito, cioè progressivo. piu sei ricco, piu paghi e piu ti fai direttamente carico delle conseguenze di certe scelte anziché isolarti in una villa con vigilanza privata in una gated community. se non segui questi elementari principi, sei un radical chic ipocrita.

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        1. capisco, quindi io che non sono miliardario e non vivo in una villa con vigilanza privata e non avrei problemi ad avere una famiglia di rifugiati (ma anche migranti economici) come vicini di casa lo posso dire che porti chiusi e blocco navale sono sciocchezze oppure no? Attendo con trepidazione la sentenza del supremo giudice alex

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          1. io farei entrare tutti, rifugiati,migranti economici tutti, e per me lo ius culturae è poco: qualunque bambino nato sul suolo italiano è italiano punto, così la penso.

            io voglio come dice la destra “tutta l’africa in italia”, io voglio “la sostituzione etnica” voglio davvero tutto ciò che terrorizza la destra, io lo voglio, io lo anelo!

            sono un “accoglione” (definizione di giorgia meloni) e ne vado fiero.

            poi ovviamente quando un immigrato commette un reato di violenza, se stupra, se accoltella, se uccide, se torce anche un solo capello alla figlia che non vuole il velo, se non la manda a scuola e vuole costringerla a sposare il cugino ecc.. allora in quel caso lo si sbatte in galera (prima che fugga nel paese di origine) con la massima severità consentita dal nostro codice penale

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          2. Quindi sei ferocemente critico anche contro Podemos e Sanchez, la cui politica migratoria è come minimo come quella di Minniti ma probabilmente più vicina a Salvini.

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          3. io sostengo che migrare è un diritto umano. se stai male nel paese dove sei nato per una qualsiasi ragione e vuoi andare a cercare serenità e felicità in un altro paese devi avere il diritto di farlo possibilmente senza rischiare di crepare annegato, e i tuoi figli che nascono nel nuovo paese sono automaticamente cittadini.

            ovviamente,se fai del male a chicchessia, se stupri, se uccidi, se picchi eccetera il tuo nuovo paese ti sbatte dentro come con gli autoctoni

            Sì sono un “immigrazionista”, sono un’ “anima bella”, questi per me sono complimenti

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          4. Ma il “diritto a migrare” non è riconosciuto da alcuno stato al mondo.

            Perché uno dovrebbe aspettare di essere in un paese per prenderne la cittadinanza? Chiedo per capire la logica, esempio: io voglio la cittadinanza giapponese, perché non dovrebbero darmela su richiesta ora che sto in Italia e poi la’ ci vado con comodo, dopo sei mesi o un anno?

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          5. critico minniti, critico sanchez. L’ho detto: per me migrare è un diritto umano, se soffri nel tuo paese e vuoi andatene devi poterlo fare possibilmente senza rischiare di annegare. E nel nuovo paese devi avere gli stessi diritti dei lavoratori autoctoni e i tuoi figli nati nel nuovo paese sono automaticamente cittadini del paese

            se dopo tutto questo, commetti dei reati violenti ti chiudiamo in galera come per tutti i delinquenti. Così la penso io

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  4. “Ma il “diritto a migrare” non è riconosciuto da alcuno stato al mondo.”

    e per me dovrebbe esserlo.

    per avere la cittadinanza mi sembra ragionevole che ci voglia un periodo di residenza continuativo nel paese di cui vuoi diventare cittadino. mica ti posso dare la cittadinanza se non vivi neanche qui. Cittadinanza automatica a chi nasce qui

    ma poi che vuoi da me? non faccio il politico, non voglio governare e non governerò mai nulla, non ho il dovere di spiegare tutto per filo e per segno.

    Io sono per accogliere tutti coloro che vogliono vivere in Italia, il primo che commette un reato violento: galera severissima. non ho il dovere di fornire altre precisazioni dato che non mi candido a nulla

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      1. temo di non seguirti.

        ho spiegato chiaramente la mia visione della questione migratoria: massima accoglienza, massima integrazione per tutti, massima severità per i violenti e i criminali (che sono una minoranza inevitabilmente presente quando milioni di persone si spostano da un paese all’altro, era così anche per l’immigrazione italiana).

        ho una visione irrealistica? Sono un’anima bella? E chi se ne frega

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          1. se vuoi vivere e lavorare in un Paese devi imparare la lingua del Paese, è una necessità imprescindibile quindi non ci dovrebbe essere bisogno di obbligare. massima integrazione vuol dire corsi di italiano, riaprire gli sprar chiusi dai decreti sicurezza salviniani, potenziarli, impiantare qualsiasi misura o progetto che possa facilitare il nuovo cittadino ad ambientarsi nella cultura del nuovo Paese (ti prego non chiedermi altri dettagli perchè non ho idea di che misure e progetti potrebbero essere e come ti ho detto non sono tenuto a saperlo).

            chi non vuole integrarsi (una minoranza) finirà fatalmente per commettere qualche reato e allora galera (non mandi i figli a scuola? Galera e fine della potestà genitoriale. Picchi tua moglie e tua figlia perchè non rispettano certe “tradizioni”? Galera severissima e fine della potestà genitoriale, se la sinistra, spesso a torto, viene percepita come troppo morbida verso i migranti che commettono reati violenti,bisogna cambiare questa percezione) ma prima di prendersela con chi non vuole integrarsi, oltre a punire giustamente i criminali,lo stato deve investire davvero in accoglienza e integrazione cosa che finora non è stata fatta abbastanza

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          2. Quando mai? E’ raro che le donne che abusano dei compagni vadano in galera, e presto sarà semi-legale tramite legge europea.
            Io mica mi lamento qui e ora, sto solo evidenziando un fatto noto.

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