Perché il tradizionalismo bigotto non funziona per promuovere i diritti maschili.

Analizziamo questa pagina, un esempio di comunicazione a nostro avviso autolesionista e senz’altro dannosa per i diritti maschili malgrado tale sito dica di promuoverli – notare che questa pagina costituisce la presentazione dell’intero sito e pagine correlate, non è un contenuto secondario per loro:
https://www.questionemaschile.org/chi-siamo/
Anzitutto la pagina si intitola “Chi Siamo” ma NON dice principalmente “Chi Siamo”, il contenuto primariamente veicolato è “non siamo misogini” ovvero EXCUSATIO NON PETITA, ACCUSATIO MANIFESTA. Questo è di gran lunga il meno, è soltanto un errore di approccio piuttosto comune.
In chiusura chi ha scritto questa roba si contraddice dicendo una cosa misogina (senza virgolette): la misoginia, come la misandria, infatti non è solo odio, è anche disprezzo, e nello scritto si disprezzano chiaramente le donne che si rifanno le tette. Ora: una che si rifà le tette puoi considerarla troppo interessata all’aspetto fisico, o superficiale, ma a parte che non è detto che la signora rifatta sia superficiale in TUTTI gli aspetti della vita, non è che rifarsi le tette renda automaticamente una donna un avversario per i diritti degli uomini: altrimenti è come dire che un uomo che si tinge i capelli per non far vedere che sono bianchi o addirittura prende robe per gonfiarsi i muscoli debba essere automaticamente classificato “ostile ai diritti delle donne”: e perchè mai?
Ma anche questa è una piccolezza, un pour parler.

Il disastro di gran lunga maggiore è l’immagine scelta: non c’è nessuna Questione Maschile nell’immagine, sono donne ignude che protestano contro l’eccessiva influenza della religione nella società e specificamente contro la Sharia: è scritto chiaramente sul petto di quella di mezzo e quella di destra se la prende con “Islam” – si legge chiaramente già nel formato ridotto in cui è presentata in quella pagina, ma guardate un po’ come si vede ancora meglio in formato più grande:

E’ un’immagine delle Femen che protestano durante la visita di Mohamed Morsi, leader dei Fratelli Musulmani, a Stoccolma, Svezia. Una protesta con motivazioni puramente POLITICHE ma della quale l’estensore di questa pagina “Chi Siamo” non capisce assolutamente il significato perché “nel balordone più completo” a causa della traumatizzante visione della nudità femminile.

Queste che protestano uno può pure disapprovarle, ma in questo specifico frangente, quello in cui sono immortalate, non c’entrano assolutamente nulla con la “Questione Maschile”.

Suona a questo punto involontariamente comico quel:

Noi crediamo che vi siano ancora al mondo donne coscienti di essere un tu, donne che non confondono sè stesse con qualche kilo di silicone. Donne con un’anima.
Noi con queste donne vogliamo dialogare.

Perché ovviamente una donna “cosciente di essere un tu” avrà zero interesse a dialogare con un tizio così superficiale da non capire neanche che l’immagine che tanto stigmatizza è in realtà una protesta contro la Sharia perché è andato”nel balordone più completo” a causa della nudità delle donne che protestano: rifarsi le tette può essere indice di superficialità – e spesso lo è – ma la superficialità è proprio per definizione fermarsi all’aspetto esteriore, superficiale, delle cose. Ovvero ciò che fa il tizio che ha scritto questa roba, che è proprio un esempio magistrale di “superficialità”.

Ma la parte bella sapete qual’è?

E’ che con questo approccio patetico, fantozziano, non si nota la sola cosa che può avere a che fare con i diritti maschili:

Che non è la protesta contro la Sharia – a nostro avviso giusta, ma che non riguarderebbe i diritti maschili neppure se la si considerasse ingiusta.

Che non è la nudità delle signore che protestano – a nostro avviso fanno bene ad utilizzare le modalità che ritengono in grado di suscitare più scalpore, ma questa protesta non riguarderebbe i diritti maschili neanche se si considerassero sbagliate tali modalità.

Ma che è:

TUTTE sono giovani e in buona forma.

Segno che conoscono benissimo l’asimmetria sessuale e il potere femminile che ne deriva: ecco perché non vedete mai né vecchie né ciccione alle manifestazioni con femministe ignude.

“Il sesso è un mezzo, non un fine” per le Femen: QUESTO è ciò che si deve dedurre da tale immagine, e visto che in altri frangenti queste tizie attaccano i diritti maschili è importante essere informati sulla natura del nemico. Ricordatevelo, ad esempio, appena parlano di “Consenso ESPLICITO” o di “criminalizzare gli uomini che acquistano i servizi sessuali di una sex worker”: per loro il sesso è un mezzo, e quindi le leggi che regolano il sesso che esse promuovono hanno una finalità di POTERE sugli uomini – l’ESATTO OPPOSTO de “il sesso non si vende” che millantano quando promuovono il “Modello Svedese” che criminalizza i clienti…ma è IMPOSSIBILE arrivare a fare queste considerazioni se non appena si vede una donna nuda si va “nel balordone più completo” e si rischia di passare da gente che difende la Sharia e persino l’islamizzazione della Svezia…

E qui finisce la parte in cui spieghiamo il perché il tradizionalismo bigotto fa solo dei gran pasticci quando approccia i diritti maschili.

Non abbiamo sinora fatto alcuna critica all’obbiettivo di tale approccio, ma solo alla sua efficienza nel raggiungere l’obbiettivo che si propone.

La aggiungiamo qui, in conclusione, ma questa parte è la meno importante di tutte, perché ognuno ovviamente ha propri obbiettivi e quello che ora andiamo a fare è più un distinguo che una critica: no, cari signori, noi riteniamo che l’uomo esiste, ha valore, e deve avere diritti, anche al di là e al di fuori del rapporto di coppia e della famiglia. La vostra visione non la troviamo sbagliata ma incompleta, riduttiva, a prescindere dal metodo, poichè sembra più “diritti delle famiglie” o “diritti delle coppie” che “diritti maschili”.

47 thoughts on “Perché il tradizionalismo bigotto non funziona per promuovere i diritti maschili.

    1. Che chi ha scritto confonde “INDIVIDUALISMO” e “COLLETTIVISMO”.
      Infatti suggerisce implicitamente che le persone egocentrice/individualiste siano “non coscienti di essere un tu” ovvero “non abbastanza individualiste” e che “se fossero più individualiste sarebbero più interessate alla comunità/famiglia”.
      Lo so che sembra da matti, ma detto da loro ci sta: considera che nel forum correlato il moderatoreglobalepietramiliare è un tizio che dice “il fine ultimo del capitalismo è il comunismo e la collettivizzazione” 😀 LOL 😀

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  1. E’ un bel po’ che non seguo quel forum, quindi non sono nella condizione migliore per commentare; a dire il vero, avevo una leggera preferenza per il forum Coscienza Maschile (il che mi denota come PIU’ tradizionalista).
    Secondo me, quella auto-descrizione del forum è nella media del MoMas italiano, il quale continua pervicacemente ad evitare l’autoanalisi sulle proprie dipendenze additata da Esther Vilar (c’è da mettere in discussione perfino il Materno, figuriamoci!..). Le eccezioni sono rarissime: TIMI, Il galantuomo dissacrante, MGTOW Italia.
    In fatto di dipendenze, su Fb ce ne sono di più incalliti: MRA Antisessismo, Diritti Maschili Equità e Umanità e tutto ciò che ruota intorno agli Incel.
    Qualcuno si chiederà come fa un tradizionalista a puntare il dito contro la Teoria della Complementarietà (che va a braccetto con le dipendenza affettiva). Io non ci vedo una contraddizione, purché si sappia distinguere fra ontologia e strategia.
    Sul piano ontologico non osteggio la complementarietà, perché ha storicamente dimostrato di aver traghettato la nostra specie fin qui, attraverso le epoche più dure (e mediante la sacrificabilità maschile, ça va sans dire). Ma è sul piano strategico – cioè dopo la Prima Rivoluzione Industriale (l’800, il secolo in cui si afferma la concezione romantico-individuale – anziché sociale – del matrimonio, nonché il secolo della Dottrina degli anni teneri) che la complementarietà fa acqua da tutte le parti. Per cui all’ontologia deve subentrare la strategia (MGTOW).
    Ci si chiederà: ma l’ontologia non dovrebbe forse identificarsi in un’inclinazione innata e immodificabile? Secondo me, sì e no: sì per l’”innata” (la ricerca di un provider); no per l’”immodificabile”, nella misura in cui al provider “sotto il tetto e nel letto” s’è sostituito [Warren Farrell] il provider non fisico, cioè il welfare dello Zio Sam.
    Esaminata sotto questa luce, l’ontologia della complementarietà (ormai tramontata, tranne che per i semi-Alpha, cioè coloro che non sono spennabili al livello di un Johnny Depp, ma fruttano comunque più di Zio Sam) si declina così: esisteva e funzionava, ma non con perfetta reciprocità; era pienamente innata ed entusiasticamente praticata per gli UU; era innata e praticata obtorto collo per le DD (fino a quando, con la Tecnica e l’economia terziaria dei servizi, l’ingombrante presenza fisica nel letto non è stata sostituita da quella virtuale di Zio Sam).
    Insomma, era un’ontologia a metà: se fin dagli albori dell’umanità fossero esistiti Tecnica, Terziario dei servizi e Welfare, le società umane sarebbero state diverse, basate su una spietata selezione-femminile/competizione-maschile. E sarebbero durate ben poco, se solo pensiamo agli esiti di aggressione da parte di altro popolo caratterizzato da maggior coesione maschile, e dunque da maggior forza militare.

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    1. Esatto.
      Hai perfettamente capito come funziona la Storia.
      Il problema di chi filosofeggia di “complementarietà” è che non ha capito che anche se esiste ha i suoi limiti, e che a certe condizioni è indispensabile esaltarla ed estenderla il piu’ possibile, mentre ad altre condizioni diventa meno utile, o inutile, o persino dannosa VERSO CHI LA ESALTA – non verso quelli che hanno capito che è dannosa, attenzione.

      Cos’è la cultura?
      E’ il principale mezzo con cui l’uomo si adatta all’ambiente circostante per sopravvivere e prosperare.
      Il che implica che al cambiare dell’ambiente (anche per ragioni di sviluppi tecnologici) deve cambiare pure la cultura, e se non cambia diventa piu’ difficile prosperare, o addirittura sopravvivere.

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    2. Sai qual’è la cosa buffa?
      E’ che se domani cascasse un meteorite e regredissimo di 1000 anni, pieno Medioevo, chi oggi critica la complementarietà perchè ha capito che non è adatta al contesto la adotterebbe entusiasticamente, insieme a molte altre cose.
      Quelli tardi, che oggi non vedono l’evidenza della disfunzionalità della complementarietà nello scenario corrente, resterebbero tardi, e quindi in quello scenario non sarebbero comunque avvantaggiati: adotterebbero la loro tanto amata complementarietà, ma conserverebbero tanti usi e costumi del 2022 tecnologicamente avanzato in uno scenario dove sono diventati inutili o dannosi, e sarebbero sempre in svantaggio.

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    3. Visto che nomini Coscienza Maschile, faccio chiarezza sulla posizione del forum.
      1. Anche se esiste una complementarietà naturale, non va confusa col bisogno: un uomo può realizzarsi anche senza avere una donna (MGTOW)
      2. La guerra dei sessi, la riproduzione artificiale (INSEMINAZIONE COMPRESA) tendono – e portano – all’estinzione dell’umanità, con un eventuale residuo inquadrato in una società da incubo stile Mondo Nuovo
      3. Il “tradizionalismo” non è altro che mettere l’uomo al centro, non il profitto o la tecnica perché se si forza la natura dell’uomo, questa si vendica sempre
      4. Il welfare spinto all’eccesso (v. Teoria Svedese dell’Amore) è socialmente disastroso perché corrode i rapporti umani, affettivi e il tessuto comunitario
      5. Anche se può non interessare il fatto che una determinata cultura possa esitnguersi in una generazione, lo stile di vita edonista ha i giorni contati. Anche con un livello intelllettivo sotto la media, basta guardare il telegiornale
      6. Coscienza Maschile non spinge in nessun modo a sposarsi nella situazione presente (v. Guide Maschili) e informa dei rischi nel farlo. REnde anche noto che in limitati contesti i matrimoni ancora funzionano, o hanno più probabilità di non sfasciarsi, ma non annullano i rischi legali, almeno in Occidente

      L’immagine di QM (che non ho comunque postato io) descrive efficacemente lo squallore e la follia del femminismo, che trova eguali in poche altre parate. Anche se le scritte non menzionano i diritti maschili, dovrebbe essere scontato che parlando di femministe non è una manifestazione “politica” come le altre

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      1. Interessante spiegazione.

        1. Ottima affermazione.
        2. Non sappiamo a cosa porterebbe la guerra dei sessi, visto che gli uomini non hanno ancora iniziato a combatterla. Io però ritengo altamente probabile che porterebbe ad una vittoria maschile. E che comunque la guerra sia inevitabile a questo punto: si tratta solo di capire quando inizierà.
        3. Ne dubito, nella stragrande maggioranza dei casi il “tradizionalismo” si identifica con liberalizzazioni e liberismo. Questa è una verità praticamente assoluta negli USA, ma è largamente così anche in Italia.
        4. Il welfare non c’entra niente con i rapporti umani.
        5. Senza una definizione di “stile di vita edonista” l’affermazione risulta incomprensibile.
        6. Bene.

        Quell’immagine è un autogol bello grosso perché attacca chi protesta contro la Sharia. E’ anche un esempio di superficialità, perché confonde forma e sostanza.
        E’ talmente sbagliata che sarebbe stato imposisbile fare di peggio: praticamente fanno bella figura le Femen.

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        1. 2. La guerra dei sessi si conclude con uomini e donne che lo fanno nel Metaverso e (le donne) portano cani in carrozzina. Poi c’è chi pensa che ignorandole o addirittura con le sberle le donne diventeranno docili compagne, ma i fatti gli danno torto
          3. Il cd. tradizionalismo (termine inesatto) è l’esatto contrario del liberismo edonista. Non va confuso coi neocon, forzando idee libere in caselle arbitrarie. Non mi importa che i neocon si definiscano tradizionalisti (cosa che neanche fanno, credo), sono un’altra razza e l’opinione di chi neanche mi conosce non serve a farmi diventare dei loro
          4. C’entra eccome perché il welfare svedese ha prodotto una nazione di single, che quando schiattano nessuno se ne accorge neppure dopo mesi, essendo la loro vita gestita da routine telematiche..Ho citato la Teoria Svedese dellAmore, guardatevelo abbonda di prove
          5. Lo stile di vita edonista è quello di chi fa affidamento su un benessere che sta rapidamente scomparendo e pensa che potrà assistere al collasso della società a bordo piscina.
          Un mio utente (laureato) ha fondato un’azienda agricola con la sua famiglia, considerata dagli edonisti una trappola per fessi a *prescindere* da questioni legali
          Chissà, forse tutte queste laureate che si esibiscono sui social, con la fame metteranno giudizio e per sopravvivere diventeranno brave mogliettine che preparano il brodo sorridenti.

          A me di difendere i diritti delle donne contro la Sharia non importa nulla, ovvero importa quanto alle donne arabe: zero.

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          1. 2. Non è mai iniziata la guerra dei sessi, deve ancora iniziare. Al momento gli uomini pensano al pallone e al lavoro, solo le donne sono all’attacco e da un bel pezzo. Non si può sapere come andrà se non la si inizia.
            3. Allora sarebbe il caso di fare un manifesto o comunque una descrizione dettagliata, perché nella percezione popolare, della maggioranza, è la stessa cosa.
            4. La Svezia è il paese al mondo con più single, ma tra i paesi con più single ci sono anche paesi con welfare quasi inesistente – se guardi i dati si capisce che la correlazione è con la povertà, non col welfare:
            https://ourworldindata.org/living-alone
            5. Quindi se uno mette soldi da parte, magari ancor meglio investendoli in cose come il mattone, non è edonista, giusto?

            Non si tratta di difenderle ma di non attaccarle in modo da fare brutte figure.
            Le femen hanno fatto un sacco di stronzate belle grosse, ma protestare contro Mohamed Morsi e la Sharia non lo metterei in elenco.

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          2. MI riferivo alla teoria secondo cui gli uomini si arruolavano mercenari piuttosto che sposarsi. Palesemente non regge.
            Sembra palusibile nella società suicida di oggi, che ha rinunciato al futuro e ai legami umani lasciando solo il godimento fisico (più raro di ieri).
            Quanto al matrimonio più vantaggioso per le donne (o viceversa) non saprei: l’uomo aveva una discendenza che alvorava i campi, un aiuto in casa (e nei campi), all’epoca di parto si moriva (e gli uiomini andavano in guerra).
            Non si può demolire la narrativa femminista inventando una narativa altrettanto falsa anche se capovolta, perché poi si arriva allo stesso risultato delle femministe: distruzione della famiglia e muro fra i sessi.
            Comunque sul mio canale YT c’è una donna che è l’esempio vivente che le coppie possono andare d’accordo (ho accuratamente verificato in anticipo)

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          3. Sono citazioni da opere letterarie che fanno delle iperboli.
            Qualsiasi donna incinta sarebbe morta senza l’uomo a supportarla, inoltre qualsiasi donna single avrebbe avuto enormi difficoltà a sopravvivere senza un uomo a supportarla. Quindi l’uomo ci guadagnava solo i figli, la donna tutto figli compresi.
            Si deve distruggere per poter ricostruire: quando un edificio è marcio e pericolante va buttato giù e ricostruito.
            Di coppie che vanno d’accordo ce ne sono, ma sono una minoranza: non bastano a sostenere una società.

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          4. Per conlcudere sul discorso del welfare: guarda la tabella, le nazioni con pochi single sono le più povere, più aumenta la ricchezza più aumentano i single. Ci sono eccezioni in entrambi i sensi, ma guardando il quadro globale è chiarissimo.
            Questo indica anche che la complementarietà potrebbe essere esagerata visto che in tutto il mondo non appena c’è ricchezza aumentano i single, a prescindere dal welfare: ad esempio nei paesi turbocapitalisti al massimo, con zero welfare, tipo Singapore, ci sono molti più single che in paesi come l’Algeria poveri ma che hanno un discreto welfare in proporzione.

            La storiella del welfare la mettono dentro proprio quei neocon che non ti piacciono (e manco a me piacciono).
            Un’idea furba sarebbe invece, secondo me, in ottica tradizionalista, legare quasi tutto il welfare alla presenza di figli.

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          5. “… forse tutte queste laureate che si esibiscono sui social, CON LA FAME metteranno giudizio e per sopravvivere diventeranno brave mogliettine che preparano il brodo sorridenti.”
            …Concordo; anche sul verbo futuro, perché l’inaccessibilità del cibo – tranne insetti e OGM – sembra pressoché certa.
            Forse lo stesso effetto si otterrebbe (o si sarebbe potuto ottenere) istituendo assegni sociali per i figli, di importo pari a uno stipendio medio nella Pubblica Amministrazione (se non full time, almeno part time); assegno – si badi bene – di cui non sarebbe titolare la madre (com’è, invece, in tutte le proposte di legge sul reddito di maternità), ma entrambi i genitori, ed anzi erogati nella busta paga del genitore lavoratore; altrimenti, è abbastanza ovvio che, una volta assicuratasi il reddito di maternità (almeno fino al 18° anno del figlio), la madre scaricherebbe il padre; invece, l’assegno al nucleo dovrebbe essere diviso a metà in caso di separazione.
            Insomma, come la si gira e la si volta – che si parli di fame, di sberle, o di assegni sociali – la faccenda è sempre quella: la tanto sbandierata “complementarietà” è ontologica solo a metà: lo è più per gli UU più che per le DD; fra le DD, scatta solo in presenza dei semi-Alpha (quelli che non sono Johnny Depp, ma almeno hanno un appartamento di proprietà). Tolte queste eccezioni, tutte le altre stanno magnificamente fra loro, nei loro harem sociali, aperti anche a cani/gatti, e anche con feroci litigi di rivalità (il pepe-peperoncino che, in fondo, le diverte).
            Quanto al welfare, sono perplesso: Warren Farrell non ce lo vedo come neocon.
            Ma anche sul “bisogno-dipendenza” maschile [di tutti gli UU che si ostinano a ignorare Esther Vilar e a non indagare il proprio rapporto col Materno] ci sarebbe parecchio da dire. A un tradizionalista come me – cioè jüngheriano, o alla Nicolas Gomez Davila – una delle cose che più è piaciuta della storia della maschilità nel lavoro di Santiago, è quando illustra il rapporto fra i sessi nel Medioevo: quando le fanciulle del villaggio s’inventavano tutti i trucchi per accalappiare un marito, mentre i giovanotti cercavano di rimandare il più possibile l’accasamento, con relativa responsabilità, noia e monotonia, cogliendo tutti pretesti d’avventura: arruolarsi mercenario, imbarcarsi per anni e girare il mondo, ecc.
            Nel panorama storico “comparato”, quelli che sono cambiati sono di gran lunga di più gli UU: provate a parlare di quella voglia d’avventura e cameratismo maschile in un gruppo Fb antisessista-incel, e assisterete a un fuggi-fuggi; vogliono a starsene a fare le fusa sul divano, in pantofole. Dalla mamma alla moglie. Esther Vilar docet.

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          6. La guerra dei sessi è iniziata eccome, a partire dai tribunali e dalla sparizione delle relazioni di lunga durata.
            Come ho detto, non è il welfare a creare i single, ma dipende da come è organizzato. Il caso svedese è tipico, il documentario che ho citato due volte spiega tutto, a patto di guardarlo.
            SIngapore è una megalopoli finanziaria, come si può paragonare all’Algeria? E’ chiaro che entrano in gioco molti fattori (sociali, territoriali, economici) ma il welfare non è neutro.
            In Francia il welfare sostiene le famiglie (gli assegni non vengono dati alle donne ma alle famiglie) e ha la natalità più alta d’Europa, non solo tra i musulmani.
            Secondo molti lìunico modo per sopravvivere nel prossimo futuro sarà l’agricoltura (molti hanno già cominciato in vari Paesi europei). Comunque sia, assistere a bordo piscina al’apocalisse economica e forse bellica è pura illusione.
            A parte i metodi assurdi, nessunn obiettivo femminista è meritevole di supporto: nei Paesi islamici le famiglie funzionano e non risulta che alle donne di lì la situazione non piaccia. E non sono meritvoli di supporto diciamo così “omissivo” neppure le ONG che finanziano il femminismo, cercando di peggiorare la condizione maschile perfino nei Paesi arabi

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          7. Appunto, la Francia mostra che non è il welfare ma COME lo implementi.
            Solo che il classico neocon ti dirà sempre che welfare e tasse sono male, a prescindere da come lo implementi.

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          8. Hai più volte fatto riferimento ai neocon americani, ne deduco che non conosci le comunità tradizionali europee. Esistono dagli anni ’70 e non possono aver a che fare con Bush (sostenuto da evangelici e mormoni) e con i neocon che sono ex trotskisti, che hanno mantenuto l’ideologia di fondo.
            Lo stesso vale per Adinolfi, che è anche lui un ex PD divorziato e risposato a Las Vegas.
            È fondamentale conoscere quello di cui si parla altrimenti si rischia di argomentare su personaggi di fantasia.
            Per esempio un’amica francese ha infiltrato le Femen e fondato un movimento antifemminista. Un’altra ha scritto un libro contro il femminismo. Vivono esattamente come le altre ma non divorziano. Se tutte le donne fossero così buona parte della Questione Maschile sarebbe risolta.

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          9. Questo messaggio viene approvato in ritardo perché era stato mandato dal filtro nello SPAM e me ne sono accorto solo ora.

            Sono informazioni interessanti, ma il problema è che quelle signore e quelle comunità non influenzano la politica nazionale e neanche hanno una qualche visibilità, è come fossero invisibili.
            Adinolfi invece pur non essendo in Parlamento è spesso su Rete 4 a parlare, ha preso 114.000 voti alle ultime Europee che sono nulla, meno dello 0,5%, ma sono pur sempre 114.000 persone, è un bel numero di individui. – considera che Casa Pound ha preso 89.000 alle stesse elezioni, e Forza Nuova appena 41.000 voti…

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          10. Non vedo il nesso logico, faccio riferimento a comunità che non hanno nulla a che vedere coi neocon, se Adinolfi (che non mi pare neocon comunque) prende voti significa che i tradizionalisti sono neocon?
            Comunque queste comunità sono molto diffuse in Francia e hanno un’influenza politica non indifferente. Una donna appena ventenne ha addirittura sbugiardato Attali in diretta TV, nessuno aveva mai osato farlo. E’ quasi peggio che attaccare Draghi da noi, dove persino l’opposizione gli bacia le scarpe. Attali era allibito, non se l’aspettava per nulla, sono episodi più unici che rari (da non confondere col trattamento riservato ai politici invisi ai poteri globali)

            @Claudio
            C’è una bella differenza tra il chiacchiericcio delle comari dopo cena e la fuga in massa degli uomini dal matrimonio.
            Persino nell’Inghilterra vittoriana, dopo cena uomini e donne si dividevano per parlare gli uni di politica, le altre per spettegolare

            @henatiGaymes
            “ci sono molti incels che apprezzano la religione perche pensano possa essere una sorta di incentivo per rendere schiave le donne, io non li capisco. Mi pare evidente che la religione serve semplicemente a pacificare gli uomini e a costringerli a spendere le loro energie vitali per pattugliare [???] il comportamento femminile”

            Parlo di coppie vere che non divorziano, a centinaia di migliaia se non di più. La QM si risolve col ritorno al reale, non con le seghe mentali. Dovrebbe essere evidente che per questa stabilità di coppia è necessario un cambiamento radicale di mentalità, mentre la narrativa prevalente nella QM è “le cose sono andate sempre così, non possiamo farci nulla”

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          11. In Francia ci sono inseminazioni artificiali gratuite nei pubblici ospedali per donne single e coppie lesbiche (passata l’anno scorso) e criminalizzazione dei test di paternità – abbinata micidiale che peggio di così è praticamente inimmaginabile.
            Quindi in che modo esplicitano questa influenza?
            Il paragone è con gli USA che stanno effettivamente arrivando ad ostacolare, e forse proibire in buona parte, l’aborto: in Francia non c’è niente del genere.
            Un altro esempio potrebbe essere la Polonia: li senza dubbio Ordo Iuris ha picchiato duro contro le femministe, e il tradizionalismo ha grosso influsso sul PiS.
            Ma in Francia in cosa si vede l’influenza di queste comunità?

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          12. Almeno è chiarito che non sono neocon.
            Forse non sai che in Francia ci sono rivolte un po’ ovunque in Bretagna e Corsica. La Francia non è mai stata una democrazia, ma un regime alla Robespierre in modo più o meno esplicito, per cui di certo non vinceranno mai le elezioni neppure con una maggioranza bulgara.
            Il regime impone quelle leggi ma deve sempre più fare i conti con le sue Vandee. Quando hanno proposto la GPA per le strade c’erano loro a decine di migliaia (senza contare YT), non gli attivisti maschili che purtroppo sono quattro gatti e non hanno mai neanche lontanamente organizzato nulla di così rilevante.
            La loro influenza risiede:
            1. Nella consistenza numerica
            2. Nel fatto che siano comunità sane, quasi le uniche che hanno figli musulmani a parte, non condizionabili dai disvalori decadenti dell’Occidente. Invece di chiedersi perché le donne li rifiutino, o di discutere su come fregarle, a 20-25 anni sono già sposati, belli e brutti e hanno una vita felice (o almeno serena) senza divorzi e litigi
            3. Nella loro capacita di fare opinione, enorme se paragonata all’attivismo maschile
            4. Nella loro capacità di associarsi fuori dal virtuale fondando così unansocietà parallela e indipendente dal regime: scuole parentali (con propri libri di testo), università estive, una enorme produzione di libri su parecchi argomenti, associazioni di carattere professionale ed economico.
            5. Nel fatto che il governo li tema e li combatta in ogni modo, anche con la violenza (si vedano morti e feriti tra pacifici manifestanti)

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          13. Fermare la GPA e lasciar passare l’inseminazione artificiale per donne single e lesbiche è peggio che lasciar passare entrambi.

            A proposito di cose interessanti: ho scoperto giusto oggi che la proposta della Meloni che blocca “la GPA” in realtà criminalizza anche l’inseminazione artifciale commerciale all’estero: questa si che pare una mossa furba, la impacchetti come una cosa che assseconda le femministe e intanto le freghi. Le imbecilli non se ne sono ancora accorte, ma va a modificare l’articolo 12 e quello dice anche che è proibita la commercializzazione di “gameti” non solo “embrioni” e “maternità surrogata”.
            Ora il rischio è che qualche manina faccia delle modifiche prima dell’approvazione.

            Se blocchi ENTRAMBI – sia GPA che inseminazione artificiale – strategicamente è meglio ancora che far passare tutto, perché comunque la GPA è molto costosa e limitata rispetto all’inseminazione artificiale.

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          14. Giusto, PER QUESTO sui marciapiedi di tutta la Francia avevano scritto: “NO ALLA FILIAZIONE SENZA PADRE”. E CHI, con rispetto parlando, l’aveva scritto (e fatto molto altro), qualche attivista maschile? Assolutamente no.
            Ecco alcune prove di quel che sono stati capaci di fare (manifestazioni, conferenze, affissioni, iniziative civiche), alcune foto le ho scattate io stesso:
            https://www.coscienzamaschile.com/index.php/topic,1874.msg6760.html#msg6760

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          15. Ma è passata, è questo il problema.

            A proposito di chi l’aveva scritto:
            Qui ne ho scritto nel settembre 2019 (2 volte), gennaio 2020, settembre 2020 – compreso promuovere la petizione – questa:
            https://www.mesopinions.com/petition/politique/pma-pere-papa-es/73686

            Gli articoli non ci sono più perché nell’aprile 2021 ho rifatto tutto il sito, e ovviamente quelli di attualità ma vecchi mica li posso ripubblicare: non ha senso nell’aprile-maggio 2021 promuovere una petizione vecchia di quasi un anno.

            Però qui l’avevano firmata una ventina di persone, me compreso.

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          16. Articolo dell’8 gennaio 2020: promossa la petizione e pure evidenziata la manifestazione “che si svolgerà tra 11 giorni, il 19 gennaio”.

            Dall’articolo del 21 gennaio 2020, 2 giorni dopo detta manifestazione – copioincollo il pezzo saliente:

            Sono state raccolte 54.215 firme al momento, decisamente un po’ poche, idealmente avrebbero dovuto essere almeno 10 o 20 volte tanto: per confronto la contemporanea petizione francese per proibire la vendita di animali domestici (!) ha raccolto 64.328 firme…

            Adesso sono 71.000 e rotte ma sono appena di più di quella cagata per proibire la vendita di animali domestici: con questi numeri non si va da nessuna parte.

            E’ per questo che dico che non ci si deve illudere ma AGIRE: il discorso di creare piccole comunità alternative è molto valido, è AZIONE IMMEDIATA come lo è MGTOW, nessuno dei due può essere fermato.

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          17. Su Adinolfi invece intendevo che tendo a parlare di quello perché quello c’è in Italia: Adinolfi, la De Mari, Costanza Miriano, Pillon – sono questi quelli più influenti e con maggiore visibilità.

            Comunque riguardo a fondare delle comunità alternative: io penso che funzionerebbe. E’ AZIONE, e non richiede di dover convincere le grandi masse, è una roba che si può fare quasi immediatamente basta conoscere o raggruppare una ventina di persone ambosessi di età simile: sono già 10 famiglie, e non devono chiedere permessi a nessuno per creare un’alternativa funzionante alla società attuale. Mi pare un’ottima idea: è una roba che se si sviluppasse (e i “cattivi” NON possono in alcun modo impedire che si sviluppi, è questo il bello) potrebbe schiacciare le femministe insieme a MGTOW, tipo manovra a tenaglia: comunità tradizionaliste da un lato e MGTOW che le evitano dall’altro. Restano con un pugno di mosche e diventano isteriche.

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          18. “Su Adinolfi invece intendevo che tendo a parlare di quello perché quello c’è in Italia: Adinolfi, la De Mari, Costanza Miriano, Pillon”
            Mi puoi citare un attivista maschile che in Parlamento ha fatto più di Pillon per i separati?
            Parlando di inseminazione artificiale, a parte discuterne qui cos’altro hai fatto? Per le strade non c’era Lauder, Santiago, Stasi (mettiamoci pure Adinolfi però anche Arcigay) ma i cattolici, compreso il sottoscritto, a rischiare manganellate e dossieraggio (quello è piuttosto una certezza) per cercare di fermare la filiazione senza padre

            Qualunque critica alla pagliuzza nell’occhio della Miriano, che sicuramente è contro l’inseminazione, deve prima rimuovere la trave dal proprio: cosa fa il mondo LGBT contro l’inseminazione? Inoltre non capirò mai come si possa fermare l’inseminazione accettando o addirittura sostenendo la GPA

            “Comunque riguardo a fondare delle comunità alternative: io penso che funzionerebbe. E’ AZIONE, e non richiede di dover convincere le grandi masse, è una roba che si può fare quasi immediatamente basta conoscere o raggruppare una ventina di persone ”
            Non sono venti persone, probabilmente qualche milione.
            Se ti riferisci all’Italia, vedo più giovani coppie in chiesa che in tutta la città ma in Italia queste comunità esistono ancora da troppo poco per essere altrettanto numerose e organizzate, anche se senza dubbio esistono

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          19. Non vado regolarmente in Francia, più che promuovere una petizione qui e consigliare di sottoscriverla con un VPN francese non posso fare.

            Dubito possano essere “qualche milione”: ci sono 71.000 firme nella petizione, comprese quelle che che sono arrivate da questo blog e da siti di attivisti maschili inglesi e statunitensi, eccetera.

            Fermare l’inseminazione artificiale per le donne e promuovere la GPA è l’esatto opposto di quello che fanno le femministe radicali. E’ un’utopia, una cosa che non è mai esistita, è Patriarcato vero e senza limiti dove l’uomo ha tutti i diritti riproduttivi e la donna no.
            E’ un’utopia ma tanto vale provare a spingere in quella direzione.
            Quella sarebbe la soluzione ottimale.
            L’ordine di preferenza è questo:
            IL MEGLIO: GPA legale, inseminazione artificiale illegale.
            BUONO: entrambe proibite.
            DECENTE: entrambe legali.
            SUICIDIO: GPA illegale, inseminazione artifciale legale e gratuita.

            Questo è un sito pro-maschile non pro-famiglia, se fai caso la priorità va dove l’uomo beneficia di più, nell’ottica di una guerra.
            Proibire entrambe, sia GPA che inseminazione artificiale, è meglio che legalizzare entrambe perché la GPA è un’arma molto limitata rispetto all’inseminazione artificiale: se tu hai i fucili ad avancarica e il tuo nemico ha le mitragliatrici moderne allora è preferibile che disarmino entrambi e che si proceda con bastoni e sassi: si azzera lo svantaggio e si combatte ad armi pari.

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          20. Mi riferivo alla Francia dove sono appunto qualche milione.

            “E’ un’utopia ma tanto vale provare a spingere in quella direzione.”
            Hai colto il punto. Perché allora non spingere per una macchina che impedisca alle donne di divorziare premendo un bottone. Magari tra 10k anni sarà disponibile, nel frattempo gli uomini saranno estinti.

            “Questo è un sito pro-maschile non pro-famiglia, se fai caso la priorità va dove l’uomo ***beneficia di più***, nell’ottica di una guerra.”
            Restiamo nel campo delle utopie, si può sognare quanto si vuole ma senza cambiare nulla, anzi perdendo terreno perché mentre si sogna il nemico avanza.

            Se non si capisce questo inutile ripeterlo: non si può combattere l’inseminazione senza padre proponendo quella senza madre. Dovrebbe essere vidente che una proposta del genere non uscirebbe neppure da questo blog, mentre quelli definiti “pro famiglia” hanno fatto molto di più.
            La QM è azione non intrattenimento, fantasticare su un mondo in cui gli uomini dominano circondati da donne belle e lussuriose come in un paradiso musulmano serve solo a perdere il contatto con la realtà, ma per quello ci hanno fornito già il Metaverso (insieme a PMA+GPA, ENTRAMBE volute da femministe e LGBT) senza bisogno di aprirci pure un sito noi

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          21. Anch’io mi riferivo alla Francia: è li’ che sono state raccolte solo 71.000 firme, la petizione era francese e collegata alla manifestazione del 19 gennaio 2020, medesimi promotori.

            A voglia se si può promuovere l’assenza della madre ma la presenza del padre: le femministe sono riuscite a fare l’operazione inversa con un certo successo. Se è possibile farlo per loro allora possiamo riuscirci anche noi. Anzi: secondo me possiamo pure farlo meglio.
            E farlo sicuramente non fa male: compensa la spinta femminista e i moderati ne possono beneficiare.
            Senza “estremisti” sono i “moderati” ad essere considerati “estremisti” ed essere marginalizzati: ad esempio la presenza di MGTOW prima e poi degli incel ha un po’ sdoganato gli MRA. La presenza degli incel a sua volta fa passare per più accettabili i MGTOW.
            E’ la Finestra di Overton: il meccanismo si puo’ usare pure a vantaggio degli uomini…

            Mai parlato di essere circondati da donne belle e lussuoriose.

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          22. Ti stai riferendo a una petizione online, non è minimamente rappresentativa di quello che hanno fatto in Francia. Tieni anche presente che lì non esiste referendum popolare (appunto: non è una democrazia), quindi anche con 60 milioni di firme la legge non cade.

            “A voglia se si può promuovere l’assenza della madre ma la presenza del padre.”
            Stai davvero dicendo che un giorno la GPA sarà permessa e l’inseminazione vietata?

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          23. No: sto dicendo che è vantaggioso per tutti che ci sia chi spinge in quella direzione.
            Non so se sia posisbile che un giorno la GPA sarà permessa e l’inseminazione artificiale proibita, ma considera che prima o poi gli uomini si ribelleranno. Quando si ribelleranno non possiamo sapere cosa faranno e sino a che punto si spingeranno.

            Secondo me è una questione di tempistica, è sempre cosi nella Storia: ora si apre un momento favorevole al ritorno del tradizionalismo, ma c’è la possibilità che venga sprecato. Sta a loro decidere cosa e come farlo, è la loro occasione. Se quel momento di opportunità si chiuderà con un nulla di fatto poi viene il “dopo”…

            Nel luglio 1934 Mussolini mando’ le divisioni al Brennero: se proseguiva schiacciava la Germania come un’insetto, occupava minimo tutta la Baviera. Invece si fermo’.
            Appena 9 anni dopo, 1943, era sostanzialmente un fantoccio dei tedeschi a Salo’. Che pure lo supportavano, non è che lo abbiano trattato male, ma doveva tutto a loro e non aveva piu’ potere.
            E’ cosi che funziona.

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          24. Visto che si associa il tradizionalismo a Mussolini, il fascismo non aveva nulla di tradizionale malgrado alcune apparenze, per approfondimenti si veda Del Noce.

            Che gli uomini si ribellino all’inseminazione ho seri dubbi. Agli uomini di oggi interessano (restando in tema) le SS: Sesso e Sport.

            Non è questione di cogliere l’opportunità, la modernità ha fallito e anche se i tradizionalisti non esistessero presto crollerà per motivi economici e demografici. Già stanno spingendo la recessione a vele spiegate. Quando non c’è più il consumismo, anzi manca il pane la gente comincia a riflettere su cosa conta davvero nella vita

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          25. Nessuno l’ha associato, io faccio spesso esempi sulla seconda guerra mondiale.

            Se la società attuale ha fallito crollerà, ma se non saranno i tradizionalisti a prendere le redini sarà qualcun’altro.
            Al momnto i segnali sono di estrema debolezza da parte dei traidzionalisti: ad esempio è passata all’unanimità una legge femminista il cui unico scopo è infamare e distruggere la famiglia tradizionale mediante statistiche annuali farlocche e unidirezionali che “dimostreranno” che tipo 10 milioni di mariti sono violenti con le mogli. All’unanimità significa che l’hanno votata tutti, compreso Pillon e Fratelli d’Italia.

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          26. “Nessuno l’ha associato, io faccio spesso esempi sulla seconda guerra mondiale.”
            Come dice qualcuno: e va beh…

            “Se la società attuale ha fallito crollerà, ma se non saranno i tradizionalisti a prendere le redini sarà qualcun’altro.”
            Sì i musulmani, la matematica non si può smentire

            “Al momnto i segnali sono di estrema debolezza da parte dei traidzionalisti: ad esempio è passata all’unanimità una legge femminista”
            Non potendo abrogarle i tradizionalisti le eludono, alla fine il potere con le sue leggi femministe resterà un guscio vuoto se non altro per mancanza di elettori (la gente non fa più figli). Sempre, dicevo, che non ne facciano di più i musulmani.
            I “tradi” vivono alla loro maniera e se ne infischiano di quelle leggi, creano realtà sane indipendenti dal potere dove la narrativa corrente (presunta violenza sulle mogli inclusa) non attecchisce

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          27. Anch’io mi sono “associato” al fascismo facendo quell’esempio: uno che cita come esempio Mussolini è facile che venga definito fascista.
            Quindi coi terzi che leggono quello più a rischio di essere “associato” al fascismo sono io. Ma me ne frego (altra espressione mussoliniana).

            La vittoria di una parte tramite la demografia richiede come minimo 3 generazioni, che sarebbero un’ottantina di anni. Ovvero anno 2100.
            Secondo me la cosa si risolve prima, parecchio prima.

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          28. “No: sto dicendo che è vantaggioso per tutti che ci sia chi spinge in quella direzione”.
            Questo intendevo: spingere per la GPA favorisce anche l’inseminazione. E’ come cercare di promuovere (per modo di dire) la paternità abolendo la maternità: a rimetterci sono sempre gli uomini

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          29. Scusate, ho ricevuto una notifica, l’ho cliccata e ho trovato una dozzina di botta&risposta sulla Francia fra Eric e Coscienza Maschile; un guazzabuglio di cui ho capito poco ma che m’interessa: potreste chiarire?
            Quelle comunità in cui fanno anche otto figli, sono per caso di musulmane (di terza o quarta generazione)? Che tipo di musulmane, visto che quelle del Maghreb (urbano, non rurale) divorziano a tutto spiano e i loro mariti sono rovinati nei tribunali?
            In un mio soggiorno in Francia, durante visite in case di amici della madre di mio figlio, ho conosciuto sì donne (di stirpe francese fin dall’epoca dei Galli) con parecchi figli, cmnq va chiarito che quei figli se li smazzano i padri; normalmente, il marito sta a spentolare in cucina mentre la moglie fa salotto con gli ospiti.
            Quel che andrebbe chiarito è il punto del Matriarcato: fra le francesi non ne ho visto traccia, mentre trasuda da tutte le cattoliche italiane, De Mari e Miriano comprese. Da noi, una che mettesse il marito a spentolare e a scarrozzare i figli, verrebbe considerata una “apostata-traditrice” da tutta la sorellanza cattolica, perché rinuncia alla primazia sui figli, mettendola in pericolo anche per le altre.
            Un altro punto che va chiarito è il rapporto fra prolificità, anti-divorzismo e status economico della donna; come si articola il far figli per cuccare gli assegni familiari, come si regolano le “maghrebine-urbane” con studi avanzati, le quali, pur senza assegni familiari, divorziano disinvoltamente, ecc.
            Altro punto: come mai non è mai trapelato nulla su un’eventuale contrapposizione all’interno della sorellanza? Ma è mai esistita, in Francia o in Italia, fra quelle che fanno otto figli e quelle altre che “Moi, les hommes je le deteste”? Non è forse molto sospetto? Non è forse indizio di una contiguità fra le due (presunte) fazioni?
            P.S.: Non sono junghiano, sono jüngheriano: “l’Anarca”, il “Waldgänger” (colui che va al bosco), la sentinella silenziosa e dissimulata che presidia il confine fra il mondo dominato dagli Dei e la Modernità, ecc.

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          30. @Claudio (“Scusate, ho ricevuto una notifica” etc.)
            Premetto che quanto segue si basa su anni di frequentazioni dirette e non su “mi pare che… ho sentito dire… una volta ho conosciuto una tale”

            “Quelle comunità in cui fanno anche otto figli, sono per caso di musulmane (di terza o quarta generazione)?”
            Assolutamente no, sono cattoliche tradizionali, termine che dice poco o nulla in Italia ma ben noto in Francia essendo molto numerose

            “quelle del Maghreb (urbano, non rurale) divorziano a tutto spiano”
            Non mi pare per nulla, anche se non conosco tanti musulmani. Forse ti riferisci alle marocchine che si sposano italiani facendo loro credere che non sono praticanti, e poi portano i figli in Marocco?

            “durante visite in case di amici della madre di mio figlio, ho conosciuto sì donne (di stirpe francese fin dall’epoca dei Galli) con parecchi figli, cmnq va chiarito che quei figli se li smazzano i padri; normalmente, il marito sta a spentolare in cucina mentre la moglie fa salotto con gli ospiti.”
            Quelle sono francesi mainstream, talvolta anche loro fanno parecchi figli (max 4-6) ma il tasso di divorzio medio è elevato (l’85% dei divorzi francesi è chiesto dalla moglie).
            Per una tradizionale sarebbe impensabile far spignattare il marito. A qualche uomo può piacere stare tra i fornelli mentre la moglie fa salotto, a me no.

            “Un altro punto che va chiarito è il rapporto fra prolificità, anti-divorzismo e status economico della donna”
            In genere una donna con 5-8 figli tende a divorziare meno, da sola letteralmente non ce la fa. Le cattoliche tradizionali fanno molti figli (non è un obbligo, è una libera scelta) e non divorziano, mentre al di fuori dell’ambiente è tutto molto più aleatorio. Per quanto riguarda lo status economico la maggioranza di loro (non tutte) fa la casalinga, da non confondere con la mantenuta a ufo. La ragione è semplice, non puoi badare a 8 figli lavorando, malgrado le fole femministe che raccontano in TV.
            Da notare che per queste donne l’aspetto fisico (leggi metrosexual), lo “status” sociale (leggi fare il saltimbanco in spiaggia o nei locali) ed economico sono assolutamente irrilevanti. Si sposano con uomini di condizione per lo più modesta (camionisti, agricoltori, operai petroliferi) e di livello estetico pari se non inferiore

            “come si regolano le “maghrebine-urbane” con studi avanzati, le quali, pur senza assegni familiari,”
            Se ti riferisci ai sussidi (“allocations”) purtroppo sono dati anche alle madri single, tradotto le senegalesi fanno 7-8 figli con uomini di passaggio e si fanno mantenere a vita dallo Stato

            “Altro punto: come mai non è mai trapelato nulla su un’eventuale contrapposizione all’interno della sorellanza? Ma è mai esistita, in Francia o in Italia, fra quelle che fanno otto figli e quelle altre che “Moi, les hommes je le déteste”?
            Questa è roba alla De Bouvoir, la francese media non pensa cose del genere anche se gli uomini li rovina lo stesso.
            Non vedo cosa dovrebbero dirsi, e dove, le tradizionali e le femministe. Comunque esiste una serie di pubblicazioni di donne tradizionali (es. A. Brassié), canali YouTube (es. V. Vota) e associazioni (es. Antigones) dedicate espressamente all’antifemminismo.

            “Non sono junghiano, sono jüngheriano”
            Meglio ancora. Passare al bosco è la frase del secolo

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          31. Grazie per le risposte, esaurienti e foriere di un barlume di speranza.
            Rispetto alle mie perplessità – sempre nel confronto Italia-Francia -, su una sola non è stata espressa una (graditissima) opinione: il Matriarcato delle italiane (e anche degli italiani), particolarmente palpabile nel Centro-Sud.
            Nelle francesi che ho conosciuto non ne ho riscontrato traccia.
            La maternità delle nostrane non è mai “dono gratuito” (per usare una metafora maschioselvatica), ma sempre mercenaria, frutto di calcolo e convenienza; quasi mai vocazione genuina, ma “lavoro” che dev’essere ben retribuito: in termini di status sociale (per non essere da meno delle competitors) e di “polizza assicurativa” per futuro mantenimento post-separativo. Aspetto, quest’ultimo, che in ambito cattolico viene declinato in altra variante: la separazione viene raramente agìta, ma spesso minacciata velatamente, col suo corollario di rovina maschile, come strumento di controllo psicologico.
            Il Matriarcato trapela dalle stesse De Mari, Miriano ecc.; i movimenti femminili cattolici non hanno mai, MAI, supportato benché minimamente quello per l’affido condiviso, che intendono come usurpazione di potere.
            I media italiani sono ampiamente matriarcali e nessun uomo italiano se ne lamenta, né lo nota: ogni intervista televisiva che ruoti intorno ai figli – nella scuola, nelle malattie e cure, nelle catastrofi naturali, nelle devianze giovanili – ha come esclusive protagoniste e testimonial le madri.
            I giudici delle separazioni sono solo gli ultimi anelli della catena matriarcale sull’inscindibile diade madre-figlio.
            Le francesi – che, in base alla loro prolificità, avrebbero titolo doppio per rivendicare potere – se ne infischiano altamente; anzi, sbolognano ai padri tutto l’accudimento sbolognabile, senza temere alcuna usurpazione.

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          32. Se le francesi se ne fregano, come mai in Francia hanno criminalizzato i test di paternità?

            E la cosa più bella è che anche se “la paternità non conta” si può pure obbligare un uomo a sottoporsi al test di paternità per obbligarlo a supportare il figlio, è solo se lui il test lo fa senza il consenso della madre e del giudice che è crimine…

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          33. @Claudio Manzari è rèpecisamente quel che accade in Francia, l’assegno viene dato al NUCLEO FAMILIARE non alla madre (infatti si chiama assegno familiare) e non è raro vedere famiglie anche di 8 figli. COntrariamente a quanto si crede i genitori non si logorano dalla fatica, perché sono organizzati e a 20 anni hanno una maturità che una 40enne gattara non avrà mai.
            E qui introduciamo la questione del amtriarcato, visto che sei junghiano conoscerai il pensiero di Giacomelli: la matriarca è la società dei consumi che genera eterni poppanti, le donne di oggi hanno un’età mentale di 6 anni, quando dicono “per tutta la vita” non sanno neanche di cosa parlano.
            Non sono d’accordo con la ricostruzione di Santiago, secondo cui nel Medioevo contadino gli omini si sposavano con l’inganno e quasi con la forza.
            Non so che qualifica abbia, se sia uno storico e quali ricerche abbia pubblicato ma il suo uso delle fonti mi pare un po’ disinvolto. Per esempio cita Giovenale per dedurre che per gli uomini le donne e la vita familiare sono sempre state un peso. Ma Giovenale era un poeta satirico che scriveva in un contesto fortemente urbanizzato e decadente.
            Comunque basta vedere per esempio l’Italia rurale degli anni ’50, che certo non era più tradizionale di quella medievale: non si trova traccia di questi uomini che fuggono dalle donne andandosene per il mondo. Ma vi pare possibile che tutti facessero la fila per crepare di ferite e malattie pur di non avere una donna calda nel letto?

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          34. Ciò che Santiago fa nel suo libro è demolire la narrativa femminista.
            Ti rammento la narrativa femminista:
            SOLO gli uomini guadagnavano dal matrimonio perché avevano una schiava in casa. Il matrimonio era oppressione per le donne.
            Per demolire questa balla basterebbe citare la percentuale di femministe sposate: come mai la stragrande maggioranza si sono sposate?
            Però rimarrebbe una cosa divertente e basta – anche se vera – devi usare argomenti più seri ed estesi.
            Quindi Santiago passa a dimostrare che il matrimonio beneficiava più le donne che gli uomini, e dice pure che sono più le donne che gli uomini che si vogliono sposare. Siccome l’ultima è una cosa su cui non ci sono studi né dati incontrovertibili allora ti cita Giovenale.
            Come aneddoto ti posso aggiungere che ho conosciuto in vita mia alcuna coppie dove lei ha lasciato lui perché lei voleva sposarsi e lui la tirava per le lunghe, ma non ha mai visto né sentito il contrario.
            E questo è confermato dalla psicologia evolutiva: una delle caratteristiche principali della mascolinità è l’indipendenza. Ecco perché MGTOW funziona e si espande.
            Nella femminilità è invece tipica l’interdipendenza: non a caso le femministe insistono tanto con la “società della cura e dell’interdipendenza” – che significa che impazziscono se non hanno un uomo a cui rompere le balle.

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          35. Degli anni ’50 non mi ricordo, ma dei primi ’60 – che qui al Sud corrispondevano ai ’50 – sì. Come racconta anche Marcello Veneziani, nei paesi agricoli c’era la piazza alberata centrale, chiamata “villa comunale”; complici gli inverni miti, per tutto l’anno, dopo cena, gli uomini, con tabarro e cappello scuri, vi si riunivano a discutere (l’alternativa era “il circolo”); le mogli restavano a casa: d’inverno guardavano Mike Bongiorno, nell’estate afosa sedevano fuori e chiacchieravano da un terrazzino all’altro con le vicine.
            Gli uomini accasati hanno sempre fatto così: alla sera s’incontravano fra loro all’osteria, o taverna; il senso di liberazione era reciproco, sia dei mariti che delle mogli. Fino a qualche anno fa sentivo sospirare le mie ex colleghe d’ufficio, preoccupate per l’imminente pensionamento del marito: si auguravano che almeno al pomeriggio si “togliesse dai piedi” per andare alla bocciofila.
            Questo era il senso del mio accenno a Santiago e alla sua storia della maschilità: non era strettamente necessario che i giovani si arruolassero desiderosi della “bella morte”, o che s’imbarcassero sulla baleniera per andare a sfidare Moby Dick. Il discorso era sul cameratismo maschile e sull’insopportazione del chiacchiericcio mogliesco post-cena.
            L’avvento della TV ha sconvolto quell’equilibrio. Parlatene nei gruppi Fb di antisessisti-incel: non sanno cosa sia quel cameratismo; sono rintanati nell’appartamento-utero, al guinzaglio corto di mamma-moglie. La deriva antropologica dell’unisex ha femminizzato gli UU più di quanto abbia mascolinizzato le DD.

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    4. Il matriarcato è il governo delle donne ed è quantomeno opinabile che al Sud abbiano mai comandato. Se non è così, vorrei proprio sapere quale donna misteriosa che comandava Totò Riina.
      Che le italiane facciano pesare la maternità è vero, ma non è questione di cattolicesimo (di fatto scomparso in Italia, inoltre le francesi hanno le stesse radici). La ragione è molto più semplice, le italiane sono particolarmente pigre e scansafatiche, mettere al mondo dei figli per loro è un trauma che le allontana dal dolce far niente a base di amiche, viaggi e ovviamente social. Il loro livello di mancanza di rispetto per l’uomo è a mia conoscenza ineguagliato.
      Per le francesi fare figli è una cosa del tutto normale, come deve essere e li tirano su senza stress, portano figli di 3 anni a Messa e non vola un fiato mentre qui in Italia saltano e urlano come ossessi.
      Movimenti femminili cattolici? Quali sono, le suore? Finora quello che ha maggiormente promosso il condiviso è stato Pillon, altri soggetti politici non pervenuti.
      È vero i media italiani sono matriarcali, con una martellante narrativa su eroiche ma se occorre anche vittime, fanno tutto loro, gli uomini entrano nel copione solo come molestatori. Dopo anni di queste campagne il messaggio per quanto assurdo inconsciamente passa.
      “I giudici delle separazioni sono solo gli ultimi anelli della catena matriarcale sull’inscindibile diade madre-figlio.”
      Al contrario, le madri sono il primo anello della catena che sottrae i figli ai genitori per darli allo Stato, che è il VERO capofamiglia. Tecnicamente li affidano alle madri (per ora), escluso Bibbiano che non è affatto un caso isolato, ma le madri col loro iperconformismo sono fedeli agenti dello Stato a partire dalla PAS.
      “Le francesi sbolognano ai padri tutto l’accudimento sbolognabile, senza temere alcuna usurpazione.”
      Le mainstream tendono a delegare, rendendo gli uomini mammi, le tradizionali no: per loro l’uomo DEVE essere il capo, non accetterebbero nient’altro e se i figli fanno i capricci li mandano dal padre. Un padre mollusco è letteralmente impensabile per loro (e infatti non ce ne sono). Chiamatelo matriarcato…

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      1. La prima parte di questo commento sembra una barzelletta di quelle tipo “ci sono un italiano, un francese e un giapponese” però ci sono solo due nazionalità.

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  2. Non fa per niente ridere notare che il femminismo è una religione quindi non ha molto senso andare in giro dicendo “la religione fa schifo”, quando le femministe tendono a provenire di solito da ambienti religiosi.

    Detto questo non possiamo fare molto in questa situazione, ci sono molti incels che apprezzano la religione perche pensano possa essere una sorta di incentivo per rendere schiave le donne, io non li capisco. Mi pare evidente che la religione serve semplicemente a pacificare gli uomini e a costringerli a spendere le loro energie vitali per pattugliare il comportamento femminile. Io questo non lo ritengo accettabile, perche ritengo che le donne siano adulte e debbano farsi i cazzi propri senza rompermi i coglioni e io non sono responsabile del loro comportamento scellerato.

    Detto questo, ieri ho segato 5 volte, queste cesse non me le scoperebbi nemmeno con una settimana di astinenza seghe.

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