Uomorismo Femministo: Bibbiano, Foti condannato a 4 anni per lesioni gravissime.

“Foti avrebbe fatto sedute di psicoterapia con modalità suggestive, ingenerando nella minore la convinzione di essere stata abusata sessualmente dal padre e sottoponendola alla tecnica della Emdr, la ‘macchina dei ricordi’, “in totale violazione dei protocolli di riferimento”. Le sedute avrebbero avuto l’effetto di provocare disturbi, ansia e depressione alla piccola…Sono pertanto lesioni gravissime e perciò si becca 4 anni. Se invece che gravissime erano lesioni medie gli dicevamo che era stato birichino. Se poi fossero state solo lievi lo proponevamo come Presidente della Repubblica”

😀 LOL 😀

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/11/11/affidi-illeciti-a-bibbiano-lo-psicoterapeuta-foti-condannato-a-4-anni-assolta-lassistente-sociale-benati-17-rinvii-a-giudizio-ce-anche-il-sindaco/6388686/

L’ho messo sotto “Uomorismo Femministo” perché la notizia è tristemente divertente…

30 thoughts on “Uomorismo Femministo: Bibbiano, Foti condannato a 4 anni per lesioni gravissime.

  1. Che storie di merda ! Gente con lauree della minchia tipo sociologia o pedagogia che stanno in mezzo ai bimbi. Un bambino ha bisogno di fare solo una cosa, giocare e azzuffarsi con altri bambini dalla mattina alla sera. Fosse per me non li farei neanche studiare, questi invece fanno sedute e pipponi mentali perché i problemi ce li hanno loro. Un adulto dovrebbe solo fare da paracadute, sorvegliare affinché non si facciano troppo male per il resto se si facessero i cazzi loro non farebbero un soldo di danno. Io stavo fuori casa e sparivo in continuazione nelle strade del paese per la gioia di mia madre che quando mi recuperava mi riempiva di ceffoni condite dalle bestemmie di mio padre, tutto sommato sono diventato solo po’ anarchico e non un potenziale sociopatico.

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    1. I bambini sono piu iperattivi delle bambine che invece sono piu diligenti nei primi anni dell’infanzia. se avessi dei figli vorrei avere almeno una femmina, così da indirizzarla allo studio della chitarra sin dalla piu tenera età e farla diventare una virtuosa già alle elementari.

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      1. Su YouTube c’erano le performance incredibili di una ragazzina, come si chiamava… mondo cane, non mi ricordo. C’era il nome e solo l’iniziale del cognome, ma lasciava a bocca aperta quando suonava cose come “Eruption” di Van Halen (che fa un po’ cagare ma è piena di virtuosismi incredibili) o l’arrangiamento della sonata “Al chiaro di luna” di Michele Vioni.
        Lessi pure un articolo in cui sostenevano che sarebbe diventata la migliore chitarrista del mondo; solite esagerazioni, magari succederà, magari lo era addirittura già, ma non sarebbe bastato dire che fosse incredibilmente brava, a livello di chitarristi rinomati per la loro abilità? Di chitarristi veramente bravi, ce ne sono tanti.

        Adesso è sparita, chissà perché. Non si trova più, peccato.

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        1. sarà stata autistica. ma ce ne sono diverse, e a leggere i commenti è pieno di utenti maschi che si complimentano anziché intimar loro di tornare in cucina a filare la calza come invece pensano la Murgia e la Boldrina, che ovviamente non sanno suonare la chitarra perché è troppo sbattimento.
          i bambini maschi ho idea che siano troppo iperattivi per concentrarsi e raggiungere quei livelli così presto, di solito recuperano dopo.

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          1. Guarda, io sono un utente maschio ma penso che se Tina S. (mi sono finalmente ricordato il nome!) smettesse di suonare, sarebbe un enorme peccato. Era incredibilmente brava, una cosa spettacolare, non vedo perché dovrei intimarle di tornare in cucina. Secondo me fa benissimo a valorizzare il suo talento, e spero che sia semplicemente sparita da YouTube, non abbia mollato la musica e la chitarra.

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    1. In realtà mi piace anche il metal più recente.
      Sono stato iscritto per più di dieci anni a eMusic, ho tirato giù tutto il metal che avevano, a prezzi ridottissimi rispetto ai vari Google o iTunes, 40 canzoni al mese. Adesso ho una collezione sterminata, di cui un sacco di brani mi sono ancora incogniti. Amo ascoltare metal mentre lavoro in ufficio, mi aiuta a concentrarmi nel casino, e man mano mi segno le canzoni che mi piacciono. Molte non le “riconosco” al primo ascolto, è solo dopo un po’ di ascolti, che mi accorgo che mi sono rimaste in testa e che hanno un ritmo come piace a me.
      E’ che intanto hanno fatto la loro comparsa sul sito un po’ di album nuovi. Devo ricordarmi di andare ad ascoltare un po’ di esempi, segnarmi quelli papabili, e quando arrivo a 100-200 canzoni, comprare dei crediti una tantum e scaricarle. Così la collezione aumenterà ancora di più e io sarò sempre indietro 🙂

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  2. A proposito della questione “torneo di scacchi riservato alle sole donne”: ho appena scoperto che esistono anche le Olimpiadi della Matematica riservate alle sole donne.

    Ora, se mettiamo insieme tale ragguardevole fatto …

    https://ilbolive.unipd.it/it/olimpiadi-femminili-matematica-oltre-stereotipi

    … con le informazioni che si ottengono consultando l’elenco dei più recenti vincitori della gara nazionale (MISTA) delle Olimpiadi di Matematica …

    2000 Oro Dario Saccavino
    2001 Oro Emanuele Spadaro
    2002 Oro Emanuele Spadaro
    2003 Oro Giulio Tiozzo
    2004 Oro Luca Barbieri
    2005 Oro Gabriele Negro
    2006 Oro Simone Di Marino
    2007 Oro Pietro Vertechi
    2008 Oro Andrea Fogari
    2009 Oro Andrea Bianchi
    Luca Ghidelli
    2010 Oro Luca Ghidelli
    2011 Oro Federico Borghese
    2012 Oro Gioacchino Antonelli
    Dario Ascari
    Federico Glaudo
    Fabio Ferri
    Julian Demeio
    2013 Oro Federico Glaudo
    2014 Oro Dario Ascari
    2015 Oro Francesco Ballini
    2016 Oro Andrea Ulliana
    Federico Viola
    2017 Oro Jacopo Guoyi Chen
    2018 Oro Andrea Ciprietti
    2019 Oro Massimiliano Foschi
    2020 Oro Matteo Damiano
    Massimiliano Foschi
    Leonardo Franchi
    Matteo Poletto
    2021 Oro Matteo Damiano
    Massimiliano Foschi

    … ed includendo infine un messaggio dell’utente Paolo Scatolini, apparso su questo blog sotto l’articolo “Uomorismo Femministo: Lorenzo Gasparrini sulla stupidità dell’antifascismo.” alle ore 6:26 pm del giorno 22/10/2021:

    “una persona appassionata di una materia davvero non si lascia convincere dalla famiglia (o dalla società) a studiare qualcosa per cui non ha nessuna inclinazione, non in occidente” [Paolo Scatolini]

    … beh … DIREI CHE SIAMO DAVANTI AD UNA GROSSA … GROSSISSIMA … IMBARAZZANTE CONTRADDIZIONE … XD

    Pertanto, ritengo che tale notevolissima ed imbarazzante contraddizione richieda opportuna ed immediata soluzione tramite apposito Gioco delle Tre Carte messo in atto da parte di qualche espert* del settore …

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    1. As a side fact, siamo costretti con grande imbarazzo a constatare che il nome del vincitore dell’edizione corrispondente all’anno 2005 contiene la parola “negro”, una circostanza incresciosa di cui ci scusiamo anticipatamente con tutti i lettori …

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    2. Quando leggo parole come queste,
      ” Una interpretazione semplicistica di questo dato potrebbe portare a dire che le ragazze sono meno brave in matematica, a conferma di un pregiudizio ancora largamente diffuso”

      mi girano subito le palle, perché è un dato di fatto che in matematica i maschi son più bravi delle femmine.
      Infatti, in Italia, dal 1986 ad oggi, le olimpiadi della matematica son state vinte solo ed esclusivamente da ragazzi.
      https://it.wikipedia.org/wiki/Olimpiadi_italiane_della_matematica

      Ma anche a livello internazionale la musica non cambia, perché a parte alcune eccezioni femminili, come la tedesca Lisa Sauermann e poche altre, il dominio maschile è incontestabile.

      @@@
      La prima ragazza a vincere una medaglia d’oro alle IMO fu Lida Goncharova nel 1962. La seconda nel 1976 fu Tanya Khovanova che nel suo blog racconta le sue vicende da imoista, presenta raccolte di problemi (compresa una raccolta di “coffin problems”) e la sua vita successiva. La terza ragazza fu Natalia Grinberg. La ragazza con il risultato più eclatante è stata la tedesca Lisa Sauermann, che vinse 4 ori e un argento, risultando al secondo posto assoluto[3] nella classifica di tutti i tempi delle Imo.
      L’iraniana Maryam Mirzakhani la prima donna a vincere la Medaglia Fields nel 2014, aveva vinto due ori in due partecipazioni nel 1994 e nel 1995 per la Repubblica Islamica dell’Iran[4].
      @@@

      @@@
      Risultati notevoli dell’Italia
      L’Italia ha ottenuto sovente risultati importanti alle IMO. La prima partecipazione è datata 1967. Al 2021 l’Italia ha partecipato 42 volte[5], vincendo 18 medaglie d’oro, 47 medaglie di argento e 73 medaglie di bronzo; ha inoltre ottenuto 35 menzioni d’onore.[6]

      Solo sette ragazze hanno finora partecipato per l’Italia alle IMO. Fra queste, Maria Colombo ottenne tre partecipazioni e una medaglia d’oro, un argento e un bronzo.

      Andrea Fogari ha partecipato a quattro edizioni ottenendo un oro, due argenti e un bronzo; anche Federico Glaudo ha collezionato quattro partecipazioni, ottenendo tre argenti e un bronzo. Dario Ascari[7] è l’unico italiano ad aver vinto due ori in due partecipazioni, nel 2014 e nel 2015.

      I punteggi più alti ottenuti dagli italiani sono stati: 36 punti per Sergio Conti nel 1990,[8] 35 per Pietro Vertechi nel 2007, per Dario Ascari sia nel 2013 sia nel 2014[3] e per Matteo Poletto nel 2021.[9] Francesco Sala nel 2015 ha ottenuto il 9º posto assoluto, solo Pietro Vertechi nel 2007 aveva ottenuto un piazzamento migliore, il 4º posto assoluto.[10]
      @@@

      Ne parlai più volte nel forum sulla QM.

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      1. OK, però non hai contato i vincitori delle Olimpiadi europee femminili di Matematica (Egmo): iniziate in Gran Bretagna nel 2012, sono ormai giunte alla loro decima edizione e le vincitrici sono sempre state tutte donne!

        Forza ragazze!

        P.S. Hai letto cosa ha scritto l’autric* dell’articolo sulle Olimpiadi femminili di Matematica? Dice “[Le Olimpiadi femminili] Nascono in Gran Bretagna, paese che ha scritto la storia delle questioni di genere fin dagli albori”. Caspita, davvero imbarazzante per un Paese che “ha scritto la storia delle questioni di genere” avere ancora, nel 2021, un Codice Penale che stabilisce pene maggiori per la più comune forma di violenza sessuale esercitata sulle donne (“being penetrated”) rispetto a quella tipica esercitata sugli uomini (“being made to penetrate”). E’ anche vero che le cose vanno fatte in ordine d’importanza: prima le Olimpiadi di Matematica differenziate per sesso, che rappresentano comunque una priorità, poi tutto il resto verrà da sé … forse … Oppure, in alternativa, come disse una volta quel vecchio volpone di Paolo Scatolini “Non è che il femminismo può occuparsi pure delle discriminazioni subite dagli uomini: le donne si sono già occupate devotamente dei loro mariti, padri e fratelli durante l’intero corso della Storia, adesso è giusto che pensino anche un po’ ai loro problemi, che diamine!” 😀

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          1. https://www.questionemaschile.org/forum/index.php/topic,13706.msg158581.html#msg158581
            @@@
            29.06 | 23:24 FLANEUR
            Le medaglie, come le gare, sono divise per sessi altrimenti lo sport femminile non esisterebbe neanche. Dunque in questo caso il separatismo giova alle donne ed è ben accetto, diversamente da altri campi. Ma a parte questo, se in una nazione le donne conquistano più medaglie degli uomini in una Olimpiade, è matematico che in un’altra siano gli uomini a conquistarne di più. Ma allora che senso ha parlare di sorpassi al femminile, di maggior tenacia, di capacità di fare squadra delle donne, di maggior spirito di sacrificio e via banalizzando? E si è mai letto qualcosa del genere quando sono i maschi a vincere più medaglie? Mai, ovviamente e giustamente. Quindi sia l’articolo che i commenti entusiasti non hanno senso alcuno, sono solo l’espressione del mainstream in cui siamo immersi che obnubila menti e ragione.
            @@@

            Leggete qui.
            (Gazzetta dello Sport del 25 febbraio 1994)
            https://www.corriere.it/Primo_Piano/Sport/2011/06/09/pop_donne.shtml

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      2. Mario
        November 13, 2021 at 12:32 pm
        OK, però non hai contato i vincitori delle Olimpiadi europee femminili di Matematica (Egmo): iniziate in Gran Bretagna nel 2012, sono ormai giunte alla loro decima edizione e le vincitrici sono sempre state tutte donne!
        @@@@

        Certo, è risaputo che le femmine sono “più più più” dei maschi in ogni ambito dekla vita, compreso quello sportivo.
        Per dire…
        ——————————–
        https://www.questionemaschile.org/forum/index.php/topic,13706.msg158579.html#msg158579

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        Re:La superdonna onnivincente e rappresentativa ha fatto FLOP
        « Reply #94 on: August 17, 2016, 11:38:10 AM »

        @@
        http://www.gqitalia.it/httpredir/r.php?q=/sport-static/static/2011/12/flavia-pennetta-tennis-francesca-schiavone-olimpiadi-2012-slam-nadal-mio-uomo-ideale
        Flavia Pennetta – 16 dicembre 2011
        Quote
        Francesca, le donne italiane del tennis negli ultimi anni hanno dimostrato di essere molto più forti degli uomini: come te lo spieghi?

        “Sono certa che gli uomini sapranno tornare a farsi valere molto presto, ma noi donne siamo state molto più competitive e determinate di loro: in campo non guardiamo in faccia nessuno e vogliamo vincere. Noi atlete italiane abbiamo dimostrato di avere una marcia in più, perché siamo state competitive, grintose e determinate e abbiamo saputo lavorare con una costanza invidiabile, puntando a degli obiettivi alti”.
        @@
        @@

        Antonietta Di Martino – 24 marzo 2011
        http://www.ilsussidiario.net/News/Calcio-e-altri-Sport/2011/3/24/ATLETICA-Antonietta-Di-Martino-esclusiva-punto-ai-Mondiali-ma-sogno-Londra/161402/
        Quote
        E’ un momento felice dello sport italiani femminile. Con tanti nomi e tante stelle, dalla Pellegrini alle ragazze della scherma, a Tania Cagnotto…

        Le donne stanno dando lustro allo sport azzurro e il motivo è che siamo più cocciute e più determinate degli uomini: così si raccolgono risultati importanti.
        @@

        ———————

        https://www.questionemaschile.org/forum/index.php/topic,13706.msg158580.html#msg158580
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        Donne: il fattore X del sesso forte
        By Redazione AS – In Dalla Redazione – 25 gennaio 2016
        Se le malattie attecchiscono meno, è anche grazie al loro bagaglio genetico
        Che l’inizio millennio avesse rovesciato cliché consolidatisi nei secoli era piuttosto evidente. Che stesse montando una marea rosa, pronta a prendere le redini del mondo economico, sociale e persino politico, anche.

        Ora, però, la parola definitiva l’ha messa la scienza: il vero sesso forte sono le donne. Stando a quanto riporta uno studio pubblicato fa sulla rivista scientifica BioEssays le donne sono in grado di resistere meglio alle malattie e al cancro, e sono in possesso di un sistema di “back up” per combattere le malattie.
        Insomma, sono più forti. E il segreto è custodito nel microRNA, i piccoli ceppi di RNA che contengono informazioni per la sintesi delle proteine. Gli scienziati hanno osservato il loro ruolo sul cromosoma “X”, maggiormente presente nelle donne. Le funzioni di molti tipi di micro RNA restano sconosciute, ma alcuni filamenti hanno funzioni importanti nella lotta all’immunità e al cancro. E mentre i maschi hanno un cromosoma X e uno Y, le femmine ne hanno due X. Ecco perché, secondo il dottor Claude Libert dell’Università di Gand, in Belgio, che ha condotto lo studio, se le donne sono maggiormente in grado di resistere a traumi e infezioni, vivendo più a lungo, è “grazie al cromosoma X”. L’imprinting genetico, dunque, dà un indubbio vantaggio immunologico alle donne.

        E non è l’unico, se è vero che pochi mesi fa un gruppo di scienziati ha scoperto che addirittura respirano meglio ad altre quote. L’altra metà del cielo risente meno dei problemi legati alla carenza d’ossigeno cui si va incontro in alta montagna. A documentarlo sono i dati raccolti durante una spedizione di due mesi sull’Himalaya, in cui un gruppo di camici bianchi in versione alpinista ha monitorato una cinquantina di persone a oltre 5 mila metri di altezza. Scoprendo che mentre gli uomini andavano in affanno, le donne resistevano molto meglio.
        Del resto, che qualcosa fosse cambiato se ne erano accorti in molti, se è vero che molti sondaggi pubblicati negli ultimi tempi hanno tutti evidenziato la stessa tendenza: tenaci, determinate, creative, intraprendenti, le donne battono gli uomini. Una ricerca recente condotta da Telesurvey, ad esempio, ha rivelato che alla domanda su quale dei due sessi possa essere considerato il più forte, il 43 per cento del campione ha risposto scegliendo quello femminile. Soltanto il 22 per cento quello maschile, mentre per il 34 per cento dipende dalle situazioni.
        Agli intervistati sono state elencate caratteristiche rilevanti, come coraggio, intelligenza e indipendenza. È stato chiesto loro se ciascuna di queste qualità fosse più attribuibile all’uomo, alla donna o a entrambi in eguale misura. Dalle riposte è emersa pertanto la figura di una donna che, rispetto all’uomo, è più forte, determinata e capace di affrontare gli imprevisti. Nonostante ciò, un’alta percentuale di intervistati (il 72 per cento) ritiene tuttavia che la società italiana sia ancora maschilista.
        Eppure, altre indagini ancora segnalano che il sorpasso potrebbe non essere così lontano. E rivelano che le donne sembrano più al passo con i tempi: più tolleranti rispetto alle diversità, che si tratti di coppie di fatto o unioni omosessuali; rampanti sul lavoro, ma senza troppi isterismi e volontà sfrenata di fare carriera; perfino atletiche e animate da un nuovo spirito agonistico specie tra le nuove generazioni. Prova ne sia il fatto che lo sport italiano, ultimamente, è colorato quasi solo di rosa: da Federica Pellegrini a Valentina Vezzali, da Flavia Pennetta a Josefa Idem.
        Arcidonna, l’associazione impegnata per le pari opportunità, ha fotografato il prototipo della donna: battagliere e schierate non solo per la difesa dei propri diritti ma anche contro ogni discriminazione. Addirittura trasgressive e più disinibite dei maschi. Più inclini ad accogliere senza traumi le novità. Più restie a farsi travolgere dai pregiudizi. Più pronte ad adattarsi al cambiamento. E allora, per gran parte delle donne le coppie di fatto sono famiglie come le altre, cui vanno riconosciuti gli stessi diritti. Compreso quello di adottare un bambino. Quanto all’omosessualità, per oltre il 50 è una tendenza naturale. Al contrario, la maggior parte degli uomini la giudica innaturale, addirittura una malattia.
        Insomma, pochi anni sembrano aver spazzato via decenni di consuetudini e luoghi comuni. E oggi le donne sono istruite, forti, determinate, a volte pure “mascolinizzate”. Sembrano aver preso in mano le leve di comando, occupando sempre più spesso ruoli di potere che prima erano loro preclusi. Come è successo? Semplice, e sono ancora una volta gli studi e le statistiche a confortare il comune sentire: le donne sono più portate nello studio, a scuola ottengono risultati migliori rispetto ai loro coetanei maschi e studiano più a lungo. Il numero di laureate ha ormai superato quello dei laureati, e lo stesso vale per gli iscritti all’università.
        @@

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        1. questa stronzata delle donne che respirano meglio alle alte quote non la avevo ancora sentita.
          Non ha nessun fondamento, una cazzata sesquipedale per almeno 5 motivi.
          Lasciamo perdere la resistenza alle malattie : le donne ricorrono molto di più alla sanità rispetto agli uomini.
          Più resistenti… si, su Andromeda

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          1. L’ unica situazione in cui ste zoccole possono vantare un vantaggio oggettivo è il sesso. Possono andare avanti per ore mentre un uomo deve rifiatare ( il riposo del guerriero 😁). Lasciate perdere chi al bar si vanta di prestazioni straordinarie, mente.

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          2. certo, ma prendi quelle che si muovono e che comunque hanno gli orgasmi. vedi che si stancano anche loro. Noi per altro emettiamo il seme , che biologicamente non è da poco

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          3. Quella scemenza, perché tale è, la scoprii nel 2016.
            Ma quello che va sempre sottolineato è il fatto che non esiste un’ atleta che sia una (italiana o straniera che sia), in grado di ammettere che in ambito sportivo gli uomini sono superiori alle donne.
            Cosa vuol dire:
            “ma noi donne siamo state molto più competitive e determinate di loro: in campo non guardiamo in faccia nessuno e vogliamo vincere. Noi atlete italiane abbiamo dimostrato di avere una marcia in più, perché siamo state competitive, grintose e determinate e abbiamo saputo lavorare con una costanza invidiabile, puntando a degli obiettivi alti”…?

            Ma che razza di paragoni dementi, da bambine deficienti, sarebbero ?
            Contro chi ottengono le loro vittorie queste cerebrolese ?
            Ovviamente contro altre femmine.
            Perciò ci sono donne che perdono e donne che vincono, esattamente come accade fra gli uomini.
            Nonostante ciò queste decerebrate, invidiose e complessate, seguitano a fare discorsi del genere, in questo supportate dai giornalisti di sesso maschile che definire dei leccaculo di merda è poco.
            Non parliamo poi di quello che accade sui social quando a perdere (contro altri maschi) è una squadra maschile e a vincere è una squadra femminile (contro altre femmine).
            Basta ricordare gli sbeffeggiamenti verso la nazionale maschile di calcio, che non si qualificò agli ultimi mondiali maschili disputati nel 2018, e la glorificazione della nazionale femminile di calcio. che invece si qualificò ai mondiali femminili del 2019.
            Contro gli uomini nessuna nazionale femminile riuscirebbe a passare le qualificazioni, in un ipotetico campionato mondiale misto…
            Viceversa, nazionali maschili mediocri (nel settore maschile, ovviamente), sarebbero eccellenti e vittoriose contro le nazionali femminili.

            Prendi anche questa domanda da ritardati(e) mentali:
            “Francesca, le donne italiane del tennis negli ultimi anni hanno dimostrato di essere molto più forti degli uomini: come te lo spieghi?”

            Nel tennis la numero uno tra le femmine le busca dal numero cinquecento fra gli uomini.
            C’è bisogno di aggiungere altro ?
            Nel calcio ragazzini di 15 anni le suonano spesso e volentieri a calciatrici professioniste.
            https://www.libertaddigital.com/deportes/futbol/2021-08-19/humillante-derrota-atletic-bilbao-vuelve-poner-entredicho-nivel-real-futbol-femenino-6810810/
            Etc etc.

            Come già ho avuto modo di scrivere in passato, dipendesse da me, ne avessi il potere, abolirei immediatamente le competizioni divise in base al sesso.
            Solo gare miste, poi vediamo cosa succede.
            Io dico che dello sport al femminile resterebbero solo le macerie…
            Di certo i discorsi senza senso, che tocca leggere e ascoltare da decenni, scomparirebbero in un attimo.

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          4. purtroppo lo zerbinismo maschile rinforma simili deliri. Perchè pasterebbe solo ribadere che non esistono competizioni open, cioè aperte a tutti, maschi e femmine e questo è dovuto solo ed esclusivamente ad un ineliminabile motivo :
            l’ inferiorità femminile nello sport.
            In TUTTO lo sport, in tutte le competizioni, scacchi compresi

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          5. Io sarei anche cavalleresco, credo che nello sporto siano importanti il fair play e la correttezza. Lo sport può essere scuola di vita, educare al rispetto e alla competizione sana, al dare il meglio senza perdere di vista i propri valori.

            Poi però leggo sparate come questa: “Sono certa che gli uomini sapranno tornare a farsi valere molto presto, ma noi donne siamo state molto più competitive e determinate di loro: in campo non guardiamo in faccia nessuno e vogliamo vincere. Noi atlete italiane abbiamo dimostrato di avere una marcia in più, perché siamo state competitive, grintose e determinate e abbiamo saputo lavorare con una costanza invidiabile, puntando a degli obiettivi alti” e mando le belle idee affanculo.
            Frasi così mostrano chiaramente che LE ATLETE FEMMINA NON SONO SPORTIVE, sono arroganti e supponenti, amano vaneggiare di un’INESISTENTE superiorità dello sport femminile, e quindi perché andrebbero trattate con riguardo? Stupide oche starnazzanti, provate prima a vincere contro una squadra agonistica di quei maschi che disprezzate tanto, e allora potrete anche vantarvi di essere meglio di loro. Ma lo sappiamo tutti, che nello sport non valete un cazzo, no? Che vincereste nello 0,5% dei casi se va bene. Che una squadra di calcio femminile non vince neanche contro la serie C maschile, che una combattente femmina magari può vincere contro un tizio qualunque, ma verrà semplicemente polverizzata da un combattente maschio di eguale percentile, che i record del mondo femminili vengono regolarmente battuti da studenti delle università USA.
            Gli uomini dello sport sono quasi sempre cavalieri, rendono rispettoso omaggio alle pulzelle, quando vincono in qualcuno dei loro campionati a scartamento ridotto. Lo farei anch’io, se non saltassero fuori queste idiote a vantarsi di essere più brave degli uomini, e a farmi passare ogni voglia di apprez<zare le loro vittorie.

            Pienamente d'accordo: campionati unificati, così finalmente le superdonne potranno mostrare quanto valgano, contro i maschietti deboli e cerebrolesi. Perché se oggi le prove sono separate, è solo per proteggere il fragile ego maschile, che capitolerebbe di fronte alle inevitabili sconfitte, giusto?

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          6. baley
            November 15, 2021 at 1:19 pm
            purtroppo lo zerbinismo maschile rinforma simili deliri.
            @@@

            Infatti il problema è il leccaculismo maschile, un problema che peraltro non riguarda solo l’Occidente ma anche l’Oriente.
            Per esempio, queste son parole pronunciate dalla nipponica Hirota Haruka in occasione delle Olimpiadi di Atene, nel 2004.

            @@
            Noi donne siamo più forti qui, qui e qui, dice toccandosi testa, cuore e braccia.
            Siamo più dei colleghi, anche qui all’Olimpiade, perché abbiamo qualità fondamentali
            che vengono fuori nei momenti che contano. Siamo anche più forti e resistenti, non molliamo
            davanti alle difficoltà e non ci perdiamo in distrazioni. Vogliamo realizzarci perché siamo
            molto orgogliose e quindi non ci perdiamo dietro alla fama o ai soldi o a un’intervista
            sul giornale. Il fidanzato? A vent’anni non ci penso proprio e come me tante altre
            @@

            Queste, invece, sono le parole che pronunciò il capo delegazione, Takeda Tsunekazu.

            @@
            A Sydney il Giappone ha vinto 18 medaglie, 13 sono venute dalle donne. Perciò qui il 54,8%
            della nostra missione è fatta da loro. E’ un successo dei cinque sport di squadra, nei quali siamo
            qualificati, mentre gli uomini sono qui solo nel baseball e nel calcio, che comunque hanno rappresentative
            numerose. E’ un successo del nostro Comitato olimpico perché diamo gli stessi contributi a
            uomini e donne. Ed è un successo della società, perché prima per le donne far sport era molto più
            duro: smettevano perché si sposavano oppure smettevano perché avevano dei bambini.
            Ora invece sono nelle condizioni, se vogliono e se fanno risultato, di continuare anche fino a tarda età”.
            @@

            E per concludere riporto le parole di un’ atleta cinese.

            @@
            Li Qingnian, candidata all’oro nel double trap, spiega la prevalenza delle donne sugli uomini
            nella squadra cinese – 267 a 138 – toccandosi testa, cuore e braccio:

            “Nel tiro a volo siamo tre donne e tre uomini, noi donne faremo bene: ci selezionano già a scuola
            perché qui decidono concentrazione, costanza, equilibrio, sangue freddo e resistenza”.
            @@

            1) Noi donne siamo più forti qui, qui e qui dice toccandosi testa, cuore e braccia.

            2) Siamo anche più forti e resistenti, non molliamo davanti alle difficoltà e non ci perdiamo in distrazioni.

            3) Perché qui decidono concentrazione, costanza, equilibrio, sangue freddo e resistenza.

            @@

            Capito perché sono un fautore delle gare miste ?
            Ma non nel senso di far giocare delle femmine insieme ai maschi, o viceversa.
            No, mi riferisco proprio a un maschi contro femmine, nel calcio, nel rugby, nella pallavolo, nella pallacanestro, nella pallanuoto, nel nuoto, nell’atletica, nel sollevamento pesi, negli sport da combattimento, etc.
            Sai le matte risate…

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          7. @ Von Clausewitz
            LE ATLETE FEMMINA NON SONO SPORTIVE, sono arroganti e supponenti, amano vaneggiare di un’INESISTENTE superiorità dello sport femminile, e quindi perché andrebbero trattate con riguardo?
            @@@

            E’ così e t’assicuro che è un discorso che riguarda le atlete di qualsiasi paese.
            Riguardo alle spocchiose nostrane, leggi le parole di Irma Testa. risalenti al 2016.
            https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/rio_2016_anche_la_box_italiana_e_donna_irma_testa_prima_pugilatrice_italiana_ai_giochi-1672148.html
            @@@
            «Sono alta e dal fisico longilineo – le sue parole – la mia qualificazione a Rio è anche un messaggio a tutte le donne: fate boxe perchè fa bene e vi rende belle». A chi invece è contrario al pugilato femminile, Testa replica: «Dico solo che la boxe è uno sport femminile. Perchè noi donne abbiamo una marcia in più su grinta e determinazione. Questo è il nostro sport». Ad appena 18 anni e un diploma in ragioneria che la attende, l’atleta di Torre Annunziata ha già le idee molto chiare, anche sui sui prossimi obiettivi: «Ho due obiettivi – chiarisce scandendo la voce – prima mi diplomo e poi vado a Rio. Con quali ambizioni? L’oro, sempre l’oro. Non ci può essere altra ambizione».
            @@@

            Hanno una marcia in più, oltre ad essere più grintose e determinate…
            Poi come si fa a non bestemmiare ?
            Leggi qui.
            https://www.questionemaschile.org/forum/index.php/topic,16448.msg190104.html#msg190104
            @@
            Boxe: Arthur Abraham “re di dolore”, titolo mondiale con la mandibola rotta
            Nuova impresa del supermedio tedesco, che ha letteralmente stretto i denti e sabato notte ha messo al tappeto il connazionale Stieglitz nella sfida per la cintura Wbo
            
            22 LUGLIO 2015 – MILANO
            “King of pain”, re di dolore, cantavano i Police. Uno stoico “re di dolore” si è confermato Arthur Abraham, 35 anni, King Arthur per gli appassionati di pugilato. Il supermedio tedesco di origini armene, 43 vittorie (29 per ko, il 67%) e 4 sconfitte in 12 anni di carriera professionistica che l’ha visto battersi 21 volte per una cintura iridata, ha difeso sabato notte ad Halle (Germania) il titolo Wbo dall’assalto del connazionale Robert Stieglitz (47-5-1) mettendolo ko al 6° round, vincendo la terza sfida su quattro della loro saga teutonica e tenendo incollati alla tivù in seconda serata 3,61 milioni di spettatori tedeschi.

            Arthur Abraham, a sinistra, sul ring contro Robert Stieglitz. AP

            STRINGERE I DENTI — Un netto successo divenuto epico ora che, dopo le analisi mediche fatte nelle 48 ore successive la match, si è saputo che King Arthur ha vinto con la mandibola sinistra fratturata. Evidentemente la sua soglia di dolore è così alta che dal quarto round, quando ha iniziato a sentire male, gli ha permesso comunque di stringere letteralmente i denti, incassare i colpi dell’avversario e accentuare l’efficacia della sua azione per trovare al più presto possibile il k.o. decisivo. Abraham non è nuovo a simili imprese. Una ancora più stoica l’aveva portata a termine nel 2006, quando contro Edison Miranda il mondiale Ibf la mascella si era rotta al 5° round e lui aveva continuato imperterrito fino al 12° vincendo il match ai punti. Un vero King of pain.
            Ivan Malfatto
            @@

            T’assicuro che non esiste alcun caso del genere al femminile, mentre al maschile ce ne son tante di storie del genere.
            Lo stesso Muhammad Ali combatté con la mascella fratturata, contro Ken Norton.
            https://www.fanpage.it/sport/altri-sport/morto-ken-norton-il-pugile-che-fratturo-la-mascella-a-muhammad-ali/#:~:text=L%27ex%20boxeur%20era%20sofferente%20da%20tempo%20per%20problemi%20cardiaci.&text=Morto%20Ken%20Norton%2C%20l%27ex,a%20Muhammad%20Al%C3%AC%20nel%20%2773.&text=Smise%20di%20salire%20sul%20ring,7%20sconfitte%20e%201%20pareggio.

            Un’altra presuntuosa è questa statunitense.
            https://it.wikipedia.org/wiki/Claressa_Shields

            Non parliamo poi di tante altre spocchiose che potrei citare, fra le quali Ronda Rousey, con la quale mi sarebbe piaciuto rotolarmi su un tatami…

            —————————

            Leggi pure qua.

            https://www.questionemaschile.org/forum/index.php/topic,13123.msg163614.html#msg163614

            https://www.questionemaschile.org/forum/index.php/topic,13123.msg165709.html#msg165709

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          8. Non so cos’abbia detto la Shields, ma non faccio fatica ad immaginarlo.
            Quello che mi fa ridere sono gli zerbini che, quando parli di netta inferiorità delle donne nelle arti marziali, ti dicono che comunque una Rousey o una qualsiasi pugile agonista potrebbero facilmente spaccarti la faccia (cioè, a te forse no, a me o a un’altra persona normale, senz’altro). Non si accorgono che proprio la necessità di fare di questi paragoni, sottolinea la validità del punto? Paragonano una tizia che svetta sulle altre, una su diecimila, ad una persona qualunque; MA CERTO che vince lei!
            Hai mai sentito un uomo dire a una donna normale che Brock Lesnar o Mike Tyson vincerebbe contro di lei? Ovviamente no: il paragone è talmente impietoso e assurdo, che a nessuno viene in mente di farlo.
            Con questo non voglio togliere nulla al valore sportivo delle atlete marziali professioniste, anzi le ammiro molto. Una Holly Holm, modesta e positiva, per me è una gande atleta, e non credo che abbia mai sentito la necessità di fare paragoni con gli uomini, né tantomeno di sminuirli o deriderli per farsi bella a loro spese.

            P.S. Avevo dato all’attrice dei vichinghi un 80% di chance di battermi, ma sono stato troppo ottimista. Diciamo che le do almeno un 95%, sottovalutavo di brutto il taekwondo. Pensavo che fosse un’arte marziale bella da vedere ma quasi inutile, invece pare che funzioni abbastanza.
            Il punto è la velocità dei calci: devi essere abbastanza veloce per metterli a segno. Proprio leggendo di comparazioni tra arti marziali, ho riletto un po’ di note sulla vita del grande Bruce Lee. Un uomo che viveva ogni momento pensando alle arti marziali, curando corpo e mente allo stesso modo. Un atleta così veloce che, apparendo nei suoi primi film, dovette rallentare i suoi movimenti, altrimenti sarebbero stati troppo veloci per essere ripresi. Un uomo che dimostrò più volte il “pugno da un pollice”, cioè fece rotolare all’indietro dei volontari, con un pugno tirato da 2,5 cm di distanza. Eppure un uomo che, parlando di Mohammed Alì, disse di non avere chance di batterlo, troppa differenza di potenza. Poi lessi di questo energumeno indiano, a cui Lee si ispirava per quanto riguarda l’alimentazione. Lottatore imbattuto, una montagna di muscoli d’acciaio, che si esercitava con migliaia di squat o flessioni, al ritmo di una o due al secondo, indossando una specie di basto da un quintale.
            Per carità, la Rousey era una tizia potentissima, eh. Ma semplicemente non c’è alcun paragone con queste leggendarie realtà del combattimento maschile.

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        2. Von Clausewitz
          @@
          Quello che mi fa ridere sono gli zerbini che, quando parli di netta inferiorità delle donne nelle arti marziali, ti dicono che comunque una Rousey o una qualsiasi pugile agonista potrebbero facilmente spaccarti la faccia (cioè, a te forse no, a me o a un’altra persona normale, senz’altro).
          @@

          Il problema è che tanti (troppi) uomini odierni son veramente dei coglioni.
          Tra l’altro anche una tipa addestrata deve stare attento a chi si trova davanti, perché un conto è avere a che fare con l’impiegato di banca, cheion tutta la sua vita ha tenuto in mano libri, penne e mouse, e un conto è avere a che fare (ad esempio) con un delinquente abituato a menare le mani per strada, oppure con il boscaiolo proveniente dalle alpi dinariche, alto due metri per 130 chili di muscoli (ne conobbi personalmente uno, parecchi anni fa).
          Scontrarsi per strada non è la stessa cosa che combattere su un ring, un ottagono o un tatami, ossia laddove non esistono regole né arbitri.

          Per essere più chiaro: un’aggressione in strada è un evento feroce e brutale dove bisogna gestire parecchie variabili.
          Ti porto alcuni esempi.

          1. L’aggressore:
          E’ feroce, brutale e non collaborativo. Il suo unico scopo è fare più danni possibili anche giocando sporco. Inoltre può essere armato, sotto effetto di stupefacenti o avere degli amici che gli danno manforte.

          2. Il dialogo:
          Un’arma potentissima nelle mani di un aggressore perché gli permette di distrarti, di farti paura e di chiudere le distanze, potendo così attaccarti all’improvviso e quando sei più vulnerabile. Il dialogo può essere anche costituito da rituali di sfida che servono per vedere come ti comporti e per valutare se sei una “preda facile” oppure no.

          3. La distanza:
          Di norma le aggressioni avvengono a corta distanza, corpo a corpo.

          4. L’ambiente:
          E’ differente essere aggrediti in un vicolo, in un parcheggio, in un bagno pubblico, schiena al muro o sulla ghiaia. L’ambiente ha delle insidie che spesso rappresentano uno svantaggio per la vittima ed un vantaggio per l’aggressore. Inoltre può essere usato contro di te. Un esempio? Se cadi a terra sarà piuttosto semplice prenderti la testa e sbatterla sul pavimento.

          5. La paura e l’adrenalina:
          Puoi essere un mostro a livello tecnico ma se non sarai in grado di gestire la paura e l’adrenalina sarai sempre carne da macello.

          6. La stanchezza:
          Un aggressore colpisce sempre quando reputa che la sua preda sia vulnerabile. Quindi è altamente probabile che se mai ti dovessi trovare a gestire un’aggressione in strada sarà di sera e probabilmente quando sarai stanco.

          7. Gli abiti:
          Un conto è allenarsi in gi o in tuta da ginnastica e un conto è doversi difendere quando si indossa un cappotto, un paio di jeans o una gonna. Gli abiti ti possono impedire di svolgere determinati movimenti e ti possono rendere più vulnerabile.

          E potrei andare ancora avanti.

          @@@
          Per carità, la Rousey era una tizia potentissima,
          @@@

          Ronda Rousey è un ex olimpionica, medaglia di bronzo nel judo alle Olimpiadi del 2008, sicché è chiaro che non è una tipa qualunque e che in uno scontro fisico potrebbe far volare parecchi uomini non addestrati.
          Ma stai pur certo che se dovesse incontrare uno come me, sarebbe lei a finire col culo per terra.*
          Per dire: nel video che ho postato poc’ anzi, dove la suddetta si allena con Gegard MOusasi, combattente di MMA proveniente dal judo, lei finisce per terra nonostante sia un 4º dan di judo e Mousasi un 1º dan…

          @@

          * Anni fa, quando la tipa era pompata a più non posso dai media statunitensi (e non solo), lessi che in una palestra fu battuta da un uomo mio coetaneo (o giù di lì), pesante oltre 200 libbre (quindi più di 90 kg), durante un allenamento.
          Stavano lottando non boxando e il tipo in questione conosceva sicuramente la lotta e il Brazilian Jiu-Jitsu.

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  3. eric, a proposito di vittime, etc, posto qui quest’ articolo.

    https://cinema.fanpage.it/lady-gaga-su-patrizia-reggiani-la-ritengo-colpevole-ma-vittima-di-una-cultura-maschilista/
    @@
    House of Gucci, Lady Gaga: “Patrizia Reggiani colpevole, ma traumatizzata da una cultura maschilista”
    Lady Gaga, all’anagrafe Stefani Germanotta, ha presentato in anteprima a Milano l’atteso film di Ridley Scott, House of Gucci. A Fanpage: “Patrizia Reggiani era una donna traumatizzata, schiacciata da un sistema dominato dagli uomini, ma per me resta colpevole”,
    @@

    @@
    Patrizia era una donna traumatizzata, schiacciata da un sistema dominato dagli uomini e all’interno di un business di famiglia che controllava la loro intera vita. Penso credesse che entrare nella famiglia Gucci avrebbe rappresentato un privilegio, qualcosa che l’avrebbe trasformata in una donna migliore, anche perché, da quando era piccola, sua madre Silvana le mostrava foto di uomini ricchi che avrebbe dovuto frequentare e, un giorno, sposare. Personalmente, vedere una madre che dice a una figlia chi deve sposare rappresenta comunque un abuso. Maurizio, dal suo canto, era attratto dalla sua forza, questo è emerso dalle mie chiacchierate con chi lo conosceva. Per cui, ho provato a interpretare una  donna forte, che ha oltrepassato il limite perché è arrivata a perdere tutto: suo marito, l’amore della sua vita, il padre delle sue figlie. Lei ha avuto anche un tumore al cervello e lui non è mai andato a trovarla, quindi con Pina (Auriemma, ndr), la sua consigliera e compagna spirituale, ha trovato una strada senza uscita, l’unica che paradossalmente le avrebbe fatto vedere ancora un futuro. È diventata pazza, come un animale affamato in cerca di cibo, così ha commesso un grave errore. Al netto di questo, per me resta colpevole.
    @@

    Ste femminucce son vittime a prescindere, nonostante la loro infinita superiorità.
    E vabbe’…

    Se si fosse sposata un geometra come me, non avrebbe avuto quei problemi, giusto ?
    Bene, perché non l’ha fatto ?
    … vado a mangiare al solito ristirante, ché è meglio.

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