Antifemminismo? Agli uomini per ora non conviene.

Questa è la conclusione a cui sono giunto dopo qualche anno di attivismo per i diritti maschili.

Intendiamoci: non è che i problemi non ci siano, di leggi che discriminano per sesso (rigorosamente, sistematicamente, a svantaggio degli uomini, ovviamente) ce ne sono già svariate, e le abbiamo ben elencate su questo blog, e parecchie altre ne arriveranno nell’immediato futuro.

Al contempo NULLA viene fatto ove gli uomini sono obbiettivamente svantaggiati: tipico esempio il gender gap scolastico.

Non ci saranno, sicuramente non nei prossimi dieci anni, quote azzurre tra gli insegnanti di scuole primarie e secondarie.

Al contempo le quote rosa NON spariranno.

E questa è la situazione attuale dell’attivismo pro-diritti maschili:

Volete una prova che non abbiamo a che fare con un vero movimento per i diritti maschili?

Leggetevi qualche scritto di Armando Ermini, focalizzato contro le unioni civili e che spergiura che “il femminismo vuole la parità tra i sessi” – ovviamente lui dice con implicazione negativa “il femminismo vuole eliminare le differenze tra i sessi” ma visto che il femminismo agisce a livello di leggi e cultura e non propone di iniettare ormoni ai bambini maschi, le due frasi sono sinonimi. Ovvero nega l’esistenza del suprematismo femminista, che sta trasformando gli uomini in cittadini di serie B PROPRIO A LIVELLO DI LEGGI E SENTENZE, SCRITTE, DOCUMENTATE, RINTRACCIABILI SU QUALSIASI SITO GOVERNATIVO.

Provate a cercare “il femminismo danneggia anche le donne” o “le donne non sono felici” o addirittura “il femminismo danneggia SOPRATTUTTO le donne” (!!!): tale affermazione è presente in dozzine di varianti ed è un leit motiv nel cosiddetto “attivismo per i diritti maschili”. Immaginate l’affermazione PUR VERITIERA “il nazismo danneggia anche gli stessi ariani” fatta DA UNA QUALSIASI DELLE CATEGORIE CONSIDERATE “NON ARIANE” NEL TERZO RECIH!!!

Leggetevi la preoccupazione di sedicenti “attivisti per i diritti maschili” per “i diritti delle mamme” (che in realtà nella GPA non esistono in quanto una fornisce l’utero e l’altra l’ovulo, entrambe volontarie che rispondono a un annuncio e lautamente pagate) che attacca la Gestazione Per Altri, ovvero al momento l’unico modo in cui un uomo può avere un figlio senza correre il rischio di vederselo portato via insieme alla casa.

Oppure leggetevi quest’altro babbeo, sedicente “attivista per i diritti maschili” che se ne fotte dei dati dall’ISS:

@CaioValerioCAtullo quello che io discuto è che l’affermazione “i maschi sono colpiti di più dal covid” sia sostenibile. Non dico che non sia vero, ma che non ho dati. Potrebbe anche esserlo, ma non siamo in grado di verificarlo/falsificarlo. Quindi meglio tacere


www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-decessi-italia
Osservare la fascia 60-69, i maschi deceduti sono più del doppio, e sono molti di più anche nella fascia 70-79: MALGRADO IN QUELLE FASCE CI SIANO PIU’ DONNE CHE UOMINI.
La fascia oltre gli 80 non è significativa perché ci sono assai meno uomini che donne oltre 80 anni EPPURE gli uomini prevalgono, anche se meno, pure in quella 80-89.

Perché dunque il babbeo dice che “non può verificarlo”?

Perché la sua teoria è che il Covid19 abbia una mortalità basissima essendoci millemila casi non rilevati – e così questo gli impedisce di fare attivismo maschile utilizzando i dati ufficiali dell’ISS. Altrimenti andrebbe contro la sua teoria di 2 anni prima “che bisognava provare con l’immunità di gregge” ovvero far contagiare tutti – tanto il Covid19 ha una mortalità bassissima…

E infatti:


CVC, ti posso anche già buttar giù un’idea che spiegherebbe perché gli uomini muoiono di più per covid rispetto alle donne. Ne avrei anche un’altra ma quella me la tengo per me perché non ne sono sicuro.

_ gli uomini sono meno propensi all’omologazione e al rispetto delle regole, le donne invece si integrano e ubbidiscono molto più volentieri, diciamo che sono più politicamente corrette. Lo vedi anche da cose banali come ad esempio il fatto che molti uomini portano la mascherina sotto il naso anche se non si potrebbe, con le donne succede di meno, oppure il fatto che durante il lockdown erano sicuramente di più gli uomini in giro illegalmente rispetto alle donne. Obbedendo di meno, effettivamente si beccano il covid di più.


Argomentazione ginocentrica-femminista, NON PROVATA E NON PROVABILE NEANCHE INDIRETTAMENTE (non ci sono studi riguardo a cose simili), identica a quelle di Ilaria Capua e delle virologhe femministe USA che dicevano che gli uomini muoiono di più perché non si lavano le mani..TUTTE ILLAZIONI IL CUI SOLO SCOPO E’ NON DARE LA PRIORITA’ NEI VACCINI AGLI UOMINI, PUR PIU’ FRAGILI DI FRONTE AL COVID19, QUANDO INVECE l’unica cosa certa che abbiamo sono i dati dei decessi divisi per sesso.

Faccio notare che a questi femministi di fatto non passava neanche per l’anticamera del cervello di esigere che agli uomini venisse data priorità nella somministrazione dei vaccini “essendo più fragili, come documentato dall’ISS”.

Perciò signori, questo è l’attivismo maschile oggi:

Se siete uomini ed essendo più fragili di fronte al Covid19 ritenete di avere diritto alla priorità sulle donne (visto che ci prendono per il culo con la “medicina di genere” che in realtà è studiata per andare SOLO a vantaggio delle donne): GLI ATTIVISTI PER I DIRITTI MASCHILI SE NE FOTTONO E DANNO RAGIONE (INDIRETTAMENTE) ALLE FEMMINISTE, SPARANDO ILLAZIONI GINOCENTRICHE “PER AMORE DELLA SCIENZA”.

Se evidenziate trattamenti discriminatori che danno ESPLICITAMENTE alle donne dei privilegi legali ci saranno sempre svariati cretini che insisteranno che “il femminismo vuole la parità tra i sessi” – ooops “il femminismo vuole eliminare le differenze tra i sessi”.

Se avete il desiderio di potervi autocertificare come donna per poter accedere ai suddetti privilegi legali (tasse scontate in STEM, incentivi all’assunzione di donne, pensionamento anticipato con Opzione Donna) allora siete NEMICI della stragrande maggioranza dei sedicenti “attivisti per i diritit maschili” perché per loro viene prima “la filosofia dell’antropologia”.

Se vi dovesse venre in mente di utilizzare la GPA per farvi un figlio in modo da metterlo nel culo a tutte le leggi che dicono “i figli sono della madre”: PEGGIO ANCORA. Gli “attivisti per i diritti maschili” stanno con le “mamme”! Mica con voi, cosa credevate?

E ricordatevi sempre, ve lo diranno IN CONTINUAZIONE per essere sicuri che ve lo stampiate bene nella mente, che “il femminismo danneggia anche le donne” o “le donne non sono felici” o addirittura “il femminismo danneggia SOPRATTUTTO le donne” (!!!)

Potrei proseguire facendo un’altra mezza dozzina di esempi, ma credo abbiate capito l’antifona.

Quindi:

di cosa cazzo parliamo???

Gli uomini al momento non hanno “fame”, non sono disperati. Probabilmente pensano che hanno troppo da perdere, e per questo sono “neutrali”, “ecumenici”, a volte persino pro-donna – e parlo di chi dovrebbe difendere i diritti maschili chesono in realtà, per loro stessa ammisisone “attivisti per una società migliore, per tutti”, figuriamoci gli altri…

Gli uomini debbono, a questo punto, INDUBITABILMENTE e NECESSARIAMENTE, diventare ufficialmente cittadini di Serie B, prima che inizino ad avere “fame”, a non guardare tanto per il sottile, a non essere più “neutrali” e “per tutti e (soprattutto) per tutte”.

Seguirà entro la fine del prossimo weekend un articolo di commiato con I CONSIGLI PER COME EVITARE I DANNI MAGGIORI, IN ATTESA CHE I TEMPI SIANO MATURI.

35 thoughts on “Antifemminismo? Agli uomini per ora non conviene.

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    Provate a cercare “il femminismo danneggia anche le donne” o “le donne non sono felici” o addirittura “il femminismo danneggia SOPRATTUTTO le donne” (!!!): tale affermazione è presente in dozzine di varianti ed è un leit motiv nel cosiddetto “attivismo per i diritti maschili”.
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    Queste sono alcune delle frasi che più mi fanno girare i coglioni, in primis quella secondo cui il femminismo “danneggerebbe soprattutto le donne”.
    Ma certo, come.
    Sarà mica il contrario ?
    Ce ne fosse uno, fra questi deficienti, in grado di capire che il femminismo esiste e persiste grazie anche e soprattutto alla complicità femminile, quindi delle cosiddette donne comuni, ufficialmente “non femministe”.

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    1. A me fanno incazzare di più i deficienti che continuano a ripetere “il femminismo è per la parità tra i sessi”, e si sentono furbi mettendolo in una forma che secondo loro è negativa come “il femminsimo vuole eliminare le differenze tra i sessi”.
      E’ LA STESSA COSA perché il fmeminismo agisce a livello legale e culturale, non biologico e quindi sarebbe “il femminsimo vuole eliminare le differenze legali e culturali tra i sessi” OVVERO UNA COSA PIU’ O MENO INNOCUA, AL MASSIMO LE PUOI ACCUSARE DEL FATTO CHE LA SOCIETA’ POTREBBE RISTAGNARE UN PO’.

      INVECE LE FEMMINISTE CHIEDONO E STANNO OTTENENDO DIFFERENZE LEGALI TRA I SESSI!!!

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  2. l’anti-femminismo o “attivismo maschile” è n grandissima parte se non totalmente pro-famiglia tradizionale (sparute eccezioni forse e sottolineo forse sono Maschile Individuale e te ma non ne sono certo).

    dagli integralisti cristiani reazionari puri tipo Ficus di Forum Coscienza Maschile ai tradizionalisti in apparenza “moderati” di La Fionda tutti hanno in mente una visione idilliaca della famiglia tradizionale che non era vera neanche negli anni ’50: la moglie casalinga sempre sorridente e contenta di cambiare pannolini e preparare la cenetta per il maritino che tornava la sera dal lavoro, giocava un po’ coi pargoli e si metteva sul divano a guardare la partita e occasionalmente due volte a settimana faceva sesso con la moglie che non aveva mai mal di testa; e se magari la coppia litigava e lui le tirava un ceffone la moglie perdonava, così come perdonava le corna (mentre se era la moglie a tradire, anatema!).

    L’anti-femminismo vorrebbe in gran parte tornare a quelli che considerano “bei tempi” prima dell’infausto ’68, del divorzio e della riforma del diritto di famiglia del ’75 e della legge 194 del ’78.

    Questo è il motivo della loro contrarietà a legge Zan, GPA, queer theory (hanno per motivi molto diversi le stesse posizioni di Arcilesbica e delle femministe della differenza Terragni e Muraro), ma sopratutto è il motivo della loro difesa a oltranza dei ruoli di genere (tutta quella storia derivata da Claudio Risè secondo cui il papà da’ le regole e la mamma fa le coccole quindi per crescere il figlio deve staccarsi da mamma e andare a caccia con papà, e la figlia? Boh), arrivano a dire cose assurde sul fatto che la donna è “naturalmente” meno portata per le scienze, l’uomo è razionale, la donna è emotiva e altre menate.

    L’anti-femminismo ha in gran parte posizioni reazionarie fuori dal tempo perciò perderà

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    1. Su questo hai ragione, ma ti sei dimenticato Antisessismo. E ci metterei anche Keinpfusch di Uriel Fanelli che è anti-femminista sebbene non sia un attivista pro-diritti maschili.
      E così siamo in quattro.
      Sai che se metti insieme TIMI, Keinpfusch e Antisessismo le visualizzazioni totali superano La Fionda (considerando il solo loro blog, poi loro hanno anche facebook)?
      E Maschile Individuale, che pure è il più piccolo dei quattro, è comunque come seguito non molto distante da Forum Coscienza Maschile.
      Poi c’è Rino Della Vecchia, che non è classificabile in alcun modo.

      Quindi la tua impressione è sbagliata: AL MASSIMO PROPRIO VOLENDO ESAGERARE i tradizionalisti sono il 70%, ed è facile che siano più vicini al 60%.

      E abbiamo escluso Marco Crepaldi, che è mezzo femminista e mezzo anti-femminista…

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    2. Per quanto mi riguarda non voglio tornare a nessuna età dell’oro che non è mai esistita.
      Per me le femmine son libere di fare quel che cazzo gli pare, anche di andare in giro nude per strada, figurati quanto me ne frega, caro scendiletto.
      Ma a questo deve corrispondere la fine della stramaledetta cavalleria maschile, la fine del corteggiamento, la fine dei doveri economici degli uomini verso le femmine.
      I vecchi della QM lo chiamavano “sganciamento emotivo”.
      Se le cose son cambiate per gli uomini è giusto che cambino anche per le femmine.
      I rapporti tra i due sessi devono assolutamente cambiare.
      E cambieranno.
      Tempo al tempo.

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      1. Concordo su tutto.
        Ma la strada sarà ancora lunga, quel che possiamo fare per ora è praticare noi lo sganciamento emotivo, anche perché a non farlo è facile rimetterci parecchio.

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    3. Non me ne frega niente della famiglia tradizionale ne di nessun altra famiglia di nessuna epoca e luogo, voglio solo che uno degli uomini che ammiro di più al mondo non fosse stato costretto a lasciare la fondazione che lui stesso aveva fondato 30 anni prima solo perchè a una ragazzina capricciosa non è piaciuto quello che ha detto.
      https://itsfoss.com/richard-stallman-controversy/

      Non potete continuare ad attaccare delle leggende sperando che nessuno se ne accorga

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      1. Ci sarebbe da citare anche Julian Assange, falsamente accusato.
        Faccio notare che 2 procuratori su 3, tutte e tre donne, hanno affermato che le accuse erano incosistenti, e che l’unica carogna era, casualmente, una femminista radicale dichiarata…

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        1. Nel citare Assange ci sarebbe il problema che è famoso per essere un attivista quindi molti diranno che è per quello e non perchè sono delle psicopatiche

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      2. Un fottutissimo inutile rifiuto di donna che attacca una persona enormemente più grande di lei per pura invidia, una coglionazza andata avanti a colpi di quote rosa e agevolazioni per le donne, che riesce ad eliminare dalla FSF chi l’ha creata.
        Che tristezza il mondo occidentale, adesso come adesso è buffo ma occorre sperare nella Russia, per mantenere un minimo di buonsenso al mondo.

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      3. La schifosa che sta dietro a tuto questo, Selam Jie, in un rant femminoide scrive:
        https://selamjie.medium.com/remove-richard-stallman-fec6ec210794
        “MIT does not deserve its women.
        The world does not deserve them either. I thought back to every person who has ever asked me how to “fix” the gender problems in STEM, how to “get more girls” to join STEM programs. I thought about every time that someone has suggested “men are better at spatial thinking” and that “testosterone is linked to better performance in math”.”

        HAI RAGIONE, NON VI MERITIAMO! QUINDI PERCHE’ NON VI LEVATE DAI COGLIONI?
        Se siete così brave, perché non vi fondate la vostra Apple, la vostra Microsoft, il vostro MIT? Perché invece vi volete infilare a colpi di quote rosa in entità create e fatte crescere da uomini?
        Evviva la segregazione! Fatevi le vostre università dove potreste dettare legge, e qualsiasi zerbino alla paolo si volesse iscrivere, dovrebbe obbedire alle vostre regole di comportamento, pena l’espulsione. Create le vostre aziende dal nulla e fatele crescere, tagliando fuori gli uomini da qualsiasi posizione di comando. Avete pure i prestiti agevolati per donne imprenditrici, cosa volete di più?
        Ovviamente dovrebbe essere lecito fare anche il contrario, quindi avremmo aziende ed università woman-oriented e man-oriented. Una singola azienda potrebbe gestire filiali diverse, appartenenti alle due categorie, permettendo a donne e uomini di lavorare, ma senza l’eterna presenza di quelle zecche stile Selam Jie, il cui unico fine nella vita è dire a noi come ci dobbiamo comportare, cosa possiamo dire, cosa possiamo PENSARE. Poi parleranno i risultati. Se la filiale femminile dovesse portare il doppio degli introiti di quella maschile, credete che qualsiasi dirigente la penalizzerebbe?

        Ma ovviamente non succederà mai. Perché le donne parlano, parlano, parlano, si vantano di essere più brave, più forti, più intelligenti, ma IN MEDIA non si mettono in gioco nemmeno lontanamente quanto gli uomini. Non sono esploratrici; lasciano che un uomo crei dal nulla, e poi, a quelli che hanno successo, presentano il conto: “Dove sono le nostre quote rosa?”.
        Seriamente: se la FSF era così opprimente per tutte queste grandi scienziate, perché non hanno fondato un’organizzazione alternativa, che mettesse la cultura woke davanti a tutto il resto? Perché è troppo faticoso, perché è molto più comodo lasciare che gente come Stallman si sbatta a costruire le cose dalle fondamenta, e poi incistarsi per prendersi merito e controllo.
        Sono un maschilista che dice balle? Ok: allora ditemi cosa avrebbe impedito a queste persone di fondare una loro associazione? Non è che finanziamenti ed endorsement manchino alle organizzazioni woke, anzi! Su Internet comandano loro, come mille episodi dimostrano. Se davvero le menti migliori disprezzano persone cattive come Stallman, nelle associazioni misogine resterebbero solo i minus habentes, quindi che problema mai ci sarebbe?

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        1. @@
          HAI RAGIONE, NON VI MERITIAMO! QUINDI PERCHE’ NON VI LEVATE DAI COGLIONI?
          Se siete così brave, perché non vi fondate la vostra Apple, la vostra Microsoft, il vostro MIT? Perché invece vi volete infilare a colpi di quote rosa in entità create e fatte crescere da uomini?
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          E’ quello che dico sempre anch’io: se sono così superiori, perché non creano qualcosa di loro, invece di parassitare ogni ambito maschile ?
          Il discorso riguarda anche l’ambito sportivo, di cui ho parlato più volte sia nel forum sulla QM che nel blog di Mauro Recher (un altro che l’ha fatto è Pier Luigi)

          Rompere i coglioni è il forte femminile (non solo femminista).

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    4. Qualche link ad articoli su siti antifemministi che rivendichino il diritto di prendere a ceffoni la moglie?
      Oppure conti balle come tuo solito?

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    5. Perché dovrebbe essere una cosa assurda a priori, che la donna sia meno portata per le scienze mentre è ovviamente vero (stando a sentire voi zecche) che l’uomo è più aggressivo, meno affezionato ai figli, più violento, meno bravo negli studi, eccetera?
      Se è possibile elencare caratteristiche negative del maschio, dev’essere possibile anche elencare caratteristiche positive.

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      1. Gli unici siti che dicono che si dovrebbe prendere a ceffoni la moglie sono quelli femministi: infatti dicono che la donna ha fatto bene a ferire o uccidere il compagno, poi dicono “la violenza è anche psicologica”, infine “viva la parità tra i sessi”: se metti le tre cose insieme viene fuori che un uomo fa bene a ferire o uccidere la compagna se lei lo insulta ripetutatmente con l’intento di ferirlo profondamente.

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  3. Commiato? Quando ci sono queste brutte notizie su nuove leggi tendi a sconfortarti e a vedere tutto nero, Eric: era successo già l’inverno scorso quando fu creato il blog. La verità è che con i tempi che corrono e la scarsa lucidità di altri attivisti il tuo contributo diventa se possibile ancora più prezioso. Sei un uomo giusto e scrivi cose giuste, e secondo me lo sanno persino i tuoi avversari (almeno quelli che riescono a vedere oltre la satira); non scoraggiarti.

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    1. Bisogna vedere se gli permetteranno ancora di scrivere.
      Ricordati che qui si sta facendo “terrorismo”.
      Qui dentro, l’unica a non prendere bastonate sarebbe solo Chiara perché, in quanto donna, non è responsabile di quello che fa/dice.

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      1. Più che altro credo che metteranno filtri per oscurare i siti sgraditi al regime, facilmente bypassibili con un VPN.
        Ovviamente, però, di scrivere cose anti-femmniste sul tuo profilo facebook aperto con foto e nome e cognome, e rimanere indenne, te lo scordi.

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  4. ” Articolo di commiato” ! A quanto pare ti sei rotto i coglioni, benvenuto nel mio mondo. Comunque poi passa, se è solo questo, se c’è altro tocca tirar fuori l’ artiglieria pesante 😉

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    1. Io sono localmente famoso per due cose apparentemente contraddittorie: ingaggiare e vincere battaglie apparentemente perse e CONTEMPORANEAMENTE non ingaggiare altre battaglie apparentemente del tutto simili.
      E’ perché nel primo caso valuto che c’è in realtà almeno un 30% di probabilità di farcela, nel secondo valuto che siamo sotto il 3%.
      Secondo me OGGI questa sta sotto il 2%.

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    2. Non dipende dalle forze nemiche: quelle le batto quando voglio con un minimo supporto. Anche in svantaggio numerico 1 a 5 si vince.
      Dipende dal fatto che non ci sono forze amiche, il meglio è gente che un po’ spara su di loro e un po’ su di te, 50:50, con l’aggravante che su di loro il tiro è impreciso, su di te è tipo cecchino da medaglia d’oro al valore.

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  5. Per non parlare degli incel fascisti che affermano che le leggi femministe (tipo quella sul consenso)danneggiano le donne siccome va a colpire i balordi amati da quest’ultime, con le leggi femministe i balordi avranno più riguardo nell andare con loro…hai capito?il consenso esplicito adesso danneggia le donne perché non si possono far utilizzare dai balordi ahahahah.

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    1. L’unico modo in cui leggi come quella sul consenso esplicito potrebbero danneggiare le donne è se tanti uomini mangiassero la foglia.
      In tutti gli altri scenari per le donne è manna dal cielo.

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  6. Esatto. Si scandalizzarono e stracciarono le vesti, per il fatto che un sudamericano che ammazzò la moglie se la cavò con 16 anni di galera, perché la giudice gli diede le attenuanti.
    Il problema era che la moglie per anni gli aveva sbattuto in faccia i sui tradimenti, insultandolo e deridendolo. Lui alla fine si arrese e partì per tornare in Sudamerica, e lei lo supplicò di ripensarci e di tornare.
    Lui accettò ma lei ricominciò da subito, peggio di prima. Lui la uccise durante una lite, dopo una serie di insulti alla sua virilità, sfottò che vantavano le superiori prestazioni dell’amante e sfide a metterle le mani addosso.
    Come dice paolo: questo non giustifica l’omicidio (nota che non ho mai sostenuto che lo facesse). Ma sedici anni sono pochi? Secondo le stesse sostenitrici dell’assoluzione piena per quelle che ammazzano il marito, magari addormentato, per via di reali o presunte violenze pregresse?

    GdTC: o la violenza giustifica l’uxoricidio, in tutto o in parte, oppure no. Però deve valere la stessa regola per un coniuge maschio che per uno femmina.
    O magari: ai fini delle attenuanti, vale solo la violenza fisica e non quella psicologica. Ok, ma allora che smettano di mettere, loro per prime, le due cose sullo stesso piano, quando hanno bisogno di gonfiare i numeri della violenza sulle donne (per loro “violenza di genere” e “violenza sulle donne” sono sinonimi, nonostante sia tutto da dimostrare che i numeri siano così differenti, a parte quelli della letalità, cfr. Erin Pizzey).

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    1. @ Von Clausewitz

      A proposito di violenza psicologica e verbale femminile…
      Ieri sera mi trovavo in un ristorante dove sono solito andare a mangiare un paio di volte alla settimana.
      Vicino a me c’era una coppia: lui sui 45 anni, lei sui 37-38 anni.
      Beh, quest’ ultima non ha fatto altro che rompere i coglioni a lui, con toni costantemente aggressivi, parlando anche a voce alta e dicendogli che se avesse fatto questo e quell’altro avrebbe dovuto andarsene da casa”, bla bla bla.
      Allorché mi son girato e l’ho guardata… lei se ne è accorta e mi ha guardato con uno sguardo un po’ imbarazzato…
      Dopo di che ha ricominciato a rompere le palle a lui, il classico brav’uomo solo, che pur di avere una donna accetta di tutto, offese gratuite comprese.
      Naturalmente quando c’è stato da pagare il conto lei non ha tirato fuori un centesimo, ed ha pure intimato a lui di pagare.
      Guarda, è stata una faticata dover star zitto e farmi gli affari miei, perché avrei voluto veramente mandarla affanculo e magari prenderla a calci in culo.
      Una schifosa, un’autentica schifosa parassita.

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      1. Io invece ho una vicina di casa che ho mandato a cuccia anni fa e da allora non mi saluta più. Invece il marito mi saluta ma solo se non c’è lei vicino.

        L’ho mandata a cuccia per questo: avevo parcheggiato un’auto dove secondo lei è sua proprietà (non la è) e questa si affaccia e comincia a sbraitare, io inizio a rispondere con tono accomodantissimo ma riesco a dire solo tre o quattro parole e quella fa’ un gesto stizzito e rientra in casa, come dire “non ascolto le tue cazzate”.
        Due giorni dopo ri-parcheggio li e quella mi urla “ancora?”.
        Io la guardo e le dico con tono incazzato: “Stai zitta e non osare mai più rivolgermi la parola! Se hai dei problemi su dove parcheggio chiama i vigili o i carabinieri e ne parlo con loro, ma non con te, la tua voce mi disturba, non mi disturbare altrimenti mi incazzo e vengo su”.
        E’ scappata dentro.
        Da allora spesso parcheggio li’ ma lei non esce dalla finestra quando ci sono io, non lo ha mai più fatto, e sono passati anni.
        E se dovesse riparlarmi la rimando a cuccia: non voglio sentire mai più la sua voce, l’occasione di parlare l’ha sprecata e io non concedo seconda occasione. Vigili/carabinieri ovviamente non ne ha mai chiamati: la troia sa benissimo che li’ non c’è suo, io prima di cominciare a parcheggiarci mi ero informato con chi di dovere…se fosse più vicino ci parcheggerei SEMPRE, non lo faccio semplicemente perché di solito trovo posto più vicino.

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  7. eric, lo posto qua…
    Proprio vero che i peggiori nemici degli uomini che non contano una mazza sono gli uomini che si trovano “in alto”.
    Bah… son clonati, fatti con lo stampino.
    Leccaculo allo stato puro.

    https://vdnews.tv/article/situazione-donne-italia-immorale-ingiusta-mario-draghi
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    LA SITUAZIONE DELLE DONNE IN ITALIA È «IMMORALE E INGIUSTA» PER MARIO DRAGHI
    Niccolò Brighella | 22.06.21
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    Le donne «devono accettare anziché scegliere, devono obbedire anziché inventare. Solo perché sono donne. Questa situazione non solo risulta immorale ed ingiusta, ma rappresenta anche un atteggiamento miope». Non sono le parole di una persona qualsiasi, sono quelle del premier Mario Draghi, intervenuto al Women Political Leaders Summit con un videomessaggio. Parole che ricordano quelle già pronunciate a febbraio 2021, quando aveva ricordato: «L’Italia presenta oggi uno dei peggiori gap salariali tra generi in Europa. Oltre una cronica scarsità di donne in posizioni manageriali di rilievo».

    Il problema del gender pay gap in Italia
    L’intervento di Mario Draghi sottolinea, ancora una volta, le difficoltà che affrontano le donne italiane nel cercare di raggiungere un pari trattamento nel lavoro. Una parità per arrivare alla quale, secondo le stime del World Economic Forum, ci vorranno globalmente almeno 135 anni. «Dobbiamo assicurare la parità di condizioni nel mercato del lavoro e colmare il divario di retribuzione tra i generi ed aumentare il numero di donne in posizioni di responsabilità». Per Mario Draghi. Infatti, seppure la percentuale di donne in posizioni di comando sia aumentata negli ultimi anni, l’Italia si trova ancora in basso nella classifica mondiale delle nazioni col minor gender gap. Una classifica guidata da Islanda, Finlandia, Norvegia e Nuova Zelanda. L’Italia, oggi, è riuscita a scalare le posizioni dal 76° al 63° posto, grazie soprattutto all’aumento di donne tra in Parlamento. Ma, dati alla mano, la riduzione del gender gap in Italia è solo del 61,9%, contro il 70% della media europea occidentale e l’84% dell’Islanda. «Dobbiamo rafforzare i nostri sistemi di sicurezza sociale in modo tale da favorire l’evoluzione delle carriere delle donne».

    In Italia il solo il 42% delle donne sono occupate, con una differenza salariale che si attesta tra il 5,6 e il 12%. Come il Centro Studi UIL ha spiegato a VD, l’Osservatorio sulle Retribuzioni dei lavoratori italiani ha segnalato che a livello aggregato, una donna percepisce una retribuzione mediana netta pari a 1.367 €, 110 € in meno di un uomo (1.477 €). In un inquadramento basso la busta paga mediana netta di un uomo si attesta a 1.418 €, mentre quella di una donna si ferma a 1.200. Una differenza di circa 220 € (il 15%). In un inquadramento medio una donna percepisce una retribuzione mediana netta di 1.428 €, mentre quella di un uomo si assesta a 1.503 € (+75 €). Questa disparità è dovuta anche al basso numero di manager donna, solo il 28%. Meno di un terzo. «Il nostro obiettivo in Italia è quello di investire, entro il 2026, almeno 7 miliardi di euro per la promozione dell’uguaglianza di genere». Ha aggiunto Draghi.

    E poi c’è la maternità
    La diversità di trattamento tra uomo e donna si manifesta anche nella gestione della famiglia. Uno dei nuclei tradizionali dove i bias culturali tendono a rivelarsi più tenaci da abbattere. Lo rivela uno studio dell’INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche), titolato Dalla fase 1 alla fase 2: quale transizione per uomini e donne? Una prospettiva di genere, che mostra come con la pandemia la gestione della famiglia sia ricaduta in gran parte sulle donne. A discapito del loro lavoro. Secondo l’Inapp, anche in caso di copresenza uomo-donna, la cura dei figli resta comunque affidata prevalentemente alla donna.

    Delle donne intervistate nello studio, il 50% ha affermato di aver seguito i figli in maniera prevalente. Gli uomini che hanno fatto lo stesso sono solo il 5% dei rispondenti. Una disparità confermata dal quadro culturale tracciato da Eurobarometro: il 51% degli italiani ritiene ancora che “sia naturale” che la donna si occupi dei figli e che il successo lavorativo sia “prerogativa maschile”. I dati Istat, Inapp Plus e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro sono espressione di un un pensiero dominante: una donna su sei, dopo aver dato alla luce un figlio, lascia il mercato del lavoro mentre aumentano in maniera costante le dimissioni volontarie delle donne con figli da 0 a 3 anni. Insomma: le brave mamme, in Italia, non lavorano. Questo vuole la società.
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    1. “Al salire della percentuale di uomini che svolgono quotidianamente attività domestiche quella delle donne non scende in maniera significativa!

      Ecco perché 78% e 32% diventa in Svezia 74% e 56% – perché il 22% di donne (nel primo caso) e il 26% (nel secondo caso) sono quasi interamente donne con figli grandi, che vivono altrove o magari fanno LORO qualche lavoro in casa al posto della madre. In Lettonia gli uomini arrivano addirittura al 57% ma le donne stanno all’82%: i 25 punti in più maschili non determinano alcun calo femminile, con una percentuale femminile che è anzi di 4 punti più alta della media.

      E ovviamente funziona anche al contrario: in Italia l’81% delle donne svolge quotidianamente attività domestiche, un punto in meno della Lettonia (82%) malgrado in Italia gli uomini stiano al 20% e in Lettonia ben al 57%.

      Ecco spiegato perché una crescita maschile di ben 37 punti percentuali non comporta alcuna riduzione del carico femminile: per via del meccanismo dell’ISTAT (e pure dell’Eurostat) che include chiunque abbia figli senza badare allo status di divorziato né all’età dei figli.”

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