Perché i movimenti per i diritti maschili hanno poco successo?

Risposta breve:

Perché non sono movimenti per i diritti maschili.

Risposta estesa:

Principalmente per due ragioni, una molto importante, l’altra meno ma comunque significativa.

Ragione Numero 1 – decisamente la più importante.

Perché, quasi invariabilmente, non si occupano semplicemente (in alcuni casi, neppure prevalentemente) di diritti maschili, ma tendono a promuovere un cambiamento sociale generale, solitamente (ma non sempre) di stampo conservatore.

Un esempio classico balza all’occhio appena si nomina una parola: “famiglia”.

La famiglia è composta da un uomo, una donna ed eventuali (ed auspicabili, a mio parere) figli. Buona parte dei cosiddetti movimenti per i diritti maschili sembrano non sapere che nella famiglia c’è pure una donna e dei figli, figlie femmine comprese: ergo “famiglia” non può rientrare nei diritti maschili.

Del tutto differente è se invece si parla di: “il trattamento INFAME che subiscono GLI UOMINI quando divorziano”. Questo è un diritto maschile, negato.

Se si parla di “famiglia” si stanno promuovendo i “diritti delle famiglie” o “i diritti delle coppie”, di sicuro non i “diritti maschili”.

Questo in Italia.

Altrove, alle volte, è pure peggio, ad esempi negli USA o in UK: numerosi sono gli MRA (Men’s Rights Activists) che pensano che “capitalismo” e “diritto alla libera impresa” siano “diritti maschili”. Apparentemente, Karl Marx era una donna. Con la barba.

Da questo punto di vista l’egocentrismo narcisista e menefreghista femminista ha effettivamente una marcia in più, probabilmente dovuto anche al fatto che storicamente (e forse c’è anche una componente biologica in questo) le donne sono sempre state poco o nulla interessate alla collettività ed alla società in generale, e molto di più a se stesse (ed ai figli, che considerano estensione di se stesse): provate a sentire tre politicanti femmine e tre uomini, di QUALSIASI colore politico: fate caso a quante volte le femmine parlano specificamente di “donne”, e noterete poi che i politici uomini possono parlare di “donne” ma non parlano MAI di “uomini”. Chi dei due è focalizzato su se stesso? Le femmine. Chi dei due è focalizzato sugli altri e/o sull’intera società? Gli uomini.

Il femminismo è essenzialmente hic et nunc, “qui ed ora”, al di là della retorica non c’è nulla oltre l’interesse immediato (od al massimo sul breve periodo), alle volte persino spicciolo.

Questo, tra l’altro, da’ alle femministe un ulteriore vantaggio: non hanno alcun problema a cambiare versione, a chiedere l’opposto di ciò che avevano chiesto appena pochi anni prima, allorché i loro interessi immediati lo richiedano. Perché, appunto, gli interessi immediati sono ciò che preme loro. E’ un approccio estremamente pragmatico, ed anche molto flessibile.

Al contrario, il fronte maschile quasi sempre si perde in progetti grandiosi di miglioramento della società, progetti che richiedono una notevole coerenza ideologica che rende impossibile dire tutto e il contrario di tutto per raggiungere un determinato obbiettivo: è un approccio idealista, ed estremamente rigido.

Ragione Numero 2

C’è un numero relativamente elevato di attivisti, simpatizzanti e personaggi vari che non hanno la benché minima idea della disparità delle forze in campo – e questo spiega il perché, anche nel caso in cui ci si focalizzi effettivamente sui “diritti maschili”, di tanti voli pindarici su argomenti irrilevanti, a volte persino patetici, mentre, ad esempio, assai meno sforzo viene concentrato per combattere il vero gender gap: quello scolastico, nettamente a sfavore degli uomini.

Al contrario le femministe sono, più o meno tutte, attentissime al bilancio delle forze in campo: attaccano con forza sfogando apertamente tutta la loro misandria solo quando si sentono in forte vantaggio, spalleggiate. E sono invece molto diplomatiche e remissive quando la situazione lo richiede – ecco una foto del “governo femminista” (così si sono definite) svedese in visita in Iran, ed una famosa foto della Boldrini…

…confrontatela con questa, proteste femministe perché era stato sconsigliato (non proibito) di indossare la minigonna a scuola – e questo è solo un esempio su un tema leggero, quasi sciocco, di esempi simili se ne potrebbero fare a migliaia, e si potrebbero fare anche riguardo all’aggressività o remissività mostrata da varie femministe nei confronti degli uomini:

https://www.huffingtonpost.it/entry/no-alla-minigonna-perche-ai-prof-cade-locchio-protesta-a-scuola-azzolina-chiede-approfondimenti_it_5f649f87c5b6b9795b0f2456

Deboli con i forti ma forti con i deboli – e il tutto “tatticamente”, furbescamente…

In pratica, riassumendo:

Il femminismo è un movimento di donne, per le donne, con obbiettivi immediati e tangibili, caratterizzato da un approccio pragmatico e molto flessibile, con una sensibilità “istintiva” per i rapporti di forza che le porta ad autoregolarsi immediatamente.

I movimenti dei diritti maschili sono di uomini, per l’intera società, con obbiettivi spesso larghissimi e lontani nel tempo, caratterizzati da approcci idealisti e molto rigidi. Ed in parte composti da gente che non avendo la benché minima idea del bilancio di forze, si mette a ballare la macarena di fronte ai carri armati nemici che avanzano.

Inutile stupirsi dei risultati.

15 thoughts on “Perché i movimenti per i diritti maschili hanno poco successo?

  1. eric
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    Al contrario le femministe sono, più o meno tutte, attentissime al bilancio delle forze in campo: attaccano con forza sfogando apertamente tutta la loro misandria solo quando si sentono in forte vantaggio, spalleggiate. E sono invece molto diplomatiche e remissive quando la situazione lo richiede – ecco una foto del “governo femminista” (così si sono definite) svedese in visita in Iran, ed una famosa foto della Boldrini…
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    Esattamente, ma non solo le femministe dichiarate, bensì le femmine in genere, che si espandono solo quando sanno di potersi espandere.
    Non per niente sostengo da anni che quelli tra i due sessi sono anzitutto rapporti di forza, di potere e non d’amore.
    Ad alcuni non piacciono queste mie conclusioni, ma basta avere occhi per guardare e orecchi per ascoltare, per rendersene conto.

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    1. E’ vero, ma c’è una differenza fondamentale: una donna comune mica va in giro a dire di rappresentare un’ideologia di parità e liberazione.
      Quindi anche se fa la debole con i forti e la forte con i deboli non è che possa fare chissà quali danni: la inquadri e ti regoli di conseguenza.

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    2. Direi che si tratta di rapporti di forza in generale, in tutti i rapporti umani (purtroppo). Perfino nell’amicizia, capita che ci siano mancanze di rispetto dettate dagli stessi meccanismi di prevaricazione “Lui è buono e caro, quindi posso calcare la mano”…
      Non per niente le virtù sono tali, proprio perché rare

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      1. Mimmo
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        Direi che si tratta di rapporti di forza in generale, in tutti i rapporti umani (purtroppo).
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        Certo, è così, ma io di solito mi concentro sui rapporti tra i due sessi, per ben precisi motivi…

        Like

  2. In merito al perché i movimenti maschili hanno poco successo, aggiungerei l’indifferenza e l’inconsapevolezza della massa maschile.

    eric
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    : una donna comune mica va in giro a dire di rappresentare un’ideologia di parità e liberazione.
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    Certo, questo è chiaro.

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    Quindi anche se fa la debole con i forti e la forte con i deboli non è che possa fare chissà quali danni: la inquadri e ti regoli di conseguenza.
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    Singolarmente no, non può fare grandi danni.
    Il problema però è che di tipe così ce ne sono un oceano in circolazione, e di solito hanno a che fare con degli scendiletto, sicché a livello di massa di danni ne fanno.

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    1. Ma la colpa è principalmente degli zerbini.
      Ti faccio un esempio: se in giro ci fossero dozzine di Chihuahua e Yorkshire che aggrediscono la gente (ma non a branchi, hai presente un Chihuahua e uno Yorkshire) azzanando le caviglie, e la gente si nascondesse in casa e dicesse che i cani non vanno presi a pedate neanche se ti mordono, tu daresti la colpa alla gente o ai cagnetti?
      Io alla gente.

      Tra l’altro ti racconto questa: mia sorella ha un cane – non particolarmente grosso ma ben più di un chihuahua – che “ha un caratteraccio” e ogni tanto (ogni tanto tipo: una volta al mese) se contrariato morde i padroni , sia lei che il marito che i figli. Tutti e quattro.
      PERO’ anche se lo vediamo spesso NON morde né me né i miei gentiori che sono anziani ma ancora in gamba. Perché sa che le prenderebbe da sia da me che da loro, e allora non ci prova: quando è contrariato a noi abbaia un po’ e basta.

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      1. Caro eric, dovresti sapere bene che io faccio parte di quel gruppo di uomini che da tempo sostiene che il problema numero uno degli uomini sono gli stessi uomini.
        E non a caso sostengo che i rapporti tra i due sessi non sono affatto idilliaci rapporti d’ amore…
        Sicché so bene che i principali responsabili di tutto ciò sono i nostri simili, ma ciò non toglie che le femmine abbiano le loro responsabilità, non fosse altro per il fatto che le suddette si vantano sempre di essere superiori agli uomini in ogni ambito della vita.

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        1. Certo, ma tra queste parti io ritengo più responsabile Caio:

          Tizia: dice di se stessa che non è mai colpa sua, quindi si dice irresponsabile, va avanti a forza di piagnucolamenti e fare la vittima e chiedere prebende e doppi standard.

          Caio: si vanta di essere responsabile e “afidabile”, avrebbe il potere di fregarsene di Caia ma non gli risponde a tono e si azzerbina.

          E’ la parte che si autocertifica “responsabile” ad essere responsabile.
          Non può essere quella che dice “io non ho mai colpa di niente”, quella ha una responsabilità ma è minnore di quella che si autocertifica “responsabile”.

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          1. @@
            Certo, ma tra queste parti io ritengo più responsabile Caio:
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            eric, è quello che dico anch’io.

            Frank September 9, 2021 at 8:28 pm
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            Sicché so bene che i principali responsabili di tutto ciò sono i nostri simili,
            @@

            Like

  3. Per esempio: perché femmine come Laura Sabbadini propagandano simili bubbole ?
    https://www.lafionda.com/i-numeri-feroci-e-assolutamente-falsi-di-linda-laura-sabbadini/
    Ovviamente perché da parte maschile non c’è alcuna opposizione.
    Infatti gli uomini – specie quelli che si trovano in alto – sono il cavallo di troia delle suddette e conseguentemente i principali responsabili di questo stato di cose.
    Viceversa la fenomena in questione ci penserebbe un milione di volte prima di sparare le solite vaginate in salsa femminista.
    Ma questo non discolpa la Sabbadini, che al pari di tutte le altre sue colleghe dimostra di essere la solita femminuccia femminista sleale, faziosa, falsa più di Giuda, conseguentemente colpevole.

    ———————————

    PS: mi ha fatto sorridere questa affermazione del tal Fair.play.
    @@
    Di conseguenza non si stanno fronteggiando dei cani sciolti, delle scappate di casa, no, si sta fronteggiando il Potere, quello che amano visceralmente le femministe, per utilizzarlo contro il genere per loro nemico ( il grande capitale e i suoi portaborse non hanno sesso, questo è da tenere sempre in considerazione, ed è per questo che non ci può essere nessuna sponda negli uomini di potere).
    @@

    Dunque, il “Potere”, il grande capitale non ha sesso, per cui è una specie di entità sovrannaturale, magari aliena, che vive di vita propria, a prescindere dagli umani…
    Ma di cosa stiamo parlando ?
    Come si fa a scrivere simili cazzate ?
    Mah…

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  4. Per esempio, perché quando si parla di femminismo e femministe si attribuiscono a tale ideologia e alle “gentilissime signore” che ne propagandano le varie merdate, poteri che nei fatti non esistono se non per “gentile concessione maschile” ?
    https://www.lafionda.com/i-caratteri-del-totalitarismo-femminista-sono-tuttaltro-che-nuovi/
    E perché in questo caso non si attribuiscono le maggiori responsabilità ai cosiddetti “uomini di potere”, autentici cavalli di troia delle suddette, che permettono alla summenzionata ideologia di incistarsi ovunque ? (in Occidente, ovvio).
    Altro esempio: perché se una donna accusa falsamente un uomo, poi le responsabilità di tutto ciò vengono attribuite esclusivamente o prevalentemente ai tot giudici (e poco o niente alla femminuccia in questione) (Nestola, de Curtis e company docet), mentre nel caso del femminismo accade l’ esatto contrario ?
    Perché le femministe sarebbero colpevoli e i loro leccaculo (quasi) delle vittime, soggiogati dalle terribili amazzoni femministe e pertanto impossibilitati a reagire ?
    Ma che storia ridicola è ?
    Basta dire che su la Fionda c’è stato pure chi è arrivato a sostenere che “il Potere” non ha sesso”… essendo evidentemente una specie di entità aliena, proveniente dalla costellazione di Orione, e dotato di vita propria…

    Un’ altra tesi che non ho mai condiviso (se non in parte) è quella secondo cui femminismo e nazismo sarebbero sostanzialmente sullo stesso piano.
    Secondo me non è esattamente così.
    Il nazismo si impose con l’uso delle armi e quindi della forza e non faceva questioni di genere, bensì di razza; il femminismo ne fa una questione di genere (termine che detesto, ma è tanto per rendere l’idea) ed ha usato ben altre armi, notoriamente invisibili e immateriali, ma se ha è potuto farlo è proprio perché è esistita ed esiste una fortissima complicità maschile, senza la quale tale ideologia conterebbe quanto il due di picche e svanirebbe in un nanosecondo.
    Per dire: se il femminismo è potente come e più del nazismo, perché non si impone anche Arabia Saudita o in Afghanistan ? (Ma anche in Uzbekistan o in Turkmenistan oppure in Tagikistan…)
    Perché le “terribili wonder woman femministe” non fanno un culo così ai talebani ?
    Ovviamente conoscete già la risposta…

    @@

    Per inciso: le mie son tutte domande retoriche…

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    1. Il paragone tra femminismo e nazismo non è una domanda retorica, e ti rispondo pure: è impreciso ma va fatto perché comparano il femminismo al comunismo/marxismo, ma questo è ancora più impreciso.
      Il paragone migliore, ma sempre impreciso, forse sarebbe tra femminismo e stalinismo – non generico “comunismo” ma proprio la versione stalinista.

      L’articolo di Bertinelli fa schifo e scivola sul complottismo.
      Il complottismo non sta nelle cose che evidenzia, che sono più o meno tutte vere e a cui è giusto opporsi, ma nel fatto che suggerisce che siano collegate tra loro ovvero parte di un piano globale: è questa parte il complottismo.

      Sarebbe come dire che:
      Ti viene un attacco di dissenteria
      Tua sorella si rompe una gamba
      A tuo cugino fregano il portafogli per strada.
      Tua zia viene truffata online con una finta mail delle Poste.
      Sono quattro sfighe e le ultime due sono collegate tra loro, perché furto e truffa sono molto simili.
      E’ normale dire che sono male e vanno evitate, e pure è normale vedere il collegamento e la soluzione simile per le ultime due.
      Il complottismo è quando le metti tutte e quattro insieme e dici che sono parte di un piano segreto e complicatissimo.

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